Escursioni e Visite Guidate

Calendario 2017

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domenica 1 Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini
  • Superficie: 71.437,00 ettari
  • Regioni: Marche - Umbria
  • Comuni: Acquacanina, Amandola, Arquata del Tronto, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Fiastra, Fiordimonte, Montefortino, Montegallo, Montemonaco, Norcia, Pieve Torina, Pievebovigliana, Preci, san Ginesio, Ussita, Visso
  • Provv.ti istitutivi: DPR 6 agosto 1993
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Chiesa di santa Maria assunta e 50ª Fiera degli Uccelli a Comunanza

  • il Lago di Gerosa verso ovest il Lago di Gerosa verso ovest
  • il Lago di Gerosa verso la diga il Lago di Gerosa verso la diga

Dalle sponde meridionali del Lago di Gerosa una stradina sale per la località "Piantabete" al panoramico crinale che accompagna la Valle dell'Aso con le tante piccole frazioni tra cui Polverina di Comunanza dove su una collinetta si incontra la chiesa del XIII secolo dedicata a santa Maria assunta. Festeggiata tradizionalmente il 15 di agosto, è insieme alle altre chiese intitolate alla Madonna una delle Sette Sorelle dei Sibillini dislocate secondo lo "schema" della Vergine intorno all'Antro della Sibilla che si staglia verso ovest. L'affresco del XVI secolo di Giulio Vergari da Amandola raffigura l'Annunciazione della Vergine ed è credenza radicata ritenere i rintocchi della campana capaci di allontanare il brutto tempo.

In età romana "Interamnia Poletina Piceni" (l'attuale zona di santa Maria a Terme), "Monte Passillo" nel medioevo e infine Comunanza dal 1324 quando famiglie ascolane dopo la distruzione della rocca dei Nobili si concentrarono nel borgo del V secolo lungo l'Aso le cui acque alimentavano una gualchiera ed un mulino. Paese natale dei pittori Ghezzi, di cui Pier Leone operò a Roma come Principe dell'Accademia di san Luca, ospita oggi uno dei dieci Musei Sistini del Piceno. In ottobre vie e piazze vengono occupate dalla tradizionale Fiera degli Uccelli, un mercato con migliaia di bancarelle che oltre ai prodotti tipici, espongono anche animali come cani e gatti, ma soprattutto uccelli di ogni tipo, compresi quelli esotici.

  • la chiesa romanica di san Giorgio all'Isola la chiesa romanica di san Giorgio all'Isola
  • il centro storico di Comunzna il centro storico di Comunzna
  • Pappgallo in esposizione alla Fiera degli Uccelli di Comunanza Pappgallo in esposizione alla Fiera degli Uccelli di Comunanza
  • Canarini alla Fiera di Comunanza Canarini alla Fiera di Comunanza
  • Fiera degli Uccelli di Comunanza: Pappagalli Fiera degli Uccelli di Comunanza: Pappagalli
  • Fagiano Argentato in mostra alla Fiera degli Uccelli di Comunanza Fagiano Argentato in mostra alla Fiera degli Uccelli di Comunanza
  • Comunanza: Pappagallo alla Fiera degli Ucelli Comunanza: Pappagallo alla Fiera degli Ucelli
sabato 7 Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini
  • Superficie: 71.437,00 ettari
  • Regioni: Marche - Umbria
  • Comuni: Acquacanina, Amandola, Arquata del Tronto, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Fiastra, Fiordimonte, Montefortino, Montegallo, Montemonaco, Norcia, Pieve Torina, Pievebovigliana, Preci, san Ginesio, Ussita, Visso
  • Provv.ti istitutivi: DPR 6 agosto 1993
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Lago di Pilato e visita del Museo della Sibilla di Montemonaco

  • la Valle del Lago: sullo sfondo la Sibilla la Valle del Lago: sullo sfondo la Sibilla
  • ghiaioni lungo il percorso per il Lago di Pilato ghiaioni lungo il percorso per il Lago di Pilato

Il Lago di Pilato si trova a 1940 metri di altitudine "circondato" dalle pareti del Monte Vettore, la montagna più alta della Regione, ed è l'unico invaso naturale delle Marche oltre che uno dei pochissimi di origine glaciale di tutto l'Appennino. Non è alimentato da corsi d'acqua e dunque si riempie solo grazie alle acque meteoriche in cui vive l'endemico Chirocefalo del Marchesoni, piccolo crostaceo rosso relitto di epoche remote. Ma la fama del luogo è dovuta soprattutto alla leggenda secondo cui vi finì il corpo di Pilato al termine della corsa dei bufali che trainavano il carro su cui fu caricato diventando così meta di cavalieri, negromanti e streghe che nel medioevo vi si recavano per i loro "riti magici".

