Escursioni e Visite Guidate

Calendario 2017

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lunedì 1 Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi

Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi

Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi
  • Superficie: 10.026,00 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: Arcevia, Cerreto d'Esi, Fabriano, Genga, Serra san Quirico
  • Provv.ti istitutivi: LR 57 del 2 settembre 1997
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55ª Sagra dell'Asparago di Montagna ad Avacelli e Monte Valmontagnana

  • ingresso al Castello di Avacelli ingresso al Castello di Avacelli
  • l'Abbazia romanica di san Vittore alle Chiuse e il Monte Valmontagnana l'Abbazia romanica di san Vittore alle Chiuse e il Monte Valmontagnana

Il Monte Valmontagnana si trova a ridosso della Gola di Frasassi e si sale ai 930 metri della sua cima partendo da san Vittore con un sentiero che passa sul crinale est dentro boschi di Pini e Macchia Mediterranea. Uscendo sui prati in quota si guadagna la vetta dove la salita è ampiamente ripagata dal notevole panorama su tutto il Parco. Oltre all'interesse escursionistico il Monte è uno dei più importanti e belli siti carsici d'Europa per il famoso sistema di grotte che furono scoperte nel 1971 partendo proprio da un "cunicolo" sul versante nord. Oggi sono parzialmente visitabili nel tratto turistico, il più "basso" dei ben cinque livelli sovrapposti su cui si sviluppano e di cui alcuni rami sono ancora in esplorazione.

Avacelli è il più meridionale dei nove Castelli di Arcevia, si trova infatti al confine col territorio di Serra san Quirico ed ebbe origine nel '200 come Castrum Lavacellorum nella zona di confine tra la Pentapoli Bizantina e il Ducato Longobardo di Spoleto. Posto su un colle a 447 metri di quota circondato da corsi d'acqua, conserva la chiesa del XV secolo di san Lorenzo con notevoli opere, tra cui alcune di scuola robbiana. Dal 1963, "tradizionalmente" il primo maggio, il piccolo e ben conservato borgo ospita ogni anno la Sagra dell'Asparago di Montagna dove la pianta dalle note proprietà diuretiche si può degustare in menu di svariate ricette finalizzate a farne conoscere la bontà legata alle tradizioni locali.

  • vista dalla Gola di Frasassi vista dalla Gola di Frasassi
  • il Monte Valmontagnana il Monte Valmontagnana
  • la Gola di Frasassi tra il Monte Valmontagnana e il Monte di Frasassi la Gola di Frasassi tra il Monte Valmontagnana e il Monte di Frasassi
  • il Castello di Avacelli il Castello di Avacelli
  • Avacelli: i vicoli del Castello Avacelli: i vicoli del Castello
  • chiesa di san Lorenzo di Avacelli chiesa di san Lorenzo di Avacelli
  • Madonna della Misericordia e del Rosario, terracotta policroma di Ercole Ramazzani del 1580 Madonna della Misericordia e del Rosario, terracotta policroma di Ercole Ramazzani del 1580
sabato 6 Riserva Naturale Regionale di Ripa Bianca

Riserva Naturale Regionale di Ripa Bianca

Riserva Naturale Regionale di Ripa Bianca
  • Superficie: 310,00 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: Jesi
  • Provv.ti istitutivi: DCR 85 del 22 marzo 2003
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Ripa Bianca e 22° Palio di san Floriano a Jesi

  • Jesi: Palazzo della Signoria del XVI secolo Jesi: Palazzo della Signoria del XVI secolo
  • ingresso alla riserva Ripa Bianca di Jesi ingresso alla riserva Ripa Bianca di Jesi

La riserva regionale di Ripa Bianca prende il nome dai calanchi che solcano gli scoscesi pendii delle colline che la delimitano a sud, formazioni geologiche conseguenza del forte uso del territorio il cui eccessivo disboscamento provoca il dilavamento del suolo erodendone le alture. Prima dell'istituzione dell'Area Protetta (avvenuta nel 2003) la zona era addirittura usata come discarica e si cavava ghiaia dal lago che invece oggi è un bacino frequentato sia da uccelli stanziali che migratori e in particolare dalle Nitticore. L'altro importante recupero è stata la realizzazione di piccoli allevamenti e orti "contornati" da siepi e alberate come un tempo erano parte integrante del paesaggio marchigiano.

Il Palio di san Floriano è la rievocazione storica che Jesi dedica all'antico patrono martirizzato il 4 maggio del 304 dc la cui prima edizione risale al lontano 1227. La versione moderna è stata ripresa nel 1994 con la cerimonia religiosa in ricordo della presentazione del Pallio (il drappo in seta raffigurante san Floriano o il Leone di Jesi), l'assoggettamento dei Castelli della Respublica Aesina alla città madre effettuata insieme all'offerta di cera, successivamente sostituita da cospicua donazione di soldi. Ne è parte la "scampanata", corsa dei bambini che rievoca la leggenda della sfida tra il santo e il Diavolo per arrivare primo a suonare le campane a cui seguono i Giochi con la gara dell'anello e la Fiera dal 30 aprile all'8 maggio.

  • Ripa Bianca: la Garzaia Ripa Bianca: la Garzaia
  • i Calanchi della Ripa Bianca di Jesi i Calanchi della Ripa Bianca di Jesi
  • il Centro Natura di Ripa Bianca il Centro Natura di Ripa Bianca
  • il teatro Pergolesi di Jesi il teatro Pergolesi di Jesi
  • Jesi: piazza Federico II Jesi: piazza Federico II
  • chiesa di san Nicolò di Jesi chiesa di san Nicolò di Jesi
  • la cinta muraria di Jesi la cinta muraria di Jesi
domenica 7

Castello di Pitino e 21ª Battaglia di Tolentino '815

  • san Severino Marche san Severino Marche
  • il Castello di Pitino il Castello di Pitino

Il Castello di Pitino fa parte dell'antico sistema difensivo di san Severino Marche ed è posto "a guardia" della Valle del Potenza, l'importante collegamento tra Marche ed Umbria. Probabilmente prende il nome da Marco Petilio che lo eresse governando il paese dopo le "invasioni barbariche". Dentro alla tipica struttura fortificata medievale di cui rimangono resti di mura vi sono anche due chiese e l'imponente Torre alta 23 metri la cui particolarità è di essere priva di ingressi in quanto vi si accede mediante sotterranei connessi alle vicine costruzioni. Luogo abitato fin dalla preistoria, in particolare durante l'epoca Picena, la cui importanza è testimoniata dai molti ritrovamenti esposti nel museo archeologico.

Tolentino si trova lungo la Valle del Chienti e nella zona ad est spicca il Castello della Rancia, il cui nome deriva dall'antica Grancia dei monaci. Qui si svolse il 2 e 3 maggio 1815 la battaglia cruciale della guerra austro-napoletana tra gli schieramenti comandati dal re di Napoli Gioacchino Murat contro gli austriaci del generale Federico Bianchi con l'intento di difendere il regno. La vittoria fu degli austriaci con la conseguenza del ritorno dei Borbone a Napoli. L'importanza dello scontro è data dal fatto che viene considerato il primo del Risorgimento Italiano e l'evento viene celebrato ogni anno dall'omonima "Rievocazione Storica" con manifestazioni in costume e mostre presso il Castello e a Tolentino.

  • le mura perimetrali di Pitino le mura perimetrali di Pitino
  • porta d'ingresso a Pitino porta d'ingresso a Pitino
  • interno del Castello di Pitino interno del Castello di Pitino
  • Tolentino Tolentino
  • Castello della Rancia Castello della Rancia
  • ingresso alla Rancia ingresso alla Rancia
  • la piana intorno alla Rancia la piana intorno alla Rancia
sabato 13 Parco Naturale Regionale del Conero

Parco Naturale Regionale del Conero

Parco Naturale Regionale del Conero
  • Superficie: 6.011,00 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: Ancona, Camerano, Numana, Sirolo
  • Provv.ti istitutivi: LR 21 del 23 aprile 1987
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Traversata del Monte Conero e visita dei Musei di Sirolo

  • vista del Conero dal Monte dei Corvi vista del Conero dal Monte dei Corvi
  • panorma su Mezzavalle dal Pian Grande del Conero panorma su Mezzavalle dal Pian Grande del Conero

Il Monte Conero protende i suoi 572 metri sul mare creando una "anomalia" lungo la piatta costa Adriatica interrompendola con i ripidi versanti dell'anticlinale che si gettano in acqua mentre la parte occidentale è coperta dai boschi di Macchia Mediterranea. Il Sentiero numero uno del Parco attraversa l'Area Protetta da Poggio a Fonte d'Olio per i punti di maggiore interesse naturalistico e storico, dai massicci rimboschimenti che ricostruiscono la vegetazione, i panoramici belvedere su Portonovo e verso Ancona fino alla millenaria Abbazia camaldolese di san Pietro dove inizia la discesa alla misteriosa Grotta del Mortarolo e lo stupendo affaccio sulle Due Sorelle dal "balcone" del Passo della Croce.

