Escursioni e Visite Guidate

Calendario 2017

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sabato 2

Monte Fietone e di Cesure e visita dei Musei di Pieve Torina

  • Sentiero del Monte Fietone Sentiero del Monte Fietone
  • Pascoli del Monte Fietone Pascoli del Monte Fietone

Nelle vicinanze dei Sibillini i Monti Fietone e di Cesure sono dal 1978 un'Oasi di circa 800 ettari a quasi 1400 metri di quota inclusa nella Zona di Protezione Speciale che comprende anche la Montagna di Torricchio, il Monte Fema e il Monte Cavallo con la finalità della sosta, rifugio e riproduzione della fauna selvatica volta a preservare e incrementare la biodiversità dell'area. Tra i volatili è di particolare interesse la presenza dell'Aquila Reale e della Coturnice oltre a specie "nidificanti e svernanti" insieme a mammiferi come lo Scoiattolo, l'Istrice, il Cinghiale e il Capriolo. L'itinerario percorre un anello che visita luoghi appartati e di insospettabile bellezza passando anche per le cime.

All'inizio della valle che da Muccia conduce a Visso si trova Pieve Torina, uno dei 18 Comuni del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, situato nel suo "Versante Storico". Dal 1976 è ospitato nell'ex-convento di sant'Agostino il Museo della Nostra Terra: una raccolta etnografica e agricola di oltre 5000 oggetti della vita quotidiana del territorio organizzati in 14 sezioni con cui sono stati ricreati gli ambienti domestici, lavorativi, scolastici, pastorali e della caccia. La collezione è corredata da una vasta documentazione cartacea e fotografica in aggiunta alle registrazioni dei canti popolari. Ne fa parte anche il mulino ad acqua di Fiume con la sua struttura originaria e la ex Pinacoteca nella chiesa di san Giovanni con la Pieve.

  • Carrareccia sul Monte Fietone Carrareccia sul Monte Fietone
  • edicola sul Monte Fietone edicola sul Monte Fietone
  • Museo della Nostra Terra di Pieve Torina Museo della Nostra Terra di Pieve Torina
  • chiesa di santa Maria di Pieve Torina chiesa di santa Maria di Pieve Torina
  • pieve di santa Maria di Pieve Torina pieve di santa Maria di Pieve Torina
  • Mulino ad Acqua di Fiume Mulino ad Acqua di Fiume
  • Antico Mulino di Fiume Antico Mulino di Fiume
domenica 3 Parco Naturale Regionale del Conero

Parco Naturale Regionale del Conero

Parco Naturale Regionale del Conero
  • Superficie: 6.011,00 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: Ancona, Camerano, Numana, Sirolo
  • Provv.ti istitutivi: LR 21 del 23 aprile 1987
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Pian di Raggetti e Pian Grande e visita dell'Antiquarium Statale di Numana

  • il Monte Conero con il borgo marinaro di Numana il Monte Conero con il borgo marinaro di Numana
  • Abbazia Camaldolese di san Pietro al Conero Abbazia Camaldolese di san Pietro al Conero

Il Monte Conero è la "singolarità" dell'Adriatico la cui altura di 572 metri ne interrompe la spiaggia con la conformazione calcarea ad anticlinale che offre scoscese pareti nel versante a mare e un pendio più dolce verso ovest dove i rimboschimenti di conifere operati in passato stanno gradualmente lasciando spazio alla Macchia Mediterranea. Partendo dall'antica Abbazia di san Pietro si effettua un bel percorso ad anello che mediante un comodo sentiero raggiunge dapprima il Pian di Raggetti dove si gode del panorama verso sud con la costa adriatica e ad ovest fino ai Sibillini per poi proseguire al Pian Grande dove ci si "affaccia" su Portonovo con in lontananza lo Scoglio del Trave e Ancona.

Numana è il delizioso borgo marinaro sul versante meridionale del Conero che nella parte bassa ha il porto turistico e per le caratteristiche "scalette" sale alle graziose case di bianco calcare fino al Belvedere dal singolare arco, resto di un'antica chiesa. Il centrale Santuario conserva il Miracoloso Crocifisso col Cristo ad occhi aperti che secondo la leggenda Carlo Magno riportò dall'oriente. Le importanti origini Picene di Humana e la successiva epoca del Municipio Romano sono testimoniate nell'Antiquarium Statale dove i reperti provenienti dalle necropoli sono esposti cronologicamente con particolare risalto al corredo funebre del Carro della Regina rinvenuto nella "tomba a circolo" dell'Area dei Pini di Sirolo.

  • il Komaros (Corbezzolo) che dà il nome al Monte Conero il Komaros (Corbezzolo) che dà il nome al Monte Conero
  • Monte Conero: panorama verso ovest dal Pian di Raggetti Monte Conero: panorama verso ovest dal Pian di Raggetti
  • il Pian Grande sul versante nord del Monte Conero il Pian Grande sul versante nord del Monte Conero
  • Monte Conero: 'affaccio' su Portonovo dal Belvedere del Pian Grande Monte Conero: "affaccio" su Portonovo dal Belvedere del Pian Grande
  • Numana: il Palazzo Comunale Numana: il Palazzo Comunale
  • le 'Scalette' di Numana le "Scalette" di Numana
  • l'Arco di Torre di Numana, resto della parrocchia di san Giovanni l'Arco di Torre di Numana, resto della parrocchia di san Giovanni
venerdì 8 Parco Regionale del Monte Cucco

Parco Regionale del Monte Cucco

Parco Regionale del Monte Cucco
  • Superficie: 10.480,00 ettari
  • Regioni: Umbria
  • Comuni: Costacciaro, Fossato di Vico, Scheggia e Pascelupo, Sigillo
  • Provv.ti istitutivi: LR 9 del 3 marzo 1995
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Cima Filetta e 8ª CioccoVisciola a Pergola

  • l'area di Cima Filetta nel Parco del Cucco l'area di Cima Filetta nel Parco del Cucco
  • la carrareccia per il Passo di Chiaromonte la carrareccia per il Passo di Chiaromonte

È uno dei sei Parchi Regionali dell'Umbria istituito nel 1995 su una superficie di oltre 10.000 ettari che raggiunge la quota di 1566 metri col Monte Cucco. Famoso per il carsismo che ne ha "scavato" l'interno creando una delle più profonde e lunghe grotte d'Italia, vi si pratica infatti la speleologia, come pure il canyoning. Per la posizione e l'esposizione è anche particolarmente adatto al Volo Libero. Notevoli sono le faggete che lo ricoprono a partire dai 900 metri, tra le più estese dell'Appennino. L'itinerario ad anello ha inizio dalla chiesa di san Cassiano in Valbagnola e raggiunge la cresta di Cima Filetta, vero spartiacque tra Tirreno e Adriatico, offrendo una vista panoramica dal mare fino al gruppo dei Sibillini.

Pergola è celebre nel mondo per il ritrovamento del 26 giugno 1946 che ha riportato alla luce i Bronzi Dorati di Cartoceto, un gruppo di oltre nove quintali raffiguranti statue equestri e donne risalenti al 50 ac. La zona ha una lunga ed importante tradizione vinicola i cui "tralci" danno il nome al paese che li raffigura nello stemma vantando due DOC e il vino dolce Visner conosciuto come Vino di Visciole o Visciolata. Si ottiene con la macerazione dell'Amarena, il frutto del Prunus Cerasus, la cui antica ricetta ne prevede la fermentazione per 4 o 5 mesi con zucchero nel rosso Sangiovese o Montepulciano della precedente vendemmia e la decantazione. Cioccovisciola lo offre in abbinamento a cioccolato e dolci tipici natalizi.

  • Passo di Chiaromonte Passo di Chiaromonte
  • il sentiero verso Cima Filetta il sentiero verso Cima Filetta
  • chiesa di san Cassiano in Valbagnola chiesa di san Cassiano in Valbagnola
  • panorama sulle vette vicine panorama sulle vette vicine
  • le praterie d'altura le praterie d'altura
  • valli ai piedi dei monti valli ai piedi dei monti
  • le carrarecce che attraversano i pendii le carrarecce che attraversano i pendii
sabato 9 Parco Naturale Regionale del Monte san Bartolo

Parco Naturale Regionale del Monte san Bartolo

Parco Naturale Regionale del Monte san Bartolo
  • Superficie: 1.596,33 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: Gabicce Mare, Pesaro
  • Provv.ti istitutivi: LR 15 del 28 aprile 1994
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Monte san Bartolo e 14ª la Luce che Emoziona a Candelara

  • il mercatino delle Candele di Candelara il mercatino delle Candele di Candelara
  • Villa Imperiale nel Parco del Monte san Bertolo Villa Imperiale nel Parco del Monte san Bertolo

Una bella strada panoramica collega le due estremità del Parco del Monte san Bartolo passando per i rilievi più alti alternando spettacolari viste sull'Adriatico da aree di sosta attrezzate a "immersioni" nel verde delle colline e delle campagne retrostanti la falesia dove si incontrano ville settecentesche e aree archeologiche. La traversata tocca Fiorenzuola di Focara, l'incantevole e silenzioso paesino "affacciato" sul mare e citato da Dante nel XXVIII Canto dell'Inferno per i suoi venti, il cui nome è riferito ai fuochi un tempo accesi per le imbarcazioni in transito. Dal borgo un sentiero attrezzato scende alla solitaria spiaggia dei gialli "Cogoli" di arenaria, in passato usati per pavimentare vie e piazze dei paesi.

L'usanza nord europea di celebrare le candele è da anni adottata dall'antico castello di Candelara, che oltre al toponimo "in tema" le mostra anche nello stemma del borgo raffigurandole in cima al colle, con l'evento Candele a Candelara, la luce che emoziona dove sono protagoniste di un mercatino in cui espongono cerai da tutta Italia. La manifestazione "culmina" nei momenti programmati in cui l'illuminazione pubblica viene spenta e l'intero paese rimane soffusamente rischiarato soltanto dalla tenue luce delle tante candele accese. Colorate, profumate, dalle forme artistiche e insolite, raffiguranti animali o presepi in miniatura, compongono un "caldo caleidoscopio" lungo le vie, per le piazze e dentro i vecchi palazzi.

  • Parco del Monte san Bartolo: vista della falesia sul mare Parco del Monte san Bartolo: vista della falesia sul mare
  • chiesa di sant'Andrea di Fiorenzuola di Focara chiesa di sant'Andrea di Fiorenzuola di Focara
  • Fiorenzuola di Focara: la spiaggia alla base della falesia Fiorenzuola di Focara: la spiaggia alla base della falesia
  • lo Stemma comunale di Candelara lo Stemma comunale di Candelara
  • Candelara: il mercatino nel Catello Candelara: il mercatino nel Catello
  • Candele in esposizione a Candelara per 'la Luce che Emoziona' Candele in esposizione a Candelara per "la Luce che Emoziona"
  • Candelara: presepe di Candele per 'Candele a Candelara' Candelara: presepe di Candele per "Candele a Candelara"
domenica 10 Selva di Castelfidardo

Selva di Castelfidardo

Selva di Castelfidardo
  • Superficie: 39,226 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: Castelfidardo
  • Provv.ti istitutivi: DGR 24 marzo 1997
  • Aree Floristiche Protette:
    Sono disciplinate dalla Legge Regionale del 1974 e rappresentano un primo esempio, in anticipo sui tempi, di ciò che nel 1991 venne regolamentato con Parchi e Riserve. All'epoca la regione Marche, unica in Italia, scelse di tutelare delle zone piuttosto che specie floreali. Attualmente l'inventario delle AFP ne elenca 109 individuate con 3 diverse Delibere.

Selva di Castelfidardo e 13ª Festa della Venuta a Loreto

  • Loreto: Piazza della Madonna Loreto: Piazza della Madonna
  • Ossario della battaglia nella Selva di Castelfidardo Ossario della battaglia nella Selva di Castelfidardo

La Selva di Castelfidardo è l'Area Floristica Protetta 33 della regione Marche composta dal bosco di circa 37 ettari che ricopre i 120 metri del Monte Oro ad est di Castelfidardo e attraversata da una rete di sentieri che permette di ammirare le interessanti specie che la popolano. La sua importanza storica è dovuta alla "celebre battaglia" che si svolse il 18 settembre 1860 quando venne sconfitto lo stato pontificio segnando quindi la fine del Risorgimento e l'inizio del Regno d'Italia. La parte che si osserva oggi è ciò che rimane di un'estensione molto più vasta quando arrivava al mare e il legno ricavato costituiva il sostentamento della gente locale che lo usava per costruire abitazioni, utensili e anche imbarcazioni.

Loreto è conosciuta in tutto il mondo per la santa Casa che si trova all'interno della basilica santuario, da sempre meta di pellegrinaggio mariano. La storia narra che nel maggio del 1291 essa fu portata via da Nazaret (all'epoca sotto il dominio turco) da angeli in volo e lasciata dapprima in Croazia per poi essere spostata nelle Marche. Qui ebbe varie sistemazioni fino ad essere posata nel 1294 su di un colle tra Recanati e il mare che per la presenza di piante di Lauro prese il nome di Lauretum fino all'attuale Loreto. In tutta la Regione è tradizione accendere grandi fuochi la sera prima del 10 dicembre per la "Venuta", tale giorno è infatti quello della festa ad essa dedicata ed è stato anche scelto come "Giornata delle Marche".

  • Selva di Castelfidardo: percorso nel bosco dell'Area Floristica Protetta Selva di Castelfidardo: percorso nel bosco dell'Area Floristica Protetta
  • Selva di Castelfidardo: ingresso di Villa Ferretti Selva di Castelfidardo: ingresso di Villa Ferretti
  • Meridiana verde nel centro visite della Selva di Castelfidardo Meridiana verde nel centro visite della Selva di Castelfidardo
  • lu Focaro' del 9 dicembre nelle Marche lu Focaro' del 9 dicembre nelle Marche
  • i Camminamenti di Ronda della basilica di Loreto i Camminamenti di Ronda della basilica di Loreto
  • facciata del Santuario della santa Casa di Loreto facciata del Santuario della santa Casa di Loreto
  • basilica di Loreto: sagrestia di san Marco con gli affreschi di Melozzo da Forlì del XV secolo basilica di Loreto: sagrestia di san Marco con gli affreschi di Melozzo da Forlì del XV secolo
sabato 16

Paesaggi d'Acqua 9: da Gualdo ai Mulini Pinti sul Tennacola e visita di Sarnano

  • vista di Sarnano vista di Sarnano
  • Sarnano: Porta di Brunforte del XV secolo Sarnano: Porta di Brunforte del XV secolo

Paesaggi d'Acqua è il progetto di itinerari tra i comuni di Gualdo, Penna san Giovanni e sant'Angelo in Pontano che si sviluppa per oltre 50 Km tra le valli dei torrenti Salino e Tennacola. Il tema che "lega e accomuna" l'intera rete di sentieri è ovviamente l'acqua, da quella del Salino, le cui pozze di sale erano in uso già in epoca romana, a quella che alimenta i mulini del Tennacola fino a quella sulfurea del fosso Patenetta usata nel complesso termale di Villa Saline. La rete attraversa sia i tre borghi storici che le campagne delle dolci colline del maceratese con zone di boschi in alto e vegetazione ripariale lungo i corsi d'acqua. Il percorso numero 9 da Gualdo scende per declivi ai Mulini Pinti sul Tennacola.

La visita di Sarnano è prima di tutto una sorprendente "emozione visiva" per l'incontro con il rosso del cotto che crea una vera atmosfera medievale quando si entra nel borgo per la Porta di Brunforte dove il silenzio accompagna il cammino per vie, vicoli e scalinate che salgono al nucleo più antico da cui ebbe origine il paese. La Piazza Alta era il centro del potere e religioso con il Palazzo del Popolo dall'imponente Torre oggi Teatro della Vittoria e il gioiello della chiesa di santa Maria con le sue opere uniche. I "cerchi concentrici" si allargano poi seguendo le curve di livello del colle e l'evoluzione del paese nel tempo incontrando il complesso di santa Chiara che ospita la Pinacoteca e tra i Musei uno dei più insoliti delle Marche.

  • Sarnano: stemma del Comune col Serafino Sarnano: stemma del Comune col Serafino
  • Teatro della Vittoria e chiesa di santa Maria di Sarnano Teatro della Vittoria e chiesa di santa Maria di Sarnano
  • Omphalos, l'Uovo di Sarnano Omphalos, l'Uovo di Sarnano
  • Sarnano: Dormitio Virginis sul portale della chiesa di santa Maria Sarnano: Dormitio Virginis sul portale della chiesa di santa Maria
  • il tabernacolo affrescato da Lorenzo d'Alessandro nella chiesa di santa Maria di piazza alta a Sarnano il tabernacolo affrescato da Lorenzo d'Alessandro nella chiesa di santa Maria di piazza alta a Sarnano
  • Sarnano: panorama verso il Monte Falcone Sarnano: panorama verso il Monte Falcone
  • la Loggia trecentesca di Sarnano la Loggia trecentesca di Sarnano
domenica 17 Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
  • Superficie: 148.935,00 ettari
  • Regioni: Marche - Abruzzo
  • Comuni: Accumoli, Acquasanta Terme, Amatrice, Arquata del Tronto, Arsita, Barete, Barisciano, Brittoli, Bussi sul Tirino, Cagnano Amiterno, Calascio, Campli, Campotosto, Capestrano, Capitignano, Carapelle Calvisio, Carpineto della Nora, Castel del Monte, Castelli, Castelvecchio Calvisio, Castiglione a Casauria, Civitella Casanova, Civitella del Tronto, Cortino, Corvara, Crognaleto, Fano Adriano, Farindola, Isola del Gran Sasso d'Italia, L'Aquila, Montebello di Bertona, Montereale, Montorio al Vomano, Ofena, Pescosansonesco, Pietracamela, Pizzoli, Rocca santa Maria, santo Stefano di Sessanio, Torricella Sicura, Tossicia, Valle Castellana, Villa Celiera, Villa santa Lucia Abruzzi
  • Provv.ti istitutivi: DPR 5 agosto 1995
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Fosso di Noce Andreana e visita di Quintodecimo

  • chiesa di santa Maria o beata Vergine delle Piane di Quintodecimo chiesa di santa Maria o beata Vergine delle Piane di Quintodecimo
  • il sentiero da Quintodecimo per il Fosso di Noce andreana il sentiero da Quintodecimo per il Fosso di Noce andreana

L'arenaria di cui sono composti i Monti della Laga è il motivo della loro grande ricchezza di acqua e vegetazione, tra cui molte e talvolta spettacolari cascate come quella di Noce Andreana, valle "laterale" della Salaria da cui scendono i fossi che confluiscono nel Tronto. Il comodo percorso si sviluppa attraverso boschi con castagni secolari dai tronchi ricoperti di muschio con la divertente salita di una scalinata ricavata dalla roccia fino al salto d'acqua che supera una rientranza nella parete. Mediante precisi e ordinati "muri a secco" legnaioli e carbonai hanno realizzato proprio di fianco alla cascata uno dei ripari necessari al lavoro nei boschi, con la particolarità di avere il tetto naturale della grotta.

La Via Salaria è probabilmente la più antica strada romana oltre che il più breve collegamento di Roma con il "medio Adriatico" ed è l'unica consolare a non avere il nome del suo costruttore. Nel tratto della Valle Risega passa per il paese di Quintodecimo, piccolo abitato il cui nome deriverebbe o dalle 15 miglia romane che lo separano da Ascoli o per il quindicesimo ponte per chi proviene da Roma, dove se ne vedono ancora i passaggi, più alti rispetto alla sede attuale. L'antico castello si sviluppa su un rilievo alla cui base, di fianco al ponte sul Tronto, si trova la chiesa della beata Vergine delle Piane, lungo i vicoli le case sono ornate di portali e bertesche fino alla chiesa del ss Crocifisso.

  • la curiosa scala intagliata nella roccia che sale verso la cascata di Noce Andreana la curiosa scala intagliata nella roccia che sale verso la cascata di Noce Andreana
  • Noce Andreana: il riparo sotto roccia in pietra arenaria Noce Andreana: il riparo sotto roccia in pietra arenaria
  • la Cascata di Noce Andreana la Cascata di Noce Andreana
  • vicoli a scalinata nel borgo di Quintodecimo vicoli a scalinata nel borgo di Quintodecimo
  • Quintodecimo: facciata e campanile della chiesa del ss Crocifisso o santa Maria della Forcella Quintodecimo: facciata e campanile della chiesa del ss Crocifisso o santa Maria della Forcella
  • portale in travertino del 1562 della chiesa del ss Crocifisso di Quintdecimo portale in travertino del 1562 della chiesa del ss Crocifisso di Quintdecimo
  • chiesa del ss Crocifisso di Quintodecimo: il ciborio chiesa del ss Crocifisso di Quintodecimo: il ciborio
sabato 23 Parco Naturale Regionale del Conero

Parco Naturale Regionale del Conero

Parco Naturale Regionale del Conero
  • Superficie: 6.011,00 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: Ancona, Camerano, Numana, Sirolo
  • Provv.ti istitutivi: LR 21 del 23 aprile 1987
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Traversata del Monte Conero e visita dei Musei di Sirolo

  • vista del Conero dal Monte dei Corvi vista del Conero dal Monte dei Corvi
  • panorma su Mezzavalle dal Pian Grande del Conero panorma su Mezzavalle dal Pian Grande del Conero

Il Monte Conero protende i suoi 572 metri sul mare creando una "anomalia" lungo la piatta costa Adriatica interrompendola con i ripidi versanti dell'anticlinale che si gettano in acqua mentre la parte occidentale è coperta dai boschi di Macchia Mediterranea. Il Sentiero numero uno del Parco attraversa l'Area Protetta da Poggio a Fonte d'Olio per i punti di maggiore interesse naturalistico e storico, dai massicci rimboschimenti che ricostruiscono la vegetazione, i panoramici belvedere su Portonovo e verso Ancona fino alla millenaria Abbazia camaldolese di san Pietro dove inizia la discesa alla misteriosa Grotta del Mortarolo e lo stupendo affaccio sulle Due Sorelle dal "balcone" del Passo della Croce.

Il piccolo borgo a impianto medievale di Sirolo, un tempo Castello di Ancona, sorge in spettacolare posizione panoramica sulle bianche spiagge dell'Adriatico e verso il Conero dal cui belvedere se ne coglie il profilo ad "elmo" dell'anticlinale. Qui si stabilì circa 100.000 anni fa uno dei primi insediamenti delle Marche e nel VI secolo ac si sviluppò con i Piceni nell'area archeologica dei Pini, la cui Tomba della Regina ha restituito il suo magnifico Carro. Notevole è stata anche l'impronta religiosa nell'ex convento di san Francesco dove il santo di Assisi predisse nel 1215 l'arrivo della santa Casa a Loreto e in cui soggiornarono il beato Pietro da Treia (oggi nella chiesa del Rosario), Corrado da Offida e san Giacomo della Marca.

