Escursioni e Visite Guidate

Calendario 2017

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sabato 5 Parco Naturale Regionale del Conero

Parco Naturale Regionale del Conero

Parco Naturale Regionale del Conero
  • Superficie: 6.011,00 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: Ancona, Camerano, Numana, Sirolo
  • Provv.ti istitutivi: LR 21 del 23 aprile 1987
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Traversata del Monte Conero e visita dei Musei di Sirolo

  • vista del Conero dal Monte dei Corvi vista del Conero dal Monte dei Corvi
  • panorma su Mezzavalle dal Pian Grande del Conero panorma su Mezzavalle dal Pian Grande del Conero

Il Monte Conero protende i suoi 572 metri sul mare creando una "anomalia" lungo la piatta costa Adriatica interrompendola con i ripidi versanti dell'anticlinale che si gettano in acqua mentre la parte occidentale è coperta dai boschi di Macchia Mediterranea. Il Sentiero numero uno del Parco attraversa l'Area Protetta da Poggio a Fonte d'Olio per i punti di maggiore interesse naturalistico e storico, dai massicci rimboschimenti che ricostruiscono la vegetazione, i panoramici belvedere su Portonovo e verso Ancona fino alla millenaria Abbazia camaldolese di san Pietro dove inizia la discesa alla misteriosa Grotta del Mortarolo e lo stupendo affaccio sulle Due Sorelle dal "balcone" del Passo della Croce.

Il piccolo borgo a impianto medievale di Sirolo, un tempo Castello di Ancona, sorge in spettacolare posizione panoramica sulle bianche spiagge dell'Adriatico e verso il Conero dal cui belvedere se ne coglie il profilo ad "elmo" dell'anticlinale. Qui si stabilì circa 100.000 anni fa uno dei primi insediamenti delle Marche e nel VI secolo ac si sviluppò con i Piceni nell'area archeologica dei Pini, la cui Tomba della Regina ha restituito il suo magnifico Carro. Notevole è stata anche l'impronta religiosa nell'ex convento di san Francesco dove il santo di Assisi predisse nel 1215 l'arrivo della santa Casa a Loreto e in cui soggiornarono il beato Pietro da Treia (oggi nella chiesa del Rosario), Corrado da Offida e san Giacomo della Marca.

  • Abbazia Camaldolese di san Pietro al Conero Abbazia Camaldolese di san Pietro al Conero
  • la Baia delle Due Sorelle dal Passo della Croce la Baia delle Due Sorelle dal Passo della Croce
  • panorama verso Sirolo dal Conero panorama verso Sirolo dal Conero
  • il Teatro comunale Cortesi e il Torrione del XIV secolo di Sirolo il Teatro comunale Cortesi e il Torrione del XIV secolo di Sirolo
  • l'Arco gotico del 1050 all'ingresso di Sirolo l'Arco gotico del 1050 all'ingresso di Sirolo
  • Sirolo: la chiesa del Rosario in via Italia Sirolo: la chiesa del Rosario in via Italia
  • Belvedere del Monte Conero dal Piazzale Marino di Sirolo Belvedere del Monte Conero dal Piazzale Marino di Sirolo
domenica 6 Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini
  • Superficie: 71.437,00 ettari
  • Regioni: Marche - Umbria
  • Comuni: Acquacanina, Amandola, Arquata del Tronto, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Fiastra, Fiordimonte, Montefortino, Montegallo, Montemonaco, Norcia, Pieve Torina, Pievebovigliana, Preci, san Ginesio, Ussita, Visso
  • Provv.ti istitutivi: DPR 6 agosto 1993
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Tradizionale messa alla Grotta dei Frati e Gole del Fiastrone

  • il sentiero per la Grotta dei Frati il sentiero per la Grotta dei Frati
  • Grotta dei Frati: il piccolo altare roccioso Grotta dei Frati: il piccolo altare roccioso

Nel Versante Fiorito del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, in alto sulla stupenda e selvaggia Valle del Fiastrone, si trova la Grotta dei Frati: una cavità naturale dove dal 1300 al 1600 si insediarono i frati Clareni che vi costruirono la piccola chiesa e i ricoveri. L'ordine era seguace di fra' Angelo Clareno, "dissidenti" dei Francescani e considerati eretici si recavano nei vicini paesi sporadicamente per elemosinare e inveire contro i ricchi e le loro proprietà. Come tutti gli eremi della montagna era dotato dell'indispensabile acqua corrente ottenuta dal ruscello che scorre vicino, ma i "fraticelli" furono perseguitati e infine obbligati a lasciare il luogo quando il corso d'acqua venne deviato per farlo cadere sul romitorio.