Il piccolo borgo a impianto medievale di Sirolo, un tempo Castello di Ancona, sorge in spettacolare posizione panoramica sulle bianche spiagge dell'Adriatico e verso il Conero dal cui belvedere se ne coglie il profilo ad "elmo" dell'anticlinale. Qui si stabilì circa 100.000 anni fa uno dei primi insediamenti delle Marche e nel VI secolo ac si sviluppò con i Piceni nell'area archeologica dei Pini, la cui Tomba della Regina ha restituito il suo magnifico Carro. Notevole è stata anche l'impronta religiosa nell'ex convento di san Francesco dove il santo di Assisi predisse nel 1215 l'arrivo della santa Casa a Loreto e in cui soggiornarono il beato Pietro da Treia (oggi nella chiesa del Rosario), Corrado da Offida e san Giacomo della Marca.

  • Abbazia Camaldolese di san Pietro al Conero Abbazia Camaldolese di san Pietro al Conero
  • la Baia delle Due Sorelle dal Passo della Croce la Baia delle Due Sorelle dal Passo della Croce
  • panorama verso Sirolo dal Conero panorama verso Sirolo dal Conero
  • il Teatro comunale Cortesi e il Torrione del XIV secolo di Sirolo il Teatro comunale Cortesi e il Torrione del XIV secolo di Sirolo
  • l'Arco gotico del 1050 all'ingresso di Sirolo l'Arco gotico del 1050 all'ingresso di Sirolo
  • Sirolo: la chiesa del Rosario in via Italia Sirolo: la chiesa del Rosario in via Italia
  • Belvedere del Monte Conero dal Piazzale Marino di Sirolo Belvedere del Monte Conero dal Piazzale Marino di Sirolo
domenica 14 Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini
  • Superficie: 71.437,00 ettari
  • Regioni: Marche - Umbria
  • Comuni: Acquacanina, Amandola, Arquata del Tronto, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Fiastra, Fiordimonte, Montefortino, Montegallo, Montemonaco, Norcia, Pieve Torina, Pievebovigliana, Preci, san Ginesio, Ussita, Visso
  • Provv.ti istitutivi: DPR 6 agosto 1993
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Val d'Ambro e visita del Santuario della Madonna dell'Ambro

  • il Santuario della Madonna dell'Ambro il Santuario della Madonna dell'Ambro
  • la cascata dell'Ambro all'inizio della valle la cascata dell'Ambro all'inizio della valle

Tra le caratteristiche valli fluviali scavate nel calcare dei Monti Sibillini quella dell'Ambro offre un ambiente naturale incontaminato con la vegetazione ripariale che accompagna la sua risalita insieme alla manifestazione evidente del carsismo che fa "sparire" l'acqua e poi si chiude in una delle più imponenti e belle forre nella Gola delle Roccacce: l'Infernaccetto. L'escursione risale dapprima la spumeggiante cascatina e quindi attraversa ripetutamente le anse del torrente "saltando" da una riva all'altra per poi camminare sul roccioso letto asciutto della seconda parte quando il suono della limpida e fresca acqua lascia spazio al silenzio e al profondo senso di isolamento fino alla fessura rocciosa.

Il Santuario della Madonna dell'Ambro è tra i più antichi luoghi di culto mariano la cui storia millenaria è legata al miracolo della pastorella Santina che muta dalla nascita acquistò il dono della parola quando durante la sua consueta deposizione di fiori nel tronco di un faggio ebbe l'apparizione della Madonna. Per l'evento occorso e per la posizione in una rocciosa gola attraversata da pura acqua di montagna il luogo è definito la "piccola Lourdes dei Sibillini" e da romitorio meta di pellegrinaggio crebbe fino all'attuale convento di frati cappuccini. Nell'esatto punto miracoloso si trova la statua della Madonna il cui ambiente è affrescato con storie della Vergine e le 12 Sibille dipinte da Martino Bonfini nel 1610.

  • le anse del torrente Ambro le anse del torrente Ambro
  • torrente Ambro: salti d'acqua tra le rocce torrente Ambro: salti d'acqua tra le rocce
  • scivolo d'acqua affluente dell'Ambro scivolo d'acqua affluente dell'Ambro
  • la forra dell'Infernaccetto dell'Ambro nella Gola delle Roccacce la forra dell'Infernaccetto dell'Ambro nella Gola delle Roccacce
  • la navata centrale del Santuario dell'Ambro la navata centrale del Santuario dell'Ambro
  • Santuario dell'Ambro: la statua della Madonna del 1562 Santuario dell'Ambro: la statua della Madonna del 1562
  • affreschi del 1610 delle Sibille e Profeti di Martino Bonfini nel Santuario della Madonna dell'Ambro affreschi del 1610 delle Sibille e Profeti di Martino Bonfini nel Santuario della Madonna dell'Ambro
sabato 20 Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
  • Superficie: 148.935,00 ettari
  • Regioni: Marche - Abruzzo
  • Comuni: Accumoli, Acquasanta Terme, Amatrice, Arquata del Tronto, Arsita, Barete, Barisciano, Brittoli, Bussi sul Tirino, Cagnano Amiterno, Calascio, Campli, Campotosto, Capestrano, Capitignano, Carapelle Calvisio, Carpineto della Nora, Castel del Monte, Castelli, Castelvecchio Calvisio, Castiglione a Casauria, Civitella Casanova, Civitella del Tronto, Cortino, Corvara, Crognaleto, Fano Adriano, Farindola, Isola del Gran Sasso d'Italia, L'Aquila, Montebello di Bertona, Montereale, Montorio al Vomano, Ofena, Pescosansonesco, Pietracamela, Pizzoli, Rocca santa Maria, santo Stefano di Sessanio, Torricella Sicura, Tossicia, Valle Castellana, Villa Celiera, Villa santa Lucia Abruzzi
  • Provv.ti istitutivi: DPR 5 agosto 1995
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Monte Sorbo e Lago di Talvacchia

  • Lago di Talvacchia Lago di Talvacchia
  • le 'bancate' di Arenaria della Laga le "bancate" di Arenaria della Laga

La Valle del Castellano risale l'omonimo torrente inoltrandosi nei boscosi Monti della Laga passando per l'arroccato borgo di Castel Trosino e quindi per il lago di Talvacchia incontrando piccole e "sperdute" frazioni di case realizzate in conci di arenaria a testimonianza del lavoro che un tempo animava la montagna di boscaioli, pastori e agricoltori. La facile cresta del Monte Sorbo oltre ad essere un percorso poco frequentato e silenzioso offre dei bellissimi "verdi panorami" collegando l'abitato di Forcella a san Gregorio, luogo in cui nacque nel 1798 Giovanni Piccioni, il brigante onesto e integerrimo che mosse anche contro i piemontesi vittoriosi sui papalini nella decisiva battaglia di Castelfidardo.

Il vasto territorio di Ascoli Piceno si estende verso i Monti della Laga disseminato di piccole e sperdute frazioni tra cui l'abitato di Talvacchia sorto sul rilievo dove per primi arrivarono i monaci farfensi a costruire la chiesa dedicata a san Gregorio Magno. Le origini risalgono al feudo dell'antico Castello di Rufignano e per la panoramica posizione era un importante punto di controllo e difesa sulla Valle del Castellano, confine tra Marche ed Abruzzo, contro il brigantaggio e gli scontri con l'esercito Francese. Dal 1960 il piccolo paese si "affaccia" sull'omonimo Lago formato dall'alta diga che sbarra il torrente Castellano dalle acque ricche di pesci ciprinidi che in autunno solitamente scendono a scoprire i vecchi ponti e case.

  • il sentiero lastricato il sentiero lastricato
  • il bosco autunnale il bosco autunnale
  • funghi sui tronchi degli alberi funghi sui tronchi degli alberi
  • targa di benvenuto a Talvacchia targa di benvenuto a Talvacchia
  • Talvacchia: chiesa farfense di san Gregorio Magno Talvacchia: chiesa farfense di san Gregorio Magno
  • le abitazioni di Talvacchia le abitazioni di Talvacchia
  • panorama sui boschi della Laga da Talvacchia panorama sui boschi della Laga da Talvacchia
domenica 21 Piani di Montelago

Piani di Montelago

Piani di Montelago
  • Superficie: 171,00 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: Sefro, Serravalle di Chienti
  • Provv.ti istitutivi: DGR 24 marzo 1997
  • Aree Floristiche Protette:
    Sono disciplinate dalla Legge Regionale del 1974 e rappresentano un primo esempio, in anticipo sui tempi, di ciò che nel 1991 venne regolamentato con Parchi e Riserve. All'epoca la regione Marche, unica in Italia, scelse di tutelare delle zone piuttosto che specie floreali. Attualmente l'inventario delle AFP ne elenca 109 individuate con 3 diverse Delibere.

Monte Igno e 36ª Corsa alla Spada a Camerino

  • i Corridori della Corsa alla Spada di Camerino i Corridori della Corsa alla Spada di Camerino
  • panorama di Montelago dal Monte Igno panorama di Montelago dal Monte Igno

Il Monte Igno è l'ultimo rilievo a sud-est della catena che racchiude l'altopiano carsico di Montelago delimitando l'antico bacino "svuotato" nel XV secolo dalla Valle del Chienti che scendendo da Colfiorito scorre in basso. Il sentiero per la vetta inizia dalla Fonte della Cerasa e gradualmente guadagna quota sulla conca per inoltrarsi nel bosco dove si incontra una minuscola chiesa rupestre prima di arrivare alla sella della cresta che si "affaccia" su Camerino. L'arrivo agli ampi prati della cima è premiato da un panorama che spazia in ogni direzione dove oltre alla vista fino al mare con a destra il gruppo dei Sibillini si ammira l'Appennino e il paesaggio collinare marchigiano con i suoi tanti borghi.

Camerino per la festa del patrono san Venanzio del 18 maggio celebra la Corsa alla Spada, rievocazione storica della gara fra i Terzieri di Muralto, di Mezzo, di Sossanta. Il primo evento è l'offerta dei ceri del 17 quindi il Gran Ciambellano bandisce la Corsa alla Spada e il Palio a cui segue un falò propiziatorio. La domenica successiva sfila il Corteo del Palio e quindi ha luogo la Corsa a cui partecipano 10 atleti per ogni Terziere su un percorso di 1150 metri da san Venanzio a santa Maria in Via dove il vincitore "sfila" la Spada, simbolo di cavalleria e dei grandi capitani di ventura, come i Da Varano. Il Palio va invece al Terziere che guadagna più punti in base ai piazzamenti dei suoi corridori.

  • il sentiero nel bosco del Monte Igno il sentiero nel bosco del Monte Igno
  • Monte Igno: panorama verso est con Camerino Monte Igno: panorama verso est con Camerino
  • fioritura delle Orchidee sui prati del Monte Igno fioritura delle Orchidee sui prati del Monte Igno
  • i rappresentanti dei Terzieri di Camerino nella Corsa alla Spada i rappresentanti dei Terzieri di Camerino nella Corsa alla Spada
  • Camerino: il Corteo Storico della Corsa alla Spada Camerino: il Corteo Storico della Corsa alla Spada
  • Corsa alla Spada di Camerino: lo spettacolo degli Sbandieratori Corsa alla Spada di Camerino: lo spettacolo degli Sbandieratori
  • premiazione del vincitore della Corsa alla Spada di Camerino premiazione del vincitore della Corsa alla Spada di Camerino
sabato 27 Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini
  • Superficie: 71.437,00 ettari
  • Regioni: Marche - Umbria
  • Comuni: Acquacanina, Amandola, Arquata del Tronto, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Fiastra, Fiordimonte, Montefortino, Montegallo, Montemonaco, Norcia, Pieve Torina, Pievebovigliana, Preci, san Ginesio, Ussita, Visso
  • Provv.ti istitutivi: DPR 6 agosto 1993
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Monte Sibilla e la sua "Grotta" con le Sette Sorelle per il mese Mariano

  • il Monte Sibilla il Monte Sibilla
  • santa Maria delle Cona santa Maria delle Cona

I Monti Sibillini sono da sempre conosciuti come luoghi misteriosi e leggendari, in particolare nell'area del Versante della Magia dove si concentrano, tra le altre, le storie del Lago di Pilato e della Grotta della Sibilla, che per la sua importanza dà il nome a tutto il massiccio. Nel Medioevo l'Antro era "meta" di cavalieri e avventurieri con l'intento di entrare nel Regno della Sibilla per conoscere il proprio futuro e lo raggiungevano aiutati dagli abitanti di Montemonaco, per tale motivo nel 1452, caso unico, l'intera popolazione e tutte le autorità furono scomunicate e processate. In epoca moderna la Sibilla è divenuta oggetto di approfonditi studi e accurate ricerche volte a comprenderne la vera storia e funzione popolare.