  • Abbazia Camaldolese di san Pietro al Conero Abbazia Camaldolese di san Pietro al Conero
  • la Baia delle Due Sorelle dal Passo della Croce la Baia delle Due Sorelle dal Passo della Croce
  • panorama verso Sirolo dal Conero panorama verso Sirolo dal Conero
  • il Teatro comunale Cortesi e il Torrione del XIV secolo di Sirolo il Teatro comunale Cortesi e il Torrione del XIV secolo di Sirolo
  • l'Arco gotico del 1050 all'ingresso di Sirolo l'Arco gotico del 1050 all'ingresso di Sirolo
  • Sirolo: la chiesa del Rosario in via Italia Sirolo: la chiesa del Rosario in via Italia
  • Belvedere del Monte Conero dal Piazzale Marino di Sirolo Belvedere del Monte Conero dal Piazzale Marino di Sirolo
domenica 24 Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
  • Superficie: 148.935,00 ettari
  • Regioni: Marche - Abruzzo
  • Comuni: Accumoli, Acquasanta Terme, Amatrice, Arquata del Tronto, Arsita, Barete, Barisciano, Brittoli, Bussi sul Tirino, Cagnano Amiterno, Calascio, Campli, Campotosto, Capestrano, Capitignano, Carapelle Calvisio, Carpineto della Nora, Castel del Monte, Castelli, Castelvecchio Calvisio, Castiglione a Casauria, Civitella Casanova, Civitella del Tronto, Cortino, Corvara, Crognaleto, Fano Adriano, Farindola, Isola del Gran Sasso d'Italia, L'Aquila, Montebello di Bertona, Montereale, Montorio al Vomano, Ofena, Pescosansonesco, Pietracamela, Pizzoli, Rocca santa Maria, santo Stefano di Sessanio, Torricella Sicura, Tossicia, Valle Castellana, Villa Celiera, Villa santa Lucia Abruzzi
  • Provv.ti istitutivi: DPR 5 agosto 1995
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Madonna della Tibia e Fuoco di Natale a Nerito di Crognaleto

  • la chiesa della Madonna della Tibia a Crognaleto la chiesa della Madonna della Tibia a Crognaleto
  • sentiero da Crognaleto per la Madonna della Tibia sentiero da Crognaleto per la Madonna della Tibia

La Madonna della Tibia è una chiesa rupestre che si trova su un panoramico ripiano arenaceo alla testata del Vallone del Rosario da cui si apre una magnifica veduta sugli sterminati boschi con i piccoli paesini montani fino alle cime del vicino gruppo del Gran Sasso. Già dal XII secolo il toponimo del luogo era Tibbla ma la storia racconta che il nome deriva dalla "rovinosa caduta" che Bernardo Paolini da Amatrice ebbe col suo cavallo in cui si ruppe la tibia ma non morì per la grazia di Maria. Era il 9 agosto del 1617 e come ringraziamento si costruì la chiesa con il "ristoro" per i passanti in cui si trasferì l'immagine sacra, giorno in cui si celebra la festa con la concessione dell'indulgenza plenaria.

Nei "boscosi" Monti della Laga si trova l'appartato paesino di Nerito in una natura integra dove la ricchezza di legno ha legato la locale economia alla sua produzione divenendo terra di boscaioli dalle antiche tradizioni e un evento in particolare è strettamente legato alla legna e al suo significato anche simbolico: il Fuoco di Natale. Consiste in una grande catasta di un centinaio di quintali con al centro la "Stanga", palo di 10 metri, messa insieme dalla colletta dei paesani che viene accesa la Vigilia di Natale e mantenuta "viva" ininterrottamente fino al giorno dell'Epifania. La tradizione solstiziale ha origini sicuramente pagane o forse addirittura preistoriche come segno purificatore e propiziatorio oltre che rinnovatore.

  • panorama su Crognaleto panorama su Crognaleto
  • costa arenacea alla Madonna della Tibia costa arenacea alla Madonna della Tibia
  • panorama verso il Gran Sasso da Crognaleto panorama verso il Gran Sasso da Crognaleto
  • panorama di Nerito panorama di Nerito
  • preparazione del Fuoco di Natale a Nerito preparazione del Fuoco di Natale a Nerito
  • Nerito di Crognaleto: la Catasta con la 'Stanga' Nerito di Crognaleto: la Catasta con la "Stanga"
  • il Fuoco di Natale di Nerito di Crognaleto il Fuoco di Natale di Nerito di Crognaleto
martedì 26 Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi

Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi

Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi
  • Superficie: 10.026,00 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: Arcevia, Cerreto d'Esi, Fabriano, Genga, Serra san Quirico
  • Provv.ti istitutivi: LR 57 del 2 settembre 1997
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Sentiero dei Gradoni e 36° Presepe Vivente nella Grotta di Frasassi a Genga

  • l'Abbazia di san Vittore alle Chiuse l'Abbazia di san Vittore alle Chiuse
  • Pierosara e il Monte Revellone Pierosara e il Monte Revellone

Il Parco della Gola della Rossa e di Frasassi è l'area dell'Appennino marchigiano dove più che altrove si manifesta il carsismo tipico dei massicci calcarei, non solo con i famosi ipogei delle Grotte Turistiche che sono una parte del Sistema, ma anche con emergenze visibili all'esterno. Una di esse è l'imponente Foro degli Occhialoni che "buca" il Monte di Frasassi testimoniando la presenza di una cavità probabilmente emersa per l'azione erosiva del Sentino che ha scavato la Gola e generato il processo carsico della zona. Dall'abbazia di san Vittore l'itinerario passa per Pierosara, borgo che ricorda l'amore osteggiato tra la pastorella Sara e il nobile Piero, fino al tempio del Valadier nella Grotta di Frasassi.

I Presepi Viventi sono "rappresentazioni teatrali" della natività il più delle volte organizzati in antichi borghi o in luoghi caratteristici che ben si prestano a ricreare l'atmosfera natalizia e la cui usanza iniziò nel lontano 1223 a Greccio per l'iniziativa di san Francesco d'Assisi. A Genga si svolge lungo il percorso che dalla Gola di Frasassi conduce alla Grotta di Frasassi dove si trova il Tempio del Valadier e l'eremo di santa Maria Infra Saxa per una estensione totale di 30.000 m2 a cui prestano la loro opera oltre 300 figuranti in costume. Salendo lungo le 14 stazioni della via crucis si incontrano le varie "botteghe" fino alla cavità naturale dove dal monastero i bambini vestiti in bianco fanno la Passeggiata degli Angioletti.

  • vista sulla Gola di Frasassi verso ovest vista sulla Gola di Frasassi verso ovest
  • il Foro degli Occhialoni nel Monte di Frasassi il Foro degli Occhialoni nel Monte di Frasassi
  • le botteghe del Presepe vivente di Genga le botteghe del Presepe vivente di Genga
  • ingresso al Presepe vivente nella Grotta di Frasassi ingresso al Presepe vivente nella Grotta di Frasassi
  • Grotta di Frasassi: il Presepe vivente Grotta di Frasassi: il Presepe vivente
  • la Natività del Presepe vivente di Genga la Natività del Presepe vivente di Genga
  • Tempio del Valadier nella Grotta di Frasassi Tempio del Valadier nella Grotta di Frasassi
sabato 30 Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
  • Superficie: 148.935,00 ettari
  • Regioni: Marche - Abruzzo
  • Comuni: Accumoli, Acquasanta Terme, Amatrice, Arquata del Tronto, Arsita, Barete, Barisciano, Brittoli, Bussi sul Tirino, Cagnano Amiterno, Calascio, Campli, Campotosto, Capestrano, Capitignano, Carapelle Calvisio, Carpineto della Nora, Castel del Monte, Castelli, Castelvecchio Calvisio, Castiglione a Casauria, Civitella Casanova, Civitella del Tronto, Cortino, Corvara, Crognaleto, Fano Adriano, Farindola, Isola del Gran Sasso d'Italia, L'Aquila, Montebello di Bertona, Montereale, Montorio al Vomano, Ofena, Pescosansonesco, Pietracamela, Pizzoli, Rocca santa Maria, santo Stefano di Sessanio, Torricella Sicura, Tossicia, Valle Castellana, Villa Celiera, Villa santa Lucia Abruzzi
  • Provv.ti istitutivi: DPR 5 agosto 1995
  • Più informazioni...

Piantone di Nardo e visita di Valle Castellana

  • il bosco dei 'giganti' di Morrice il bosco dei "giganti" di Morrice
  • sentiero per il castagno di Nardo a Morrice sentiero per il castagno di Nardo a Morrice

I Monti della Laga sono un gruppo montuoso arenaceo tra i calcarei Gran Sasso e Sibillini il cui Parco Nazionale si trova a cavallo di Marche e Abruzzo con la caratteristica dell'abbondanza d'acqua dovuta all'impermeabilità della roccia. Ci sono infatti molte e belle cascate e di conseguenza la vegetazione è particolarmente rigogliosa, con esemplari di Alberi Monumentali. I principali criteri per tale riconoscimento sono le dimensioni, l'età e la rarità. Tra questi il famoso Piantone di Nardo ha la circonferenza del tronco di 14 metri che lo pone ai vertici delle classifiche europee in un castagneto dove svariati altri esemplari raggiungono dimensioni ben al di sopra della media.