Le Gole del Fiastrone sono uno degli ambienti naturali più belli ed importanti di tutti i Monti Sibillini: oltre che trovarsi nel Parco Nazionale sono anche un'Area Floristica Protetta, un Sito di Interesse Comunitario e una Zona di Protezione Speciale. Il fiume ha scavato la valle tra il Monte Corvo e il Monte Fiegni "incidendola" verticalmente in profondità, tanto che in alcuni punti le pareti arrivano quasi a toccarsi chiudendo la volta per creare una sorta di "grotta all'aperto". La natura del luogo è veramente stupenda e inoltrandosi dentro la forra sull'acqua del Fiastrone si attraversano in sequenza le tre suggestive Gole per penetrare nel cuore della montagna dove si scopre la viva roccia calcarea "antica" milioni di anni.

  • la chiesetta nella Grotta dei Frati la chiesetta nella Grotta dei Frati
  • Grotta dei Frati: interno della cavità Grotta dei Frati: interno della cavità
  • l'entrata alla Grotta dei Frati l'entrata alla Grotta dei Frati
  • le Gole del Fiastrone le Gole del Fiastrone
  • la prima Gola del Fiastrone la prima Gola del Fiastrone
  • la seconda Gola del Fiastrone la seconda Gola del Fiastrone
  • la terza Gola del Fiastrone la terza Gola del Fiastrone
martedì 8 Boschetto di Cugnolo

Boschetto di Cugnolo

Boschetto di Cugnolo
  • Superficie: 5,318 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: Fermo
  • Provv.ti istitutivi: DGR 24 marzo 1997
  • Aree Floristiche Protette:
    Sono disciplinate dalla Legge Regionale del 1974 e rappresentano un primo esempio, in anticipo sui tempi, di ciò che nel 1991 venne regolamentato con Parchi e Riserve. All'epoca la regione Marche, unica in Italia, scelse di tutelare delle zone piuttosto che specie floreali. Attualmente l'inventario delle AFP ne elenca 109 individuate con 3 diverse Delibere.

Bosco di Cugnolo e 21° Mercatino a Torre di Palme

  • Torre di Palme: scorcio da via Scura Torre di Palme: scorcio da via Scura
  • sentiero attrezzato nell'Area Floristica Protetta del Bosco di Cugnolo sentiero attrezzato nell'Area Floristica Protetta del Bosco di Cugnolo

Nella collina adiacente Torre di Palme si visita il Bosco di Cugnolo, un raro esempio di Macchia Mediterranea integra lungo la costa Adriatica, con una breve e facile escursione ad anello che parte direttamente dal Borgo. Tutelata dalla Regione come Area Floristica Protetta, è anche un sito interessante dal punto di vista geologico per i vari punti in cui affiorano i sedimenti pliocenici. Al luogo è anche legata la vicenda della Grotta degli Amanti, storia che si svolse nel 1911 durante le guerre coloniali, quando due giovani fidanzati di Torre di Palme e Lapedona, pur di non separarsi per la chiamata alle armi, decisero di nascondersi nella "cavità" dove vissero per tre giorni e tre notti per scegliere infine la morte.

Lungo il percorso si transita per due storiche ville settecentesche, una delle quali adibita ad albergo e ristorante con un bel parco che affaccia sul mare. Al rientro in paese si visita il caratteristico Mercatino dell'Artigianato e dei Prodotti Tipici che si svolge per le strade, nelle piazzette e nei suggestivi vicoli di Torre di Palme ed è l'occasione per assaggiare alcune eccellenze della "cucina marchigiana", come le famose Olive all'Ascolana, il Pecorino, il Ciauscolo e il dolce Vino Cotto direttamente dai produttori. Fino a mezzanotte sono anche aperte le chiese, tra cui sant'Agostino con all'interno il polittico di Vittore Crivelli e la tavola restaurata di Vincenzo Pagani, così come san Giovanni e santa Maria a Mare.