Montemonaco è uno dei 18 Comuni del Parco dei Sibillini nel "Versante della Magia", l'area di questi Monti permeata di miti e leggende fin dal più lontano passato. Nel medioevo in particolare era il paese di riferimento per tutti quanti erano diretti verso la Grotta della Sibilla o al Lago di Pilato per consacrare i loro libri demoniaci, spesso accompagnati dagli stessi abitanti. Ciò comportò la scomunica dell'intera Comunità come attestato dalla pergamena del 1452, dodici anni dopo la visita di De La Sale, conservata nel Museo della Sibilla dove si trova anche "la Gran Pietra", misterioso masso calcareo rinvenuto nella lingua di pietre che separa i due bacini del Lago di Pilato e su cui sono scolpite indecifrabili scritte.

  • il Gran Gendarme alla testata della Valle del Lago di Pilato il Gran Gendarme alla testata della Valle del Lago di Pilato
  • Lago di Pilato: lato ovest dello specchio d'acqua Lago di Pilato: lato ovest dello specchio d'acqua
  • il Chirocefalo del Marchesoni il Chirocefalo del Marchesoni
  • lato est del Lago di Pilato lato est del Lago di Pilato
  • i torrioni del castello di Montemonaco i torrioni del castello di Montemonaco
  • Montemonaco: Palazzo Comunale Montemonaco: Palazzo Comunale
  • il Museo della Sibilla a Villa Curi di Montemonaco il Museo della Sibilla a Villa Curi di Montemonaco
domenica 8 Bosco di Smerillo

Bosco di Smerillo

Bosco di Smerillo
  • Superficie: 227,80 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: Montefalcone Appennino, Monte san Martino, Smerillo
  • Provv.ti istitutivi: DGR 8 luglio 1998
  • Aree Floristiche Protette:
    Sono disciplinate dalla Legge Regionale del 1974 e rappresentano un primo esempio, in anticipo sui tempi, di ciò che nel 1991 venne regolamentato con Parchi e Riserve. All'epoca la regione Marche, unica in Italia, scelse di tutelare delle zone piuttosto che specie floreali. Attualmente l'inventario delle AFP ne elenca 109 individuate con 3 diverse Delibere.

Monte Falcone e 21ª Sapori d'Autunno a Montefalcone Appennino

  • Montefalcone Appennino, la san Marino delle Marche Montefalcone Appennino, la san Marino delle Marche
  • l'edicola lungo il Sentiero delle Ginestre per Montefalcone Appennino l'edicola lungo il Sentiero delle Ginestre per Montefalcone Appennino

Il Monte Falcone è uno sperone roccioso di circa 900 metri di altitudine anticamente parte del litorale del mare che arrivava fin qui, infatti l'intera zona è anche un grande giacimento fossilifero del Terziario la cui parete a nord si è aperta per un movimento franoso creando la caratteristica "Fessa" attraversabile a piedi. Il bosco che lo ricopre ha un'estensione di 30 ettari ed è tutelato dalla Regione come Area Floristica Protetta (numero 91) e costituisce una zona di transizione tra l'ambiente collinare e quello montano in cui sono presenti anche faggi e castagni. Si attraversa con un percorso che visita anche i borghi medievali di Montefalcone Appennino e Smerillo passando per la chiesetta di "Scalelle".

Montefalcone Appennino è conosciuto come la "san Marino delle Marche" per la posizione letteralmente aggrappata alla strapiombante rupe che ne fa uno dei paesi più caratteristici della Regione dove il panorama spazia su tutta la catena Appenninica con una vista straordinaria verso i Sibillini. Per il borgo si passeggia tra vie e piazzette visitandone le chiese fino alla rocca e nello storico Palazzo Felici si ammira il Museo dei Fossili e dei Minerali che include anche il celebre polittico dell'Alamanno. Ad ottobre Sapori d'Autunno è la festa che celebra i prodotti tipici del territorio: castagne, funghi, tartufi, mele rosa e altri ancora offerti negli stand nell'atmosfera di tutto il paesino "addobbato" in tema al periodo.

  • vista di Montefalcone Appennino con la Rupe e sullo sfondo il Monte Ascensione vista di Montefalcone Appennino con la Rupe e sullo sfondo il Monte Ascensione
  • i Monte Sibillini dal 'terrazzo' di Montefalcone Appennino i Monte Sibillini dal "terrazzo" di Montefalcone Appennino
  • Monte Falcone: il sentiero nell'Area Floristica Protetta Monte Falcone: il sentiero nell'Area Floristica Protetta
  • Smerillo: chiesa di santa Caterina d'Alessandria Smerillo: chiesa di santa Caterina d'Alessandria
  • panorama su Monte san Martino e Penna san Giovanni dal Belvedere di Smerillo panorama su Monte san Martino e Penna san Giovanni dal Belvedere di Smerillo
  • la Fessa di Smerillo la Fessa di Smerillo
  • Sapori d'Autunno a Montefalcone Appennino Sapori d'Autunno a Montefalcone Appennino
sabato 14 Monte Ceresa

Monte Ceresa

Monte Ceresa
  • Superficie: 504,40 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Montegallo
  • Provv.ti istitutivi: DGR 8 luglio 1998
  • Aree Floristiche Protette:
    Sono disciplinate dalla Legge Regionale del 1974 e rappresentano un primo esempio, in anticipo sui tempi, di ciò che nel 1991 venne regolamentato con Parchi e Riserve. All'epoca la regione Marche, unica in Italia, scelse di tutelare delle zone piuttosto che specie floreali. Attualmente l'inventario delle AFP ne elenca 109 individuate con 3 diverse Delibere.

Pizzo dell'Arco e 47ª Festa d'Autunno ad Acquasanta Terme

  • la zona del Pizzo dell'Arco da Acquasanta Terme la zona del Pizzo dell'Arco da Acquasanta Terme
  • il monastero di Valledacqua di Acquasanta Terme il monastero di Valledacqua di Acquasanta Terme

I 12.000 ettari dell'area del Ceresa confinano con i Parchi Nazionali dei Sibillini e dei Monti della Laga e sono racchiusi tra i fiumi Tronto e Fluvione al cui interno si trovano due Aree Floristiche Protette e quattro siti Natura 2000. La salita ai 1011 metri del Pizzo dell'Arco inizia da santa Maria di Acquasanta Terme e permette di raggiungere un "balcone" di straordinaria bellezza per la visuale che offre sul Tronto e verso i Monti della Laga. Lungo il percorso si transita per i ruderi di Valle Saggia, uno dei tanti centri del Ceresa oggi abbandonati, e il piccolo agglomerato di Cocoscia passando in mezzo a boschi con esemplari di castagni secolari che stupiscono per le loro imponenti dimensioni.

Acquasanta Terme è conosciuta fin dall'antichità per le sue acque sulfuree che già ai tempi di Roma, all'epoca un mansio lungo la via consolare Salaria, si rivelarono curative e nell'800 furono visitate da Carlo Magno nel suo viaggio a Roma per l'incoronazione. Il suo vasto territorio si sviluppa per i monti da cui la popolazione trae sostentamento con i prodotti della terra che sono delle eccellenze per la loro qualità e genuinità. La storica Festa d'Autunno le celebra con l'esposizione dei frutti stagionali con particolare attenzione a quelli del sottobosco come tartufi e funghi insieme alle castagne "Marrone" di cui la zona è ricca. L'altro "prodotto tipico" riguarda l'artigianato e sono i lavori in travertino estratto dalle vicine cave.

  • Acquasanta Terme: gli stand della Festa d'Autunno Acquasanta Terme: gli stand della Festa d'Autunno
  • le castagne della Festa d'Autunno ad Acquasanta Terme le castagne della Festa d'Autunno ad Acquasanta Terme
  • Festa d'Autunno: canti e balli popolari per le vie di Acquasanta Terme Festa d'Autunno: canti e balli popolari per le vie di Acquasanta Terme
  • prodotti tipici dell'area di Acquasanta Terme per la Festa d'Autunno prodotti tipici dell'area di Acquasanta Terme per la Festa d'Autunno
  • funghi in esposizione ad Acquasanta Terme per la Festa d'Autunno funghi in esposizione ad Acquasanta Terme per la Festa d'Autunno
  • Corso Gregorio Schiavi di Acquasanta Terme addobbato per la Festa d'Autunno Corso Gregorio Schiavi di Acquasanta Terme addobbato per la Festa d'Autunno
  • i rilievi arenacei del gruppo del Monte Ceresa intorno Acquasanta Terme i rilievi arenacei del gruppo del Monte Ceresa intorno Acquasanta Terme
domenica 15 Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini
  • Superficie: 71.437,00 ettari
  • Regioni: Marche - Umbria
  • Comuni: Acquacanina, Amandola, Arquata del Tronto, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Fiastra, Fiordimonte, Montefortino, Montegallo, Montemonaco, Norcia, Pieve Torina, Pievebovigliana, Preci, san Ginesio, Ussita, Visso
  • Provv.ti istitutivi: DPR 6 agosto 1993
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Percorso delle Carbonaie e 18ª Antichi Sapori e Ricchezze del Bosco a Montalto di Cessapalombo

  • Antichi sapori e ricchezze del Bosco a Montalto di Cessapalombo: preparazione del Vino cotto Antichi sapori e ricchezze del Bosco a Montalto di Cessapalombo: preparazione del Vino cotto
  • Percorso delle Carbonaie a Montalto di Cessapalombo: la Piazza carbonaia Percorso delle Carbonaie a Montalto di Cessapalombo: la Piazza carbonaia

La gente della montagna sfruttava la ricchezza di boschi e il favorevole ambiente per ricavare il carbone dalla legna, sostentamento economico su cui si basava la vita di intere famiglie e comunità divenendo il mestiere tipico di alcune zone, tra cui l'area di Cessapalombo. Il Percorso delle Carbonaie è un'escursione che oltre alle specie di alberi con cui ottenere la "materia prima" ammassata nelle piazze carbonaie illustra le varie fasi del procedimento che impegnava gli uomini giorno e notte lontani da casa. Rientrando verso l'abitato si può vedere all'opera una delle pochissime carbonaie ancora attive per visitare infine il Museo allestito in un palazzo storico che espone rare foto d'epoca e i vari attrezzi usati.

Montalto è un piccolissimo e "sperduto" centro abitato incastonato in una valle dove addirittura termina la strada, così lontano dalla civiltà e dai suoi ritmi che la vita vi scorre come se il tempo non fosse trascorso basandosi sullo stretto contatto con gli elementi della Natura. Le tradizioni, i prodotti della terra, gli antichi mestieri, gli oggetti della vita quotidiana e l'atmosfera rurale della montagna vengono ricreati con la festa Antichi sapori e ricchezze del Bosco nelle cantine e per le vie del borgo dove si possono assaggiare i prodotti locali, vedere all'opera gli artigiani e i contadini con i loro animali, assistere ai balli e canti folkloristici e visitare la ricca esposizione etnografica, testimone della cultura locale.

  • illustrazione degli attrezzi del Carbonaio lungo il Percorso delle Carbonaie a Montalto illustrazione degli attrezzi del Carbonaio lungo il Percorso delle Carbonaie a Montalto
  • Montalto di Cessapalombo: una 'moderna' carbonaia attiva Montalto di Cessapalombo: una "moderna" carbonaia attiva
  • il carbone di Montalto di Cessapalombo pronto in sacchi  il carbone di Montalto di Cessapalombo pronto in sacchi 
  • l'affresco del 1468 di Giovanni Angelo d'Antonio nella chiesa di santa Maria Ausiliatrice di Montalto di Cessapalombo l'affresco del 1468 di Giovanni Angelo d'Antonio nella chiesa di santa Maria Ausiliatrice di Montalto di Cessapalombo
  • Montalto di Cessapalombo: le 'cantine' di Antichi sapori e ricchezze del Bosco Montalto di Cessapalombo: le "cantine" di Antichi sapori e ricchezze del Bosco
  • Antichi sapori e ricchezze del Bosco: esposizione degli attrezzi Antichi sapori e ricchezze del Bosco: esposizione degli attrezzi
  • mostra degli oggetti a Montalto di Cessapalombo per Antichi sapori e ricchezze del Bosco mostra degli oggetti a Montalto di Cessapalombo per Antichi sapori e ricchezze del Bosco
sabato 21 Parco Naturale Regionale del Conero

Parco Naturale Regionale del Conero

Parco Naturale Regionale del Conero
  • Superficie: 6.011,00 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: Ancona, Camerano, Numana, Sirolo
  • Provv.ti istitutivi: LR 21 del 23 aprile 1987
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Pian di Raggetti e Pian Grande e visita dell'Antiquarium Statale di Numana

  • il Monte Conero con il borgo marinaro di Numana il Monte Conero con il borgo marinaro di Numana
  • Abbazia Camaldolese di san Pietro al Conero Abbazia Camaldolese di san Pietro al Conero

Il Monte Conero è la "singolarità" dell'Adriatico la cui altura di 572 metri ne interrompe la spiaggia con la conformazione calcarea ad anticlinale che offre scoscese pareti nel versante a mare e un pendio più dolce verso ovest dove i rimboschimenti di conifere operati in passato stanno gradualmente lasciando spazio alla Macchia Mediterranea. Partendo dall'antica Abbazia di san Pietro si effettua un bel percorso ad anello che mediante un comodo sentiero raggiunge dapprima il Pian di Raggetti dove si gode del panorama verso sud con la costa adriatica e ad ovest fino ai Sibillini per poi proseguire al Pian Grande dove ci si "affaccia" su Portonovo con in lontananza lo Scoglio del Trave e Ancona.

Numana è il delizioso borgo marinaro sul versante meridionale del Conero che nella parte bassa ha il porto turistico e per le caratteristiche "scalette" sale alle graziose case di bianco calcare fino al Belvedere dal singolare arco, resto di un'antica chiesa. Il centrale Santuario conserva il Miracoloso Crocifisso col Cristo ad occhi aperti che secondo la leggenda Carlo Magno riportò dall'oriente. Le importanti origini Picene di Humana e la successiva epoca del Municipio Romano sono testimoniate nell'Antiquarium Statale dove i reperti provenienti dalle necropoli sono esposti cronologicamente con particolare risalto al corredo funebre del Carro della Regina rinvenuto nella "tomba a circolo" dell'Area dei Pini di Sirolo.

  • il Komaros (Corbezzolo) che dà il nome al Monte Conero il Komaros (Corbezzolo) che dà il nome al Monte Conero
  • Monte Conero: panorama verso ovest dal Pian di Raggetti Monte Conero: panorama verso ovest dal Pian di Raggetti
  • il Pian Grande sul versante nord del Monte Conero il Pian Grande sul versante nord del Monte Conero
  • Monte Conero: 'affaccio' su Portonovo dal Belvedere del Pian Grande Monte Conero: "affaccio" su Portonovo dal Belvedere del Pian Grande
  • Numana: il Palazzo Comunale Numana: il Palazzo Comunale
  • le 'Scalette' di Numana le "Scalette" di Numana
  • l'Arco di Torre di Numana, resto della parrocchia di san Giovanni l'Arco di Torre di Numana, resto della parrocchia di san Giovanni
domenica 22 Monte Ascensione

Monte Ascensione

Monte Ascensione
  • Superficie: 444,00 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: Ascoli Piceno, Rotella
  • Provv.ti istitutivi: DGR 24 marzo 1997
  • Aree Floristiche Protette:
    Sono disciplinate dalla Legge Regionale del 1974 e rappresentano un primo esempio, in anticipo sui tempi, di ciò che nel 1991 venne regolamentato con Parchi e Riserve. All'epoca la regione Marche, unica in Italia, scelse di tutelare delle zone piuttosto che specie floreali. Attualmente l'inventario delle AFP ne elenca 109 individuate con 3 diverse Delibere.

Sentiero dei Santuari del Monte Ascensione e 46ª Sagra delle Castagne a Capradosso

  • Capradosso: chiesa di santa Lucia Capradosso: chiesa di santa Lucia
  • i boschi del Monte Ascensione nel periodo del Foliage i boschi del Monte Ascensione nel periodo del Foliage

Luogo di storia e antiche leggende il Monte Ascensione (un tempo Monte Nero) si eleva isolato dal tipico paesaggio collinare marchigiano fino ai 1108 metri della vetta dove la vista spazia su un panorama che si apre sconfinato in tutte le direzioni "abbracciando" in un solo sguardo mare e Appennino insieme all'affaccio sulle Rue e le Torri del centro storico di Ascoli Piceno. È credenza popolare raccogliere un sasso alla partenza per la salita e lasciarlo poi cadere dalla Rupe di santa Polisia per aiutare la cristiana in fuga dai soldati romani che si ode ancora tessere al suo telaio, come pure raggiungere almeno una volta la cima a piedi altrimenti bisognerà farlo in un'altra vita nelle forme di una lumaca.

