Escursioni e Visite Guidate

Calendario 2017

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venerdì 2 Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini
  • Superficie: 71.437,00 ettari
  • Regioni: Marche - Umbria
  • Comuni: Acquacanina, Amandola, Arquata del Tronto, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Fiastra, Fiordimonte, Montefortino, Montegallo, Montemonaco, Norcia, Pieve Torina, Pievebovigliana, Preci, san Ginesio, Ussita, Visso
  • Provv.ti istitutivi: DPR 6 agosto 1993
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Gole del Fiastrone piccole e 10ª san Ginesio Segreta

  • san Ginesio san Ginesio
  • l'ingresso alle Gole del Fistrone piccole l'ingresso alle Gole del Fistrone piccole

Il fiume Fiastrone, dalla sua origine alla Fonte del Fargno verso la confluenza nel Chienti, solca splendide valli interne dei Sibillini, riceve l'importante tributo del Rio Sacro dando anche vita al Lago dalle verdi acque di Fiastra per mezzo dell'alta diga. Più in basso la valle è profondamente incisa dall'incessante lavoro dell'acqua che ha generato le rinomate tre Gole del Fiastrone, un suggestivo ed incassato ambiente di natura integra e selvaggia, una vera forra visitabile "entrando" nella sua acqua. Ma la valle cela anche altre Gole, molto meno conosciute e decisamente più "appartate" eppure dallo stesso fascino la cui "acquatica" visita è una vera esperienza di esplorazione nel roccioso cuore della montagna.

Conosciuto come il "Balcone dei Sibillini" per l'eccezionale posizione panoramica verso i monti, san Ginesio è uno dei paesi che ha ottenuto sia il riconoscimento della Bandiera Arancione che il Borgo più Bello d'Italia. Tra i vari monumenti che lo rendono un centro di notevole interesse vi è la Collegiata, unico esempio di gotico fiorito nelle Marche e con un interno ricco di importanti opere. Nel 1552 vi nacque Alberico Gentili, tra i maggiori giuristi del Rinascimento, autore del "De Jure Belli" e fondatore del Diritto Internazionale. L'evento san Ginesio Segreta ne ripercorre il misterioso e intrigante passato carolingio e templare attraverso la visita dei luoghi e monumenti del paese, compresi i meno conosciuti o altrimenti chiusi.

  • l'acqua del Fiastrone scorre nelle 'piccole' Gole l'acqua del Fiastrone scorre nelle "piccole" Gole
  • nel canyon delle piccole Gole del Fiastrone nel canyon delle piccole Gole del Fiastrone
  • la forra delle Gole del Fiastrone piccole la forra delle Gole del Fiastrone piccole
  • la Porta Picena di san Ginesio la Porta Picena di san Ginesio
  • san Ginesio: Ospedale di san Paolo san Ginesio: Ospedale di san Paolo
  • la Collegiata di san Ginesio la Collegiata di san Ginesio
  • Monumento ad Alberico Gentili Monumento ad Alberico Gentili
sabato 3

Grotta di santa Sperandia e 52ª Sagra del Calcione e del Raviolo a Treia

  • Grotta di santa Sperandia Grotta di santa Sperandia
  • la scalinata per la  Grotta sul Monte Acuto la scalinata per la  Grotta sul Monte Acuto

I verdi rilievi della dorsale di Cingoli furono in passato scelti da personaggi religiosi per condurre una intima vita ascetica in suggestivi e "nascosti" luoghi dove eressero appartati eremi, talvolta dentro piccole cavità nel calcare. Tra questi è la Grotta di santa Sperandia che si può oggi visitare scendendo su una lunga scalinata per il fianco del Monte Acuto, dove si apre l'ipogeo che affaccia sul torrente Rudielle, scelto nel XIII secolo dalla santa di Gubbio come dimora dopo aver a lungo vagato per l'Appennino. Sperandia è raffigurata dalla statua con le ciliegie a ricordo dell'evento occorso nel monastero benedettino a Cingoli dove concluse la sua vita divenendone la patrona venerata per i suoi poteri taumaturgici.

La Sagra del Calcione e del Raviolo festeggia il dolce pasquale dichiarato Prodotto Tipico Regionale insieme alla variante salata che a Treia si prepara da un'antica ricetta usando farina, uova, olio, zucchero e pecorino racchiusi in un disco di pasta sfoglia di 10 cm da cuocere al forno oppure fritto. A chiamarlo Calcione (da "cacium", ossia formaggio) furono i pastori che lo portavano nelle loro lunghe marce perché si mantiene a lungo ed è proprio il Pecorino dell'impasto che fuoriesce dalla "conchiglia" a creare il particolare sapore dolce-salato che permette di gustarlo a inizio oppure fine pasto. Il Raviolo si cucina invece come primo piatto farcendolo con uova, ricotta e spezie abbinato a gustosi sughi o contorni.

  • interno della Grotta di santa Sperandia interno della Grotta di santa Sperandia
  • Grotta di santa Sperandia: la Statua Grotta di santa Sperandia: la Statua
  • Treia: santuario del Crocifisso Treia: santuario del Crocifisso
  • Piazza della Repubblica di Treia Piazza della Repubblica di Treia
  • il palazzo dell'Accademia Georgica di Treia il palazzo dell'Accademia Georgica di Treia
  • particolare casa 'rotonda' del Valadier a Treia particolare casa "rotonda" del Valadier a Treia
  • il Teatro Comunale di Treia il Teatro Comunale di Treia
domenica 4

52ª Sciò la Pica a Monterubbiano e le Vie dell'Acqua di Montottone

  • il corteo storico di Scio' la Pica in piazza Calzecchi Onesti il corteo storico di Scio' la Pica in piazza Calzecchi Onesti
  • Scio' la Pica: la Giostra dell'Anello Scio' la Pica: la Giostra dell'Anello

Monterubbiano è una delle Bandiere Arancioni delle Marche alla notevole altitudine di 463 metri nonostante i pochi Km di distanza dal mare e quindi con una stupenda veduta sulla tipica campagna marchigiana. I primi abitanti furono i Piceni che vi arrivarono nel IX secolo ac con il rito del "Ver Sacrum" (Primavera Sacra) dalla conca Sabina, usanza secondo cui al compimento del ventesimo anno si lasciava la terra di origine al seguito del Picchio, uccello sacro a Marte oggi raffigurato nello stemma della Regione. L'evento è celebrato ogni anno nel giorno di Pentecoste con la rievocazione storica Sciò la Pica che per otto giorni unisce la cultura Picena alla cristiana e culmina con la "Giostra dell'Anello".

Montottone nacque dell'unione dei castelli di Trevignano e Montemiliano ad opera di Attone da cui prese il nome e nel 1537 divenne l'importante sede dello "Stato ecclesiastico dell'Agro Piceno" con giurisdizione sui castelli della Marca Fermana, per oltre un decennio residenza dei Governatori. Il suo territorio è ricco d'acqua, come nel vicino castello di Collina Vecchia dove anticamente si forgiavano armi, le tre Fontane Storiche e la ben conservata Cisterna Medievale ipogea, il "grande serbatoio" anticamente riserva idrica nei periodi di siccità o assedio. L'acqua è anche usata dai Coccia', il tradizionale mestiere degli artigiani vasai che nelle botteghe lavorano l'argilla decorando brocche e oggetti poi cotti nei forni.

  • il Torneo Cavalleresco di Scio' la Pica il Torneo Cavalleresco di Scio' la Pica
  • sbandieratori di Scio' la Pica a Monterubbiano sbandieratori di Scio' la Pica a Monterubbiano
  • Scio' la Pica: le Corporazioni Scio' la Pica: le Corporazioni
  • le mura del castello di Montottone le mura del castello di Montottone
  • scorcio dai vicoli di Montottone scorcio dai vicoli di Montottone
  • Montottone: il pozzo sulla Cisterna davanti santa Maria Ausiliatrice Montottone: il pozzo sulla Cisterna davanti santa Maria Ausiliatrice
  • numero civico con lo stemma della contrada Forche di Tenna di Montottone numero civico con lo stemma della contrada Forche di Tenna di Montottone
sabato 10 Parco Naturale Regionale del Conero

Parco Naturale Regionale del Conero

Parco Naturale Regionale del Conero
  • Superficie: 6.011,00 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: Ancona, Camerano, Numana, Sirolo
  • Provv.ti istitutivi: LR 21 del 23 aprile 1987
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Traversata del Monte Conero e visita dei Musei di Sirolo

  • vista del Conero dal Monte dei Corvi vista del Conero dal Monte dei Corvi
  • panorma su Mezzavalle dal Pian Grande del Conero panorma su Mezzavalle dal Pian Grande del Conero

Il Monte Conero protende i suoi 572 metri sul mare creando una "anomalia" lungo la piatta costa Adriatica interrompendola con i ripidi versanti dell'anticlinale che si gettano in acqua mentre la parte occidentale è coperta dai boschi di Macchia Mediterranea. Il Sentiero numero uno del Parco attraversa l'Area Protetta da Poggio a Fonte d'Olio per i punti di maggiore interesse naturalistico e storico, dai massicci rimboschimenti che ricostruiscono la vegetazione, i panoramici belvedere su Portonovo e verso Ancona fino alla millenaria Abbazia camaldolese di san Pietro dove inizia la discesa alla misteriosa Grotta del Mortarolo e lo stupendo affaccio sulle Due Sorelle dal "balcone" del Passo della Croce.

Il piccolo borgo a impianto medievale di Sirolo, un tempo Castello di Ancona, sorge in spettacolare posizione panoramica sulle bianche spiagge dell'Adriatico e verso il Conero dal cui belvedere se ne coglie il profilo ad "elmo" dell'anticlinale. Qui si stabilì circa 100.000 anni fa uno dei primi insediamenti delle Marche e nel VI secolo ac si sviluppò con i Piceni nell'area archeologica dei Pini, la cui Tomba della Regina ha restituito il suo magnifico Carro. Notevole è stata anche l'impronta religiosa nell'ex convento di san Francesco dove il santo di Assisi predisse nel 1215 l'arrivo della santa Casa a Loreto e in cui soggiornarono il beato Pietro da Treia (oggi nella chiesa del Rosario), Corrado da Offida e san Giacomo della Marca.

  • Abbazia Camaldolese di san Pietro al Conero Abbazia Camaldolese di san Pietro al Conero
  • la Baia delle Due Sorelle dal Passo della Croce la Baia delle Due Sorelle dal Passo della Croce
  • panorama verso Sirolo dal Conero panorama verso Sirolo dal Conero
  • il Teatro comunale Cortesi e il Torrione del XIV secolo di Sirolo il Teatro comunale Cortesi e il Torrione del XIV secolo di Sirolo
  • l'Arco gotico del 1050 all'ingresso di Sirolo l'Arco gotico del 1050 all'ingresso di Sirolo
  • Sirolo: la chiesa del Rosario in via Italia Sirolo: la chiesa del Rosario in via Italia
  • Belvedere del Monte Conero dal Piazzale Marino di Sirolo Belvedere del Monte Conero dal Piazzale Marino di Sirolo
domenica 11

Castello di Pitino e 13ª Svicolando a Montecassiano

  • interno del Castello di Pitino interno del Castello di Pitino
  • le mura perimetrali di Pitino le mura perimetrali di Pitino

Il Castello di Pitino si trova su un colle da cui sono emersi reperti che dimostrano essere stato abitato fin dalla preistoria, in particolare nel periodo Piceno quando era uno dei principali centri dell'entroterra. La fortificazione ha origine medievale e faceva parte del sistema difensivo di san Severino Marche che dagli oltre 600 metri di altitudine controllava l'importante valle del Potenza, via di collegamento tra Marche ed Umbria. In particolare la Torre maestra di 23 metri, priva di porte in quanto accessibile tramite cunicoli, "comunicava" mediante segnali con gli altri Castelli. Successivamente si costruirono dentro le mura le chiese di sant'Antonio nel XV secolo e di santa Maria della Pietà nel '700.

Montecassiano è il delizioso borgo collinare del maceratese in cui si trova la campana più antica delle Marche fusa nel 1382, la splendida piazza con il quattrocentesco Palazzo dei Priori dai merli ghibellini dal cui loggiato si accede alla Scalinata della Collegiata di santa Maria della Misericordia, eretta dai monaci di Fiastra in cui si trova una terracotta invetriata di Mattia della Robbia. Il paese ospita a giugno Svicolando, allegro e variopinto festival realizzato grazie a cento volontari che mettono insieme spettacoli di musica, teatro, giocoleria, arti visive, rassegne di cortometraggi, arte di strada, mimo e sport inusuali a formare un vero "caleidoscopio culturale" per i vicoli del paese con mercatini e gastronomia.

  • porta d'ingresso a Pitino porta d'ingresso a Pitino
  • il Castello di Pitino il Castello di Pitino
  • Porta Cesare Battisti di Montecassiano per Svicolando Porta Cesare Battisti di Montecassiano per Svicolando
  • Installazioni di Svicolando a Montecassiano Installazioni di Svicolando a Montecassiano
  • il Palazzo dei Priori di Montecassiano addobbato per Svicolando il Palazzo dei Priori di Montecassiano addobbato per Svicolando
  • i poster di Svicolando a Montecassiano i poster di Svicolando a Montecassiano
  • Montecassiano: le decorazioni di Svicolando Montecassiano: le decorazioni di Svicolando
sabato 17 Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini
  • Superficie: 71.437,00 ettari
  • Regioni: Marche - Umbria
  • Comuni: Acquacanina, Amandola, Arquata del Tronto, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Fiastra, Fiordimonte, Montefortino, Montegallo, Montemonaco, Norcia, Pieve Torina, Pievebovigliana, Preci, san Ginesio, Ussita, Visso
  • Provv.ti istitutivi: DPR 6 agosto 1993
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Monte Sibilla e visita di Montemonaco

  • versante nord della Sibilla versante nord della Sibilla
  • sentiero per la vetta del Monte Sibilla sentiero per la vetta del Monte Sibilla

La Montagna della Sibilla con la sua Grotta rappresenta il "baricentro mistico" di questi magici luoghi che per la loro fama attiravano in un lontano passato visitatori disposti a percorrere lunghe distanze e affrontare ardue salite per recarsi a compiere riti e sortilegi. La Grotta della Sibilla, misterioso ingresso al regno incantato dell'Oracolo in grado di rivelare il futuro, si raggiunge superando la verticale fascia rocciosa che "gira" intorno alla cima cingendola come una regale corona a simboleggiare la sua importanza e sapienza. Per giungere in vetta si ripercorre il panoramico sentiero che la leggenda racconta tracciato dalle Fate che di notte scendevano a valle per incontrare gli uomini e danzare fino all'alba.

I monaci benedettini che nell'VIII secolo fondarono il primo nucleo dell'abitato divenuto successivamente castello, ne lasciarono l'impronta nel nome dando vita a Montemonaco, il paese punto di riferimento per i tanti "viaggiatori" diretti alla Sibilla o al Lago di Pilato; la posizione e l'aiuto dei locali era infatti prezioso per completare l'ultima parte del loro viaggio. Le testimonianze di quell'epoca sono oggi raccolte nel Museo della Sibilla che ne ricostruisce la storia e l'ambientazione, tra cui la Pergamena del 1452 che assolve da scomunica l'intera comunità per aver disobbedito all'inquisizione e l'enigmatica Gran Pietra trovata al Lago di Pilato: il masso inciso con strani e indecifrati "simboli".

  • ingresso per la Grotta della Sibilla ingresso per la Grotta della Sibilla
  • la 'Corona' della Sibilla la "Corona" della Sibilla
  • il Monte Sibilla da Montemonaco il Monte Sibilla da Montemonaco
  • panorama su Montemonaco dall'alto panorama su Montemonaco dall'alto
  • il Museo della Sibilla a Villa Curi il Museo della Sibilla a Villa Curi
  • la pergamena del 1452 nel Museo della Sibilla di Montemonaco la pergamena del 1452 nel Museo della Sibilla di Montemonaco
  • i misteriosi 'segni' sulla Gran Pietra conservata al Museo della Sibilla i misteriosi "segni" sulla Gran Pietra conservata al Museo della Sibilla
domenica 18 Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi

Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi

Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi
  • Superficie: 10.026,00 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: Arcevia, Cerreto d'Esi, Fabriano, Genga, Serra san Quirico
  • Provv.ti istitutivi: LR 57 del 2 settembre 1997
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Monte Revellone e Infiorata del corpus domini a Cupramontana

  • il versante nord del Monte Revellone il versante nord del Monte Revellone
  • Giglio Giglio

Il Parco Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi è con i suoi 9170 ettari il più esteso delle Marche, famoso per le sue Grotte, offre anche interessanti itinerari escursionistici, tra cui l'anello del Monte Revellone. Dalla Gola della Rossa si sale per un sentiero che conduce all'Eremo di Grottafucile costruito nel 1227 da san Silvestro da Osimo grazie alla donazione di Corrado di Rovellone che crebbe fino a diventare un monastero. Il percorso prosegue sulla cresta che conduce alla vetta dove si gode di un bellissimo panorama sui Monti circostanti e sulla Gola. Lungo la discesa si attraversano belli boschi di carpini e una pineta e per un divertente canalone si rientra alla Gola della Rossa.