  • scorcio di Torre di Palme dal Bosco di Cugnolo scorcio di Torre di Palme dal Bosco di Cugnolo
  • Bosco di Cugnolo: la Grotta degli Amanti Bosco di Cugnolo: la Grotta degli Amanti
  • gli affioramenti del Pliocene al Cugnolo di Torre di Palme gli affioramenti del Pliocene al Cugnolo di Torre di Palme
  • Torre di Palme: chiesa di san Giovanni del X secolo Torre di Palme: chiesa di san Giovanni del X secolo
  • vista da Piazza Risorgimento di Torre di Palme vista da Piazza Risorgimento di Torre di Palme
  • Torre di Palme: edifici in cotto lungo via Piave Torre di Palme: edifici in cotto lungo via Piave
  • il panorama da Piazza Lattanzi a Torre di Palme il panorama da Piazza Lattanzi a Torre di Palme
sabato 12

Buca del Terremoto e 58ª Sagra della Vernaccia a Serrapetrona

  • filari di Vernaccia Nera di Serrapetrona filari di Vernaccia Nera di Serrapetrona
  • il 'rosso' sentiero per la Buca del Terremoto il "rosso" sentiero per la Buca del Terremoto

Un verde e fitto bosco del Monte d'Aria cela tra le sue conifere una sorpresa veramente unica a quanti ne percorrono un facile sentiero che conduce verso un'ampia radura dove la rossa roccia si apre in una grande cavità circolare a forma di cratere: la Buca del Terremoto. Il particolare nome è legato alla credenza popolare locale secondo cui l'origine risalirebbe ad un antico sisma che sconvolgendo la struttura della montagna avrebbe generato la conca di 50 metri e profonda oltre 30 alla cui base si sono accumulati i detriti. La "Buca" è anche visitabile al suo interno mediante una piccola cengia che si sviluppa a "spirale" lungo la circonferenza delle sue pareti e permette di scendere fin sul fondo.

La ristretta ed alto collinare area del maceratese che ha come centro di riferimento il paesino medievale di Serrapetrona impiega il suo fertile territorio con il particolare vitigno autoctono Vernaccia dai cui grappoli si ottiene la rinomata DOCG le cui "tre fermentazioni" ne fanno l'unico vino spumante rosso con tale caratteristica. La raffinata bevanda è prodotta dalle cantine del comprensorio con il particolare metodo dell'appassimento rendendo il borgo e le sue terre famosi ovunque ed è celebrata da protagonista in una Sagra tra le più antiche delle Marche ogni estate da ben oltre 50 anni in abbinamento ai piatti tradizionali del territorio, in particolare quelli di carni come pure ai dolci con cui si sposa alla perfezione.

  • indicazioni per la Buca del Terremoto indicazioni per la Buca del Terremoto
  • la Buca del Terremoto la Buca del Terremoto
  • nel 'cratere' della Buca del Terremoto nel "cratere" della Buca del Terremoto
  • Serrapetrona: Piazza santa Maria Serrapetrona: Piazza santa Maria
  • le rastrelliere con i grappoli di Vernaccia Nera in appassimento le rastrelliere con i grappoli di Vernaccia Nera in appassimento
  • chiesa di san Francesco di Serrapetrona chiesa di san Francesco di Serrapetrona
  • interno di san Francesco di Serrapetrona interno di san Francesco di Serrapetrona
domenica 13 Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga

Parco Nazionale del Gran Sasso e Monti della Laga
  • Superficie: 148.935,00 ettari
  • Regioni: Marche - Abruzzo
  • Comuni: Accumoli, Acquasanta Terme, Amatrice, Arquata del Tronto, Arsita, Barete, Barisciano, Brittoli, Bussi sul Tirino, Cagnano Amiterno, Calascio, Campli, Campotosto, Capestrano, Capitignano, Carapelle Calvisio, Carpineto della Nora, Castel del Monte, Castelli, Castelvecchio Calvisio, Castiglione a Casauria, Civitella Casanova, Civitella del Tronto, Cortino, Corvara, Crognaleto, Fano Adriano, Farindola, Isola del Gran Sasso d'Italia, L'Aquila, Montebello di Bertona, Montereale, Montorio al Vomano, Ofena, Pescosansonesco, Pietracamela, Pizzoli, Rocca santa Maria, santo Stefano di Sessanio, Torricella Sicura, Tossicia, Valle Castellana, Villa Celiera, Villa santa Lucia Abruzzi
  • Provv.ti istitutivi: DPR 5 agosto 1995
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Settecerri e 5° Ascoliva festival ad Ascoli Piceno

  • Settecerri Settecerri
  • le case ristrutturate a Settecerri le case ristrutturate a Settecerri

La boscosa area ad ovest della Montagna dei Fiori "scende" fino alla valle solcata dal torrente Castellano con il Lago di Talvacchia disseminata di piccoli e antichi borghi che si sono spopolati soprattