Escursioni e Visite Guidate

Calendario 2017

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sabato 1

Necropoli Longobarda di Castel Trosino e le sorgenti di Acqua Salmacina

  • Castel Trosino Castel Trosino
  • la casa di re Manfrì a Castel Trosino la casa di re Manfrì a Castel Trosino

Una propaggine del travertino del Colle san Marco si "affaccia" a strapiombo sul torrente Castellano in fondamentale posizione di controllo del confine di Marche e Abruzzo su cui almeno dal VI secolo poggia Castel Trosino e dove nella casa in pietra davanti alla chiesa di san Lorenzo visse Manfredi di Sicilia. Passeggiando per boschi si raggiunge l'importante Necropoli Longobarda scoperta nel 1893 con i resti del tempio e la ricostruzione del rito della sepoltura le cui numerose tombe coprono un arco di tempo di almeno tre secoli per la varietà di reperti che hanno restituito. Da alcune in particolare sono emersi i preziosi gioielli del "Tesoro dei Longobardi" esposto nel museo di Forte Malatesta.

Con un sentiero che da Castel Trosino passa per piccoli appezzamenti di terra coltivati ad orti si scende alla base della scoscesa rupe dove uno sbarramento del torrente Castellano forma il Lago di Casette le cui pure acque sono l'habitat ideale per molti tipi di pesci. Su una passeggiata attrezzata si cammina lungo le sue sponde fino ad un ponte in legno che porta alla vera sorpresa del luogo: le sorgenti di verde Acqua Salmacina che fuoriescono dalla roccia. Già i romani ne capirono importanza e utilità terapeutica decidendo di portarla con un acquedotto (in parte ancora visibile) fino alle Terme di Ascoli. Il percorso ad anello si chiude passando per l'antica "fornace intermittente" per la trasformazione della calce.

  • Castel Trosino: chiesa di san Lorenzo martire del 1474 Castel Trosino: chiesa di san Lorenzo martire del 1474
  • la Necropoli Longobarda vicino Castel Trosino con la ricostruzione del rito funerario la Necropoli Longobarda vicino Castel Trosino con la ricostruzione del rito funerario
  • resti del tempio nella Necropoli Longobarda di Castel Trosino resti del tempio nella Necropoli Longobarda di Castel Trosino
  • Necropoli di Castel Trosino: sepoltura longobarda Necropoli di Castel Trosino: sepoltura longobarda
  • il Lago di Casette lungo il torrente Castellano sotto Castel Trosino il Lago di Casette lungo il torrente Castellano sotto Castel Trosino
  • sorgente di acqua Salmacina alla base di Castel Trosino sorgente di acqua Salmacina alla base di Castel Trosino
  • la Fornace intermittente di Castel Trosino la Fornace intermittente di Castel Trosino
domenica 2 Parco Naturale Regionale del Conero

Parco Naturale Regionale del Conero

Parco Naturale Regionale del Conero
  • Superficie: 6.011,00 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: Ancona, Camerano, Numana, Sirolo
  • Provv.ti istitutivi: LR 21 del 23 aprile 1987
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Pian di Raggetti e Pian Grande e visita dell'Antiquarium Statale di Numana

  • il Monte Conero con il borgo marinaro di Numana il Monte Conero con il borgo marinaro di Numana
  • Abbazia Camaldolese di san Pietro al Conero Abbazia Camaldolese di san Pietro al Conero

Il Monte Conero è la "singolarità" dell'Adriatico la cui altura di 572 metri ne interrompe la spiaggia con la conformazione calcarea ad anticlinale che offre scoscese pareti nel versante a mare e un pendio più dolce verso ovest dove i rimboschimenti di conifere operati in passato stanno gradualmente lasciando spazio alla Macchia Mediterranea. Partendo dall'antica Abbazia di san Pietro si effettua un bel percorso ad anello che mediante un comodo sentiero raggiunge dapprima il Pian di Raggetti dove si gode del panorama verso sud con la costa adriatica e ad ovest fino ai Sibillini per poi proseguire al Pian Grande dove ci si "affaccia" su Portonovo con in lontananza lo Scoglio del Trave e Ancona.

Numana è il delizioso borgo marinaro sul versante meridionale del Conero che nella parte bassa ha il porto turistico e per le caratteristiche "scalette" sale alle graziose case di bianco calcare fino al Belvedere dal singolare arco, resto di un'antica chiesa. Il centrale Santuario conserva il Miracoloso Crocifisso col Cristo ad occhi aperti che secondo la leggenda Carlo Magno riportò dall'oriente. Le importanti origini Picene di Humana e la successiva epoca del Municipio Romano sono testimoniate nell'Antiquarium Statale dove i reperti provenienti dalle necropoli sono esposti cronologicamente con particolare risalto al corredo funebre del Carro della Regina rinvenuto nella "tomba a circolo" dell'Area dei Pini di Sirolo.

  • il Komaros (Corbezzolo) che dà il nome al Monte Conero il Komaros (Corbezzolo) che dà il nome al Monte Conero
  • Monte Conero: panorama verso ovest dal Pian di Raggetti Monte Conero: panorama verso ovest dal Pian di Raggetti
  • il Pian Grande sul versante nord del Monte Conero il Pian Grande sul versante nord del Monte Conero
  • Monte Conero: 'affaccio' su Portonovo dal Belvedere del Pian Grande Monte Conero: "affaccio" su Portonovo dal Belvedere del Pian Grande
  • Numana: il Palazzo Comunale Numana: il Palazzo Comunale
  • le 'Scalette' di Numana le "Scalette" di Numana
  • l'Arco di Torre di Numana, resto della parrocchia di san Giovanni l'Arco di Torre di Numana, resto della parrocchia di san Giovanni
sabato 8 Parco Regionale del Monte Cucco

Parco Regionale del Monte Cucco

Parco Regionale del Monte Cucco
  • Superficie: 10.480,00 ettari
  • Regioni: Umbria
  • Comuni: Costacciaro, Fossato di Vico, Scheggia e Pascelupo, Sigillo
  • Provv.ti istitutivi: LR 9 del 3 marzo 1995
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Monte la Croce e visita dei Musei di Fabriano

  • Fabriano: il Palazzo del Podestà Fabriano: il Palazzo del Podestà
  • valli ai piedi dei monti valli ai piedi dei monti

Il Monte la Croce si trova nel versante orientale del massiccio del Cucco e si raggiunge dall'abitato di san Felice mediante un percorso ad anello dal non elevato dislivello e di modesta durata ma dall'alto valore naturalistico e panoramico per i variegati ambienti che si attraversano. Si passa infatti per le tipiche "imponenti" faggete che caratterizzano il Parco, zone in cui si scopre il puro calcare che al suo interno dà vita al grande "Sistema Ipogeo" e splendidi punti panoramici. Ma soprattutto transita per la parte mediana della forra del Rio Freddo permettendo così di sperimentare in maniera facile e poco impegnativa la divertente pratica del torrentismo in mezzo alle alte pareti di roccia incise dall'acqua.

Fabriano è la città dell'antica arte dei Fabbri e della corporazione della Carta che già dal XIII secolo la rese capofila in tutta Europa per l'invenzione della "collatura" realizzata con gelatina animale e la raffinata filigrana. Ma è stata anche la terra di Allegretto Nuzi, Francescuccio di Cecco Ghissi, il Maestro di Campodonico e Gentile da Fabriano, il massimo esponente del gotico fiorito. Tra i vari musei, quello della Carta e della Filigrana nel convento di san Domenico ricostruisce una vera cartiera medievale in cui si possono realizzare filigrane e la Pinacoteca dedicata allo storico dell'arte fabrianese Bruno Molajoli raccoglie le maggiori opere medievali di artisti marchigiani divise per periodi storici nelle varie sale del complesso.

  • il Monte la Croce il Monte la Croce
  • carrareccia nel bosco carrareccia nel bosco
  • la forra di Rio Freddo sul Monte Cucco la forra di Rio Freddo sul Monte Cucco
  • Piazza Garibaldi di Fabriano Piazza Garibaldi di Fabriano
  • il sarcofago di san Romualdo nella chiesa di san Biagio a Fabriano il sarcofago di san Romualdo nella chiesa di san Biagio a Fabriano
  • Fabriano: Piazza del Comune Fabriano: Piazza del Comune
  • la Fontana Sturinalto di Fabriano la Fontana Sturinalto di Fabriano
domenica 9 Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
  • Superficie: 148.935,00 ettari
  • Regioni: Marche - Abruzzo
  • Comuni: Accumoli, Acquasanta Terme, Amatrice, Arquata del Tronto, Arsita, Barete, Barisciano, Brittoli, Bussi sul Tirino, Cagnano Amiterno, Calascio, Campli, Campotosto, Capestrano, Capitignano, Carapelle Calvisio, Carpineto della Nora, Castel del Monte, Castelli, Castelvecchio Calvisio, Castiglione a Casauria, Civitella Casanova, Civitella del Tronto, Cortino, Corvara, Crognaleto, Fano Adriano, Farindola, Isola del Gran Sasso d'Italia, L'Aquila, Montebello di Bertona, Montereale, Montorio al Vomano, Ofena, Pescosansonesco, Pietracamela, Pizzoli, Rocca santa Maria, santo Stefano di Sessanio, Torricella Sicura, Tossicia, Valle Castellana, Villa Celiera, Villa santa Lucia Abruzzi
  • Provv.ti istitutivi: DPR 5 agosto 1995
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Monte Foltrone e visita della Necropoli Picena di Campovalano e di Campli

  • Monte Foltrone Monte Foltrone
  • il Foltrone dalla Grotta di sant'Angelo sul Salinello il Foltrone dalla Grotta di sant'Angelo sul Salinello

La Montagna di Campli costituisce insieme alla Montagna dei Fiori (e cinque altri rilievi minori) il gruppo dei "Monti Gemelli" per la somiglianza che li accomuna, in particolar modo guardandoli dal mare dove si nota la forma similare con la profonda Gola del Salinello che li divide. Rientrano nell'Area Protetta del Parco Nazionale dei Monti della Laga e nonostante arrivino entrambi a circa 1.800 metri di altitudine, si possono considerare cime elevate ed importanti per la loro "singolarità" e vicinanza al mare, tanto che il panorama dalla sommità è veramente spettacolare. La salita al Foltrone inizia in prossimità dei ruderi del castello medievale di Castel Manfrino e si svolge in parte per boschi e poi su pascoli primari.

Campli, città della "Scala santa", ha una frazione di nome Campovalano dove negli anni '60 è emersa una delle più importanti Necropoli Picene che in circa 40 anni di scavi ha restituito oltre 600 tombe i cui corredi sono stati di fondamentale importanza per lo studio e la comprensione del popolo vissuto fra Marche ed Abruzzo dal IX al III secolo ac. Il Museo Archeologico Statale li espone mediante un percorso cronologico che inizia con l'Età del Bronzo e ne evidenzia le distinzioni per rango sociale e sesso oltre che età mostrando la trasformazione del rito funebre da inumazione ad incinerazione. In particolare si nota come le sepolture hanno subito un diverso "orientamento" e trasformazione in tumulo.

  • vista verso il Monte Foltrone dall'Eremo di santa Maria Scalena vista verso il Monte Foltrone dall'Eremo di santa Maria Scalena
  • via del Sole a Campli via del Sole a Campli
  • Campli: la Scala santa Campli: la Scala santa
  • il Campanile di santa Maria in Platea di Campli il Campanile di santa Maria in Platea di Campli
  • Collegiata di santa Maria in Platea di Campli Collegiata di santa Maria in Platea di Campli
  • Campli: Palazzo del Parlamento Campli: Palazzo del Parlamento
  • Corso Umberto I nel centro storico di Campli Corso Umberto I nel centro storico di Campli
venerdì 14 Serre del Burano

Serre del Burano

Serre del Burano
  • Superficie: 91,020 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: Cagli, Cantiano
  • Provv.ti istitutivi: DGR 24 marzo 1997
  • Aree Floristiche Protette:
    Sono disciplinate dalla Legge Regionale del 1974 e rappresentano un primo esempio, in anticipo sui tempi, di ciò che nel 1991 venne regolamentato con Parchi e Riserve. All'epoca la regione Marche, unica in Italia, scelse di tutelare delle zone piuttosto che specie floreali. Attualmente l'inventario delle AFP ne elenca 109 individuate con 3 diverse Delibere.

Bosco di Tecchie e Turba a Cantiano

  • Piazza Luceoli di Cantiano Piazza Luceoli di Cantiano
  • la segnaletica all'ingresso del Bosco di Tecchie la segnaletica all'ingresso del Bosco di Tecchie

Il Bosco di Tecchie è un Parco Naturale nel comune di Cantiano a circa 800 metri d'altitudine per una superficie di 195 ettari nella zona delle Serre di Burano, una doppia catena di modesti rilievi al confine con la Toscana. In base all'esposizione vi si trovano boschi di secolari faggi o di cerri intercalati da alcune brughiere, zone povere di humus che producono suoli acidi e vegetazione a bassa crescita come l'Erica. Lo attraversa il Fosso dei Cerreti dove vive la Salamandra e ai cui lati si è sviluppato il Carpino bianco che ha creato una "galleria". In tutta la parte esterna al Bosco non è più praticato lo sfalcio e la pulitura lasciando così spazio a specie pioniere come Ginepro, Biancospino, Vitalba e Prugnolo.

La Turba è tra le più famose sacre rappresentazioni del Venerdì santo e ha origini antichissime. Sembra infatti risalire al 1260 quando tra Marche ed Umbria si svilupparono movimenti per "invocare la pace" da parte di persone umili e in miseria per le lunghe lotte tra ghibellini e guelfi al canto del Miserere. Nuovi studi la farebbero addirittura risalire a prima dell'anno mille attribuendola al monaco eremita della vicina Fonte Avellana san Domenico Loricato, discepolo di san Pier Damiani, che si spostava tra i vari eremi del Catria. Non ha mai avuto interruzioni nei secoli e si svolge con ogni condizione meteorologica con inizio alle 20 preceduta nel pomeriggio dalla processione del Crocifisso e della Madonna addolorata.

  • Bosco di Tecchie: il sentiero tra gli alberi Bosco di Tecchie: il sentiero tra gli alberi
  • il Fosso dei Cerreti nel Bosco di Tecchie il Fosso dei Cerreti nel Bosco di Tecchie
  • Bosco di Tecchie: la Faggeta Bosco di Tecchie: la Faggeta
  • l'Ultima Cena della Turba di Cantiano l'Ultima Cena della Turba di Cantiano
  • Cantiano: il processo della Turba Cantiano: il processo della Turba
  • Turba di Cantiano: Gesù porta la croce Turba di Cantiano: Gesù porta la croce
  • la processione con le croci al termine della Turba a Cantiano la processione con le croci al termine della Turba a Cantiano
domenica 16 Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini
  • Superficie: 71.437,00 ettari
  • Regioni: Marche - Umbria
  • Comuni: Acquacanina, Amandola, Arquata del Tronto, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Fiastra, Fiordimonte, Montefortino, Montegallo, Montemonaco, Norcia, Pieve Torina, Pievebovigliana, Preci, san Ginesio, Ussita, Visso
  • Provv.ti istitutivi: DPR 6 agosto 1993
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Camartina e visita della Sindone di Arquata del Tronto

  • tratto della 7ª tappa del GAS tratto della 7ª tappa del GAS
  • il versante sud del Monte Vettore il versante sud del Monte Vettore

Prima dell'arrivo e del diffondersi delle strade e delle auto, gli spostamenti tra i Paesi avvenivano a piedi o su animali per vie di comunicazione che erano sentieri o al più carrarecce, a volte impervi o ripidi venivano tracciati su percorsi oggi abbandonati e in alcuni casi ricoperti dalla vegetazione. Norcia si collegava ad Arquata del Tronto (già dal XII secolo fortemente contesa con Ascoli Piceno), e quindi alla via Salaria, per mezzo di due passaggi: il primo per Forca Canapine e questo molto antico per Forca di Presta che scende direttamente alla Rocca. Oggi è parte dell'anello che sale al valico dove si ammira la bellissima Piana di Castelluccio, percorre un tratto della 7ª Tappa del "GAS" e poi rientra al paese.

Arquata del Tronto si trova lungo la via Salaria ed è conosciuta come la "Regina dei due Parchi" in quanto unico Comune d'Europa il cui territorio è compreso in due Parchi Nazionali: quello dei Sibillini e della Laga. Sovrastata dall'imponente Rocca dove secondo la storia dimorò la regina Giovanna d'Angiò, ha anche un notevole patrimonio artistico tra cui interessanti chiese fin nelle sue sparse frazioni. Tra queste vi è quella di san Francesco al cui interno è conservata in una teca di vetro la Sindone di Arquata, l'EXTRACTVM AB ORIGINALI ottenuta per "contatto" il 1 maggio del 1655 e conservata dai frati nascosta per secoli in questo luogo, abbastanza sperduto per essere al sicuro ma facilmente raggiungibile da Roma.

  • il Monte Vettore dal Monte Pellicciara il Monte Vettore dal Monte Pellicciara
  • i Monti della Laga da Forca di Presta i Monti della Laga da Forca di Presta
  • panoramica del Monte Vettore panoramica del Monte Vettore
  • veduta di Arquata del Tronto veduta di Arquata del Tronto
  • la Rocca di Arquata la Rocca di Arquata
  • chiesa di san Francesco di Arquata del Tronto chiesa di san Francesco di Arquata del Tronto
  • la Sindone di Arquata del Tronto 'estratto dall'originale' la Sindone di Arquata del Tronto "estratto dall'originale"
lunedì 17 Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini
  • Superficie: 71.437,00 ettari
  • Regioni: Marche - Umbria
  • Comuni: Acquacanina, Amandola, Arquata del Tronto, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Fiastra, Fiordimonte, Montefortino, Montegallo, Montemonaco, Norcia, Pieve Torina, Pievebovigliana, Preci, san Ginesio, Ussita, Visso
  • Provv.ti istitutivi: DPR 6 agosto 1993
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Tradizionale messa alla Grotta dei Frati e Gole del Fiastrone

  • il sentiero per la Grotta dei Frati il sentiero per la Grotta dei Frati
  • Grotta dei Frati: il piccolo altare roccioso Grotta dei Frati: il piccolo altare roccioso

Nel Versante Fiorito del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, in alto sulla stupenda e selvaggia Valle del Fiastrone, si trova la Grotta dei Frati: una cavità naturale dove dal 1300 al 1600 si insediarono i frati Clareni che vi costruirono la piccola chiesa e i ricoveri. L'ordine era seguace di fra' Angelo Clareno, "dissidenti" dei Francescani e considerati eretici si recavano nei vicini paesi sporadicamente per elemosinare e inveire contro i ricchi e le loro proprietà. Come tutti gli eremi della montagna era dotato dell'indispensabile acqua corrente ottenuta dal ruscello che scorre vicino, ma i "fraticelli" furono perseguitati e infine obbligati a lasciare il luogo quando il corso d'acqua venne deviato per farlo cadere sul romitorio.

Le Gole del Fiastrone sono uno degli ambienti naturali più belli ed importanti di tutti i Monti Sibillini: oltre che trovarsi nel Parco Nazionale sono anche un'Area Floristica Protetta, un Sito di Interesse Comunitario e una Zona di Protezione Speciale. Il fiume ha scavato la valle tra il Monte Corvo e il Monte Fiegni "incidendola" verticalmente in profondità, tanto che in alcuni punti le pareti arrivano quasi a toccarsi chiudendo la volta per creare una sorta di "grotta all'aperto". La natura del luogo è veramente stupenda e inoltrandosi dentro la forra sull'acqua del Fiastrone si attraversano in sequenza le tre suggestive Gole per penetrare nel cuore della montagna dove si scopre la viva roccia calcarea "antica" milioni di anni.

  • la chiesetta nella Grotta dei Frati la chiesetta nella Grotta dei Frati
  • Grotta dei Frati: interno della cavità Grotta dei Frati: interno della cavità
  • l'entrata alla Grotta dei Frati l'entrata alla Grotta dei Frati
  • le Gole del Fiastrone le Gole del Fiastrone
  • la prima Gola del Fiastrone la prima Gola del Fiastrone
  • la seconda Gola del Fiastrone la seconda Gola del Fiastrone
  • la terza Gola del Fiastrone la terza Gola del Fiastrone
sabato 22

Parco del Cardeto e 22° Mercatino dell'Antiquariato di Ancona

  • Ancona: duomo di san Ciriaco Ancona: duomo di san Ciriaco
  • il Colle dei Cappuccini e il vecchio Faro di Ancona il Colle dei Cappuccini e il vecchio Faro di Ancona

Il "bordo" est tra il Colle Guasco e il Passetto della città di Ancona è un altopiano di 35 ettari che si affaccia sull'Adriatico con una scoscesa falesia e costituisce il Parco del Cardeto, nome riferito ai Cardi dei cui semi sono ghiotti i Cardellini. L'area è una bella e interessante zona verde facilmente accessibile da vari punti, come ad esempio il Colle dei Cappuccini che si può raggiungere dal duomo di san Ciriaco, e diversi sentieri ne percorrono i vasti prati intercalati da boschetti. L'escursione permette inoltre di vedere le importanti testimonianze storiche del Parco iniziando dal vecchio Faro del 1859, il cimitero degli Inglesi nel Bastione del Cassero e il Campo degli ebrei fino alla polveriera Castelfidardo.

Nel 387 ac i Greci di Siracusa scelsero il punto dell'Adriatico in cui la costa si piega ad "angolo" con una insenatura naturale per fondare Ankon, termine che appunto vuol dire gomito, divenuta poi Ancona. Dal Colle Guasco della cattedrale metropolitana di san Ciriaco, si può ben osservare la particolare conformazione geografica del luogo che nel solstizio estivo rende la città l'unica in Italia a vedere il Sole sorgere dal mare e tramontare di nuovo in acqua. Per le suggestive vie del centro storico si scende a piazza Cavour dove l'ultima domenica del mese si tiene il caratteristico Mercatino dell'Antiquariato in cui oltre cento espositori offrono oggetti di collezionismo, artigianato, antichità e modernariato.

  • vista sul Parco del Cardeto nella zona est di Ancona vista sul Parco del Cardeto nella zona est di Ancona
  • il cimitero degli ebrei nel Parco del Cardeto il cimitero degli ebrei nel Parco del Cardeto
  • la polveriera Castelfidardo nel Cardeto di Ancona la polveriera Castelfidardo nel Cardeto di Ancona
  • Ancona: piazza Cavour Ancona: piazza Cavour
  • Fontana dei Cavalli in Piazza Roma ad Ancona Fontana dei Cavalli in Piazza Roma ad Ancona
  • Ancona: Fontana delle 13 Cannelle o del Calamo Ancona: Fontana delle 13 Cannelle o del Calamo
  • Piazza del Plebiscito o del papa di Ancona Piazza del Plebiscito o del papa di Ancona
domenica 23

Bosco di Rovetino e 336° Cavallo di Fuoco a Ripatransone

  • il Cavallo di Fuoco a Ripatransone il Cavallo di Fuoco a Ripatransone
  • sentiero nel Bosco di Rovetino sentiero nel Bosco di Rovetino

Rara testimonianza delle lussureggianti foreste che un tempo ricoprivano il territorio prima dei grandi disboscamenti, il Bosco di Rovetino è riuscito a "sopravvivere" anche al forte fabbisogno di legname necessario alla cottura dei mattoni per la costruzione della Cattedrale di santa Maria Assunta nella vicina Montalto delle Marche. Lo stesso Sisto V lo frequentava spesso passeggiando immerso per i suoi sentieri e prima ancora la famiglia Saladini di Ascoli ne fece la propria riserva di caccia. Salendo al Colle della Torre si raggiungono i ruderi dell'imponente Rocca costruita per il controllo del territorio grazie alla sua fondamentale posizione elevata a dominare sia la valle dell'Aso che quella del Tesino.

Ripatransone, panoramico borgo collinare noto come "belvedere del piceno", celebra ogni anno nella domenica in albis (l'ottava dopo Pasqua) l'antica tradizione del Cavallo di Fuoco, usanza che risale al lontano 10 maggio 1682 quando si incoronò il simulacro della Madonna di san Giovanni, patrona del paese. Per festeggiare l'evento i ripani commissionarono uno spettacolo pirotecnico ad un fuochista di Atri che direttamente in groppa al suo cavallo sparò in piazza Condivi entusiasmandoli al punto di dare vita alla Rievocazione che continuò con un animale sostituito poi da una riproduzione trasportata da un uomo fino alla versione attuale in lamiera e ruote accompagnata al buio dalla Marcia Ventitré.

  • Bosco di Rovetino: i resti della Rocca sul Colle della Torre Bosco di Rovetino: i resti della Rocca sul Colle della Torre
  • i resti della Rocca nel Bosco di Rovetino i resti della Rocca nel Bosco di Rovetino
  • il Bosco di Rovetino il Bosco di Rovetino
  • Ripatransone: lo spettacolo del Cavallo di Fuoco Ripatransone: lo spettacolo del Cavallo di Fuoco
  • il Cavallo di Fuoco di Ripatransone il Cavallo di Fuoco di Ripatransone
  • la 'Girella' del Cavallo di Fuoco tra la gente a Ripatransone la "Girella" del Cavallo di Fuoco tra la gente a Ripatransone
  • i 'Baffi' del Cavallo di Fuoco sulla gente a Ripatransone i "Baffi" del Cavallo di Fuoco sulla gente a Ripatransone
martedì 25 Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi

Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi

Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi
  • Superficie: 10.026,00 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: Arcevia, Cerreto d'Esi, Fabriano, Genga, Serra san Quirico
  • Provv.ti istitutivi: LR 57 del 2 settembre 1997
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Da Avacelli a sant'Ansovino e 5ª Festa dei Folli a Corinaldo

  • il castello di Avacelli di Arcevia il castello di Avacelli di Arcevia
  • chiesa di san Lorenzo di Avacelli chiesa di san Lorenzo di Avacelli

Avacelli è uno dei nove "castelli" del sistema difensivo di Arcevia fondato nel '300 sulla collina a 485 metri di altitudine dove si conserva la parte più antica tra cui la chiesa dedicata a san Lorenzo in cui si trova il bel dossale ceramico della Madonna della Misericordia del XVI secolo di scuola Robbiana. Dall'abitato parte un breve e piacevole percorso che scende al Fosso Fagiano per raggiungere la chiesa romanica di sant'Ansovino risalente al X secolo posta lungo l'antica via di comunicazione tra il dominio Longobardo e quello Bizantino. Il papa Clemente V in un documento del 1308 ordinava l'inquisizione contro i suoi Templari, la cui presenza si riscontra dalla caratteristica croce con sei palle sulla facciata.

Corinaldo, città natale di santa Maria Goretti, per il centro storico racchiuso dalla notevole cinta muraria tra le più belle e meglio conservate d'Italia ha ottenuto il riconoscimento sia di Bandiera Arancione che di Borgo più Bello d'Italia e decretato nel 2007 come il più bello di tutto il circuito. I suoi abitanti sono conosciuti in tutte le Marche come i matti per la goliardia che li contraddistingue guadagnandosi due libri: "Storie e storielle di Corinaldo e dintorni" e "I matti di Corinaldo" a cui si aggiunge in primavera la curiosa Festa dei Folli. La rielaborazione della Crazy Color Run, Animazione Folle, Musici e Sbandieratori, spettacoli di danza, giochi e bolle di sapone sono solo alcuni "pazzi" divertimenti della singolare Festa.

  • la chiesa romanica di sant'Ansovino ad Avacelli la chiesa romanica di sant'Ansovino ad Avacelli
  • Croce Templare a sei palle di sant'ansovino Croce Templare a sei palle di sant'ansovino
  • le Mura di Corinaldo le Mura di Corinaldo
  • Corinaldo: la Scalinata del Pozzo di via la Piaggia Corinaldo: la Scalinata del Pozzo di via la Piaggia
  • il Pozzo della Polenta di Corinaldo il Pozzo della Polenta di Corinaldo
  • Corinaldo: la casa di Scuretto Corinaldo: la casa di Scuretto
  • centro storico di Corinaldo centro storico di Corinaldo
sabato 29 Monte Letegge - Monte d

Monte Letegge - Monte d'Aria

Monte Letegge - Monte d
  • Superficie: 1.774,00 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni:
  • Provv.ti istitutivi: Direttiva Habitat 21 maggio 1992
  • Siti di Interesse (o Importanza) Comunitaria:
    Sono zone previste e regolamentate dalla Commissione Europea mediante la Direttiva Habitat del 1992 che è parte del progetto Natura 2000, la più grande rete biologica al mondo. Si prefiggono la conservazione di habitat naturali rari, con ruoli ecologici primordiali, specie di fauna e flora rari e di interesse comunitario, di alto valore simbolico o ruolo essenziale nell'ecosistema.

Monte d'Aria e 11ª Cortili in Fiore a Camerino

  • Monte d'Aria: il Rifugio Manfrica Monte d'Aria: il Rifugio Manfrica
  • lungo il versante nord del Monte d'Aria lungo il versante nord del Monte d'Aria

Il Monte d'Aria è un rilievo di circa 1000 metri tra san Severino Marche e Camerino a cui si può accedere sia dalla Valle dei Grilli con le grotte di sant'Eustachio, o dalle frazioni di san Venanzio e Villa d'Aria arrivando alla piccola chiesa della Madonna del Monte (o Neve). Circondata da conifere fu costruita nei primi anni del 1700 su un rifugio e deve il suo nome ad una insolita nevicata che ha avuto luogo durante i primi giorni di agosto del XVI secolo. Da qui è possibile effettuare l'anello completo del Monte che permette di "ammirare il panorama" in ogni direzione, compresa l'inconfondibile sagoma del Monte san Vicino a nord transitando per il Rifugio Manfrica attrezzato con tavoli e panche per la sosta.

Cortili in Fiore è la festa dell'antica città ducale di Camerino che celebra la fioritura primaverile dove la bellezza della Natura si coniuga alla Storia e all'Arte con gli addobbi floreali che ornano vie, piazze e i suggestivi angoli del paese in mezzo a "colori e profumi" fino all'Università con il suo importante Orto Botanico. Ogni anno l'evento segue un tema a cui si ispirano gli eventi della manifestazione con mostre e incontri a cui si aggiunge il mercato nel centro per esaltare la visita del paese che conserva racchiuso tra le sue mura il notevole patrimonio di musei, le molte ed importanti chiese, il palazzo ducale dei Da Varano, il teatro storico intitolato al compositore Filippo Marchetti fino alla rocca borgesca.

  • panorama verso nord dal Monte d'Aria panorama verso nord dal Monte d'Aria
  • sentiero verso la chiesa della Madonna del Monte sentiero verso la chiesa della Madonna del Monte
  • la Madonna del Monte o della Neve sul Monte d'Aria la Madonna del Monte o della Neve sul Monte d'Aria
  • composizioni a Cortili in Fiore di Camerino composizioni a Cortili in Fiore di Camerino
  • la Piazza di Camerino per Cortili in Fiore la Piazza di Camerino per Cortili in Fiore
  • Camerino: addobbi di Cortili in Fiore Camerino: addobbi di Cortili in Fiore
  • mercato di Cortili in Fiore a Camerino mercato di Cortili in Fiore a Camerino
domenica 30

Eremo di san Verecondo e tradizionale Piantamaggio nel fabrianese

  • il Maggio issato ad Attiggio di Fabriano il Maggio issato ad Attiggio di Fabriano
  • l'Eremo di san Verecondo l'Eremo di san Verecondo

L'eremo di san Verecondo prende il nome dal latino verecundus (rispettoso e modesto) e si trova a 620 metri di quota nei boschi sul versante est del Monte Serrone delle Pianacce, panoramica posizione che "domina" la valle del Verdicchio e la frazione di Paterno da cui parte il sentiero. L'antico luogo di culto risale al 1110 e aveva annesso il romitorio scomparso due secoli più tardi lasciando la piccola chiesa con la copia della tempera del Maestro di san Verecondo, Trittico del XIV secolo che raffigura la Madonna col Bambino, sant'Agostino di Ippona e san Verecondo. L'ignoto Maestro, come altri del fabrianese, svolse un ruolo fondamentale per la formazione "gotica internazionale" di Gentile da Fabriano.

In alcune zone dell'Appennino è ancora viva e molto sentita l'usanza del Piantamaggio, antico rituale dalle profonde origini pagane connesso ai Baccanali di Primavera che insieme all'allusivo significato sessuale propizia la fertilità della Natura auspicando buoni raccolti. Il "Maggio" è il pioppo più alto rubato nelle campagne vicine il pomeriggio del 30 aprile a cui si tolgono rami e corteccia per essere poi innalzato a sola forza di braccia e simbolicamente fissato in una buca. L'evento si svolge allegramente cantando improvvisati stornelli insieme a bevute in varie frazioni tra cui Paterno dove coincide con la festa del patrono san Verecondo la cui chiesetta del XII secolo viene raggiunta a piedi in processione.

  • taglio del pioppo per il Piantamaggio di Attiggio taglio del pioppo per il Piantamaggio di Attiggio
  • il trasporto del Maggio verso Attiggio il trasporto del Maggio verso Attiggio
  • Attiggio: preparazione del Maggio Attiggio: preparazione del Maggio
  • aggiunta della Bandiera Italiana al pioppo del Maggio aggiunta della Bandiera Italiana al pioppo del Maggio
  • inizio dell'alzata del Maggio di Attiggio inizio dell'alzata del Maggio di Attiggio
  • la buca nella piazzetta di Attiggio dove di 'fissa' il Maggio la buca nella piazzetta di Attiggio dove di "fissa" il Maggio
  • canti e balli dei 'Maggiari' al termine del Piantamaggio canti e balli dei "Maggiari" al termine del Piantamaggio