Un'ipotesi è quella delle Sette Sorelle, credenza diffusa e radicata in vari luoghi d'Italia, che vede un legame tra la Montagna e svariate chiese dislocate in modo da "riprodurre" in Terra la Costellazione della Vergine, visibile da febbraio a luglio è associata ai raccolti e alla vendemmia, infatti due sue stelle sono Spica e Vindemiatrix. Le accomuna tutte essere luoghi di culto Mariano, trovarsi vicino a sorgenti o corsi d'acqua e fuori da centri abitati, ubicazione che si può associare a siti dove sorgevano templi pagani costruiti da antiche popolazioni con conoscenze geometriche ed astronomiche. In quella dell'Ambro Martino Bonfini affrescò 12 Sibille tra il 1610 e il 1612 e altre in quella di santa Maria in Pantano o delle Sibille.

  • Madonna del Condotto Madonna del Condotto
  • santa Maria dell'Ambro santa Maria dell'Ambro
  • santa Maria in Casalicchio santa Maria in Casalicchio
  • santa Maria in Pantano santa Maria in Pantano
  • santa Maria in Lapide santa Maria in Lapide
  • santa Lucia di Pistrino santa Lucia di Pistrino
  • santa Maria in Scalelle santa Maria in Scalelle
domenica 28 Monte Ascensione

Monte Ascensione

Monte Ascensione
  • Superficie: 444,00 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: Ascoli Piceno, Rotella
  • Provv.ti istitutivi: DGR 24 marzo 1997
  • Aree Floristiche Protette:
    Sono disciplinate dalla Legge Regionale del 1974 e rappresentano un primo esempio, in anticipo sui tempi, di ciò che nel 1991 venne regolamentato con Parchi e Riserve. All'epoca la regione Marche, unica in Italia, scelse di tutelare delle zone piuttosto che specie floreali. Attualmente l'inventario delle AFP ne elenca 109 individuate con 3 diverse Delibere.

Sentiero della Lama del Monte Ascensione e visita del santuario di Montemisio

  • la vetta del Monte Ascensione visto da Ascoli Piceno la vetta del Monte Ascensione visto da Ascoli Piceno
  • panorama su Ascoli Piceno e l'Ascensione dal Colle san Marco panorama su Ascoli Piceno e l'Ascensione dal Colle san Marco

Intorno al Monte Ascensione ruotano molte storie, leggende e credenze popolari tra cui quella per cui almeno una volta occorre salirvi a piedi altrimenti toccherà poi farlo in un'altra vita ma nel corpo di una chiocciola, compito che per "usanza" viene svolto il giorno dell'Ascensione con il pellegrinaggio fino all'oratorio dedicato all'Ascensione di Gesù e all'assunzione della Madonna. La chiesa risale al 1300 quando il predicatore laico Domenico Savi, detto Meco del Sacco, la eresse con i suoi seguaci Sacconi (o Pinzoccheri) dando vita, insieme ai monaci agostiniani di Ascoli Piceno, alla festa con la processione della statua della Madonna con il Bambino da Polesio alla vetta insieme agli antichi riti popolari.

Alcuni monaci Farfensi costruirono su un vecchio tempio pagano intitolato alla dea Greca della caccia Artemide, la chiesa dedicata prima alla Vergine della Cintura e in seguito alla Madonna della Tempera per pregare e avere l'acqua per i campi fino all'attuale Madonna della Consolazione col santuario di Montemisio tradizionalmente festeggiato il 15 di agosto. Situato nelle vicinanze di Capradosso è un incantevole luogo di pace e silenzio immerso nella natura in cui abita una piccola comunità che ne cura il grazioso giardino con gli animali. Davanti alla chiesa un "gigante" occupa gran parte della vista per le dimensioni di tronco e chioma: la Roverella monumentale la cui età è stimata in diversi secoli.

  • la Rupe di santa Polisia sul Monte Ascensione la Rupe di santa Polisia sul Monte Ascensione
  • Monte Ascensione: chiesa della Madonna dell'Ascensione Monte Ascensione: chiesa della Madonna dell'Ascensione
  • vista del Monte Ascensione e la città di Ascoli Piceno dall'Eremo di san Marco vista del Monte Ascensione e la città di Ascoli Piceno dall'Eremo di san Marco
  • il santuario della Madonna della Consolazione di Montemisio il santuario della Madonna della Consolazione di Montemisio
  • Montemisio: interno del santuario Montemisio: interno del santuario
  • un Pavone nel giardino del santuario di Montemisio un Pavone nel giardino del santuario di Montemisio
  • Montemisio: la grande Roverella monumentale del santuario Montemisio: la grande Roverella monumentale del santuario