Nel cuore verde della Laga, il regno dell'acqua che scivolando sull'arenaria dà vita a freschi ruscelli e spumeggianti cascate circondati da una fitta e rigogliosa vegetazione di foreste, si trova Valle Castellana col suo vasto territorio che "abbraccia" remote frazioni un tempo castelli lungo il confine di Stati e Regioni e luogo di insediamenti monastici benedettini e poi di azioni di brigantaggio. Qui la natura incontaminata permea il territorio generando frutti spontanei e genuini come i funghi porcini e le castagne marroni che oltre all'eccelsa qualità sono anche da sempre il sostentamento di chi ancora vive della montagna in simbiosi con l'ambiente di vallate lontane dalla civiltà antropizzata.

  • il Piantone di Nardo il Piantone di Nardo
  • riccio di castagno nel bosco di Morrice riccio di castagno nel bosco di Morrice
  • Morrice: albero secolare nel castagneto Morrice: albero secolare nel castagneto
  • Panorama di Valle Castellana Panorama di Valle Castellana
  • Panorama del Castello Bonifaci a Vallenquina di Valle Castellana Panorama del Castello Bonifaci a Vallenquina di Valle Castellana
  • Valle Castellana: Castello Bonifaci a Vallenquina Valle Castellana: Castello Bonifaci a Vallenquina
  • Chiesa di santa Maria di Stornazzano a Valle Castellana Chiesa di santa Maria di Stornazzano a Valle Castellana
domenica 31 Riserva Naturale Regionale della Sentina

Riserva Naturale Regionale della Sentina

Riserva Naturale Regionale della Sentina
  • Superficie: 174,33 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: san Benedetto del Tronto
  • Provv.ti istitutivi: DCR 156 del 14 dicembre 2004
  • Più informazioni...

Sentina e Processione dell'Anno Vecchio ad Appignano del Tronto

  • Manifesto da morto per l'Anno Vecchio di Appignano del Tronto Manifesto da morto per l'Anno Vecchio di Appignano del Tronto
  • ingresso nord alla Riserva della Sentina ingresso nord alla Riserva della Sentina

L'estrema parte meridionale della costa Marchigiana è stata risparmiata dalla forte antropizzazione che ha interessato il resto della Regione in quanto destinata in passato a ricevere l'acqua del Tronto, che ne delimita il confine con l'Abruzzo, nelle sue periodiche esondazioni. I 178 ettari di territorio sono tutelati dalla Riserva Sentina e preservano gli importanti e rari ambienti retrodunali litoranei che per la loro "fragilità" rientrano nella zona di riserva integrale. Zone umide regolarmente fruite da uccelli (tra cui il Cavaliere d'Italia, scelto per il logo dell'Area Protetta) sono state ricreate dietro la "Torre sul Porto", costruzione del 1543 parte del sistema difensivo contro gli attacchi dei Turchi.

Appignano del Tronto festeggia goliardicamente la fine dell'anno celebrando uno scherzoso "funerale" con una processione in costume per le vie del paese illuminate dai ceri dove la bara del Morto viene portata su un carro accompagnato dalla marcia funebre della banda insieme al variopinto corteo di figure in maschera. L'allegra sfilata è aperta dal Vescovo che col suo copricapo precede il Defunto recitando la funzione e "benedicendo" i presenti con il vino insieme a bizzarri personaggi, tra cui i Dodici Mesi, che seguono la processione fino in piazza dove a mezzanotte il feretro viene bruciato con un rogo per accogliere il nuovo nato salutato dallo spettacolo pirotecnico dei maestri fuochisti Appignanesi.

  • gli Ambienti Umidi della Sentina gli Ambienti Umidi della Sentina
  • Riserva regionale della Sentina: la Torre del Porto del 1543 Riserva regionale della Sentina: la Torre del Porto del 1543
  • tronchi sulla spiaggia della Riserva Sentina tronchi sulla spiaggia della Riserva Sentina
  • la Processione dell'Anno Vecchio di Appignano del Tronto la Processione dell'Anno Vecchio di Appignano del Tronto
  • Funerale dell'Anno vecchio: il Vescovo benedice con il vino il Morto di Appignano del Tronto Funerale dell'Anno vecchio: il Vescovo benedice con il vino il Morto di Appignano del Tronto
  • i dodici Mesi di Appignano del Tronto danzano intorno al rogo dell'Anno vecchio i dodici Mesi di Appignano del Tronto danzano intorno al rogo dell'Anno vecchio
  • i Fuochi d'Artificio dei Maestri di Appignano del Tronto per il Funerale dell'Anno vecchio i Fuochi d'Artificio dei Maestri di Appignano del Tronto per il Funerale dell'Anno vecchio