Capradosso, piccola frazione di Rotella adagiata a quasi 650 metri di altitudine sul boscoso versante settentrionale dell'Ascensione, deve il suo curioso nome alla forma che richiama il dorso di capra scelto dagli antichi fondatori. Il pendio a reggipoggio della montagna e la ricchezza di acqua "immagazzinata" dal conglomerato favorisce una vegetazione fitta e rigogliosa tutelata come Area Floristica Protetta e allo stesso tempo SIC e ZPS che tra le varie specie include dei ricchi castagneti con esemplari secolari il cui frutto è particolarmente buono e legato al territorio. La Sagra della Castagna ha una lunga tradizione e lo propone insieme a piatti come i Ravioli Dolci, accompagnati dal vino novello.

  • l'inizio del sentiero per il Monte Ascensione dalla chiesa della Icona l'inizio del sentiero per il Monte Ascensione dalla chiesa della Icona
  • Monte Ascensione: il sentiero dell'Anello Settentrionale nei boschi di castagni Monte Ascensione: il sentiero dell'Anello Settentrionale nei boschi di castagni
  • i ricci con le ricche e saporite castagne del Monte Ascensione i ricci con le ricche e saporite castagne del Monte Ascensione
  • il Benvenuti a Capradosso di Rotella il Benvenuti a Capradosso di Rotella
  • Capradosso: la Sagra delle Castagne in Piazza Castello Capradosso: la Sagra delle Castagne in Piazza Castello
  • cottura e distribuzione delle Castagne della Sagra di Capradosso cottura e distribuzione delle Castagne della Sagra di Capradosso
  • chiesa di san Rocco di Capradosso chiesa di san Rocco di Capradosso
sabato 28 Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini
  • Superficie: 71.437,00 ettari
  • Regioni: Marche - Umbria
  • Comuni: Acquacanina, Amandola, Arquata del Tronto, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Fiastra, Fiordimonte, Montefortino, Montegallo, Montemonaco, Norcia, Pieve Torina, Pievebovigliana, Preci, san Ginesio, Ussita, Visso
  • Provv.ti istitutivi: DPR 6 agosto 1993
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Gole dell'Infernaccio e 40ª Mercato della Castagna a Montemonaco

  • l'Eremo di san Leonardo all'Infernaccio l'Eremo di san Leonardo all'Infernaccio
  • l'acqua del Fiume Tenna nella gola dell'Infernaccio l'acqua del Fiume Tenna nella gola dell'Infernaccio

L'Infernaccio è tra i più suggestivi ed evocativi luoghi del Versante della Magia il cui toponimo ricorda le leggendarie storie che caratterizzano questi monti insieme al Passo delle Streghe, il punto più angusto della forra dove le pareti si stringono quasi a chiudersi. La Gola è una vera "fessura" nel calcare al cui ingresso si manifesta il perenne gocciolamento delle Pisciarelle per poi aprirsi alla splendida Faggeta che in autunno offre uno stupendo Foliage. La piacevole risalita del sentiero conduce quindi all'Eremo di san Leonardo ricostruito pietra su pietra in 40 anni di "solitario" lavoro dal cappuccino padre Pietro dove sorgeva l'antico luogo di culto benedettino Castrum de Volubrio abitato fino al 1572.

Posto a quasi 1000 metri di altitudine, Montemonaco è un paese ricco di storia e leggende e già dal nome si intuisce la sua origine legata ad un insediamento di monaci benedettini risalente all'VIII secolo. Nel 1420 vi arrivò dalla Francia Antoine de la Sale, inviato da Agnese di Borgogna a indagare sulla misteriosa Grotta della Sibilla che sarà poi citata poco più tardi nel "Guerrino detto Meschino" di Andrea da Barberino. Ad essa è oggi dedicato un Museo ospitato nella Casa del Parco a Villa Curi. A fine ottobre si tiene il tradizionale Mercato della Castagna dedicato ai tipici "Marroni" locali raccolti nei vari castagneti secolari della zona che nell'ambiente incontaminato dei Monti Sibillini raggiungono qualità e gusto eccellenti.