Cupramontana prende il nome dalla dea Picena della fertilità e fecondità della terra Cupra con cui fin dai tempi di Roma ha sviluppato la viticoltura diventando la "Capitale del Verdicchio", vino bianco DOC tipico di questa parte delle Marche su cui è basata l'economia locale ottenendo anche il riconoscimento della Bandiera Verde. Tra le manifestazioni che vi si svolgono è molto sentita la tradizionale Infiorata del corpus domini dove i ragazzi delle medie preparano i disegni che vengono poi selezionati e su cui si realizzano gli stampi usati la domenica mattina dai volontari e dai turisti per comporre i circa 1600 metri quadrati di "Infiorata" per le vie del centro su cui passerà poi la processione verso metà mattino.

  • il Monte Revellone da Grottafucile il Monte Revellone da Grottafucile
  • Pierosara sullo sfondo della Gola della Rossa Pierosara sullo sfondo della Gola della Rossa
  • l'Infiorata del corpus domini per le vie di Cupramontana l'Infiorata del corpus domini per le vie di Cupramontana
  • la strada per il centro di Cupramontana abbellita dall'Infiorata la strada per il centro di Cupramontana abbellita dall'Infiorata
  • il centro storico di Cupramontana il giorno dell'Infiorata il centro storico di Cupramontana il giorno dell'Infiorata
  • l'Infiorata in piazza IV Novembre di Cupramontana  l'Infiorata in piazza IV Novembre di Cupramontana 
  • la processione del Corpus Domini di Cupramontana la processione del Corpus Domini di Cupramontana
sabato 24 Monte Maggio - Monte Nero

Monte Maggio - Monte Nero

Monte Maggio - Monte Nero
  • Superficie: 1415,10 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: Fabriano
  • Provv.ti istitutivi: DGR 24 marzo 1997
  • Aree Floristiche Protette:
    Sono disciplinate dalla Legge Regionale del 1974 e rappresentano un primo esempio, in anticipo sui tempi, di ciò che nel 1991 venne regolamentato con Parchi e Riserve. All'epoca la regione Marche, unica in Italia, scelse di tutelare delle zone piuttosto che specie floreali. Attualmente l'inventario delle AFP ne elenca 109 individuate con 3 diverse Delibere.

Monte Maggio e 23° Palio di san Giovanni Battista a Fabriano

  • Fabriano: Palazzo del Podestà Fabriano: Palazzo del Podestà
  • l'Eremo di san Verecondo l'Eremo di san Verecondo

Il Monte Maggio si trova nell'Appennino Fabrianese e da esso ha origine il Fiume Giano che attraversa poi la città e a cui è anche legato il toponimo. Il percorso offre interessanti e variegati ambienti con la sorgente del Giano ricca di muschi e alghe, i boschi termofili del versante orientale che misti a taluni elementi mediterranei ne fanno una particolare "macchia mediterraneo-montana", le belle faggete fino ai pascoli secondari. Altrettanto importante è l'interesse storico per la presenza sul Monte Vallarga dell'antica Rocca Longobarda a guardia della via per Roma e i resti dell'Abbazia di santa Maria d'Appennino, tra le più importanti dell'area fabrianese che arrivò nel XIV secolo ad "amministrare" ben 26 chiese.

Fabriano festeggia il suo patrono san Giovanni Battista il 24 giugno, data in cui si svolge l'omonimo Palio a chiusura di una serie di rievocazioni tra cui il Corteo Storico, il Torneo degli Arcieri, una serie di Giochi Popolari e i Borghi Medievali che ricostruiscono le scene di vita. Vi sono inoltre spettacoli e mostre insieme a cerimonie religiose tra cui infiorate artistiche allestite dentro le chiese o nei chiostri. L'evento finale è la Sfida del Maglio in cui i Fabbri dei quattro quartieri della città devono "forgiare" la chiave adatta ad azionare il meccanismo che alza il Gonfalone nel più breve tempo possibile. Essi rappresentano l'antico mestiere da cui Fabriano prende il nome e sono infatti raffigurati nello stemma del Comune.

  • panorama dal Monte Maggio panorama dal Monte Maggio
  • vista dal Monte Maggio vista dal Monte Maggio
  • prati del Monte Maggio prati del Monte Maggio
  • Palazzo Comunale di Fabriano Palazzo Comunale di Fabriano
  • la Piazza del Comune di Fabriano la Piazza del Comune di Fabriano
  • Chiostro della Pinacoteca Bruno Molajoli di Fabriano Chiostro della Pinacoteca Bruno Molajoli di Fabriano
  • Fabriano: sarcofago di san Romualdo nella chiesa di san Biagio Fabriano: sarcofago di san Romualdo nella chiesa di san Biagio
domenica 25 Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini
  • Superficie: 71.437,00 ettari
  • Regioni: Marche - Umbria
  • Comuni: Acquacanina, Amandola, Arquata del Tronto, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Fiastra, Fiordimonte, Montefortino, Montegallo, Montemonaco, Norcia, Pieve Torina, Pievebovigliana, Preci, san Ginesio, Ussita, Visso
  • Provv.ti istitutivi: DPR 6 agosto 1993
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Monte Vettore e visita del Palazzetto Branconi di Montegallo

  • il Rifugio Zilioli sulla Sella delle Ciaule verso il Monte Vettore il Rifugio Zilioli sulla Sella delle Ciaule verso il Monte Vettore
  • Monte Vettore: vista della Cima del Redentore con il Pizzo del Diavolo Monte Vettore: vista della Cima del Redentore con il Pizzo del Diavolo

Il "tetto delle Marche" è rappresentato dai 2.476 del Monte Vettore, la montagna più meridionale dei Sibillini e di tutta la regione il cui nome latino vuol dire appunto "vincitore". La salita alla cima si affronta risalendone il versante sud occidentale partendo dal valico di Forca di Presta dove inizia il sentiero che con una pendenza mai troppo eccessiva e comunque abbastanza distribuita permette di superare il dislivello fino alla sella del rifugio Tito Zilioli. Con la seconda parte si guadagna la panoramica vetta segnata dalla croce metallica dove la vista si apre su sconfinati panorami in ogni direzione spaziando sul territorio di tre Regioni e il mare Adriatico con in primo piano milioni di anni di storia geologica.

Montegallo è oggi un "Comune sparso" il cui capoluogo ha sede a Balzo, l'aereo abitato dirimpetto l'imponente parete orientale del Monte Vettore costruito riutilizzando il materiale del primitivo castello del VII secolo. Lungo la via principale si trova il Palazzetto Branconi, notevole esempio di architettura locale che oltre ad ospitare la Casa del Parco ricostruisce le vecchie "abitazioni montane" con i vari ambienti in cui sono anche custoditi oggetti di vita quotidiana, alcuni dall'insolita funzione. Di particolare interesse sono alcuni fregi che si riscontrano in molte case dell'area a rappresentare il Sole, insieme ad iscrizioni e motti come INVIDIA DIO E NON COMPASSIONE / 1640 e TIMENTI DEUM BEN(edicus) ERIT IN EXTREMIS.

  • la croce piegata sulla cima del Monte Vettore la croce piegata sulla cima del Monte Vettore
  • il panorama dal Monte Vettore fino al mare il panorama dal Monte Vettore fino al mare
  • affaccio sul Lago di Pilato dalla vetta del Monte Vettore affaccio sul Lago di Pilato dalla vetta del Monte Vettore
  • iscrizioni e fregi del Palazzetto Branconi a Montegallo iscrizioni e fregi del Palazzetto Branconi a Montegallo
  • Montegallo: gli ambienti interni del Palazzetto Branconi Montegallo: gli ambienti interni del Palazzetto Branconi
  • Montegallo: chiesa di san Bernardino da Siena Montegallo: chiesa di san Bernardino da Siena
  • 'casa torre' in piazza Taliani a Montegallo "casa torre" in piazza Taliani a Montegallo