  • dentro la forra dell'Infernaccio dentro la forra dell'Infernaccio
  • il Foliage nella Faggeta di san Leonardo il Foliage nella Faggeta di san Leonardo
  • la Faggeta di san Leonardo in autunno la Faggeta di san Leonardo in autunno
  • offerta del Vin Brulé al Mercato della Castagna di Montemonaco offerta del Vin Brulé al Mercato della Castagna di Montemonaco
  • cottura dei Marroni della Festa di Montemonaco cottura dei Marroni della Festa di Montemonaco
  • distribuzione delle Caldarroste nel Mercato della Castagna a Montemonaco distribuzione delle Caldarroste nel Mercato della Castagna a Montemonaco
  • Montemonaco: Stornellatori della Sagra della Castagna Montemonaco: Stornellatori della Sagra della Castagna
domenica 29 Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
  • Superficie: 148.935,00 ettari
  • Regioni: Marche - Abruzzo
  • Comuni: Accumoli, Acquasanta Terme, Amatrice, Arquata del Tronto, Arsita, Barete, Barisciano, Brittoli, Bussi sul Tirino, Cagnano Amiterno, Calascio, Campli, Campotosto, Capestrano, Capitignano, Carapelle Calvisio, Carpineto della Nora, Castel del Monte, Castelli, Castelvecchio Calvisio, Castiglione a Casauria, Civitella Casanova, Civitella del Tronto, Cortino, Corvara, Crognaleto, Fano Adriano, Farindola, Isola del Gran Sasso d'Italia, L'Aquila, Montebello di Bertona, Montereale, Montorio al Vomano, Ofena, Pescosansonesco, Pietracamela, Pizzoli, Rocca santa Maria, santo Stefano di Sessanio, Torricella Sicura, Tossicia, Valle Castellana, Villa Celiera, Villa santa Lucia Abruzzi
  • Provv.ti istitutivi: DPR 5 agosto 1995
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Laghi dell'Agro Nero e 21ª Marrone che Passione a Trisungo

  • il Lago Secco nella zona dell'Agro Nero dei Monti della Laga il Lago Secco nella zona dell'Agro Nero dei Monti della Laga
  • Monti della Laga: il Foliage dell'Agro Nero Monti della Laga: il Foliage dell'Agro Nero

Un antico ghiacciaio ha modellato la parte più a nord della Laga creando un anfiteatro con valli e pascoli dove scorrono fossi originati dalle vene dell'omonimo Monte e la contemporanea impermeabilità dall'argilla unita a depositi morenici ha determinato la formazione degli unici laghi del gruppo nelle cui verdi acque vivono 3 tipi di Tritoni e Rane Temporarie. La zona, un tempo abitata da monaci Clareni, prende il nome di Agro Nero e il Lago Secco e il Lago della Selva ospitano dei rari Salici oltre che produrre Torba, soprattutto nella sorgente dove in alcuni periodi dell'anno affiorano pali di abete bianco, faggio e salice vecchi di almeno 13 secoli usati dagli animali come "appoggio" per abbeverarsi.

Il "marrone" è il frutto della versione coltivata del Castagno e quindi oggetto di innesti e incroci che ne hanno migliorato la qualità e la resa rendendolo più grande, profumato e dolce. Oltre che consumato direttamente è anche l'ingrediente per svariati prodotti come farina, miele, marmellate e alcune bevande. Ad esso è dedicata la tradizionale festa Marrone che Passione a Trisungo, la frazione di Arquata lungo la Salaria il cui nome indicherebbe il "punto di giunzione" di tre strade (tres jungo) con la Sagra che lo celebra insieme alle specialità tipiche locali come salumi, formaggi, polente e vino cotto dei vari produttori che lo raccolgono nei castagneti della zona con l'accompagnamento di stornellatori al suono degli organetti.

  • il Lago del Piano d'Illica nel Parco Nazionale dei Monti della Laga il Lago del Piano d'Illica nel Parco Nazionale dei Monti della Laga
  • Agro Nero: la Faggeta tipica della Laga Agro Nero: la Faggeta tipica della Laga
  • Monti della Laga: il Lago della Selva dell'Agro Nero Monti della Laga: il Lago della Selva dell'Agro Nero
  • la Fonte dell'Agro Nero sul versante nord dei Monti della Laga la Fonte dell'Agro Nero sul versante nord dei Monti della Laga
  • panoramica dei Monti Sibillini dall'Agro Nero della Laga panoramica dei Monti Sibillini dall'Agro Nero della Laga
  • Castagne e prodotti tipici in esposizione Castagne e prodotti tipici in esposizione
  • ricci di castagne ricci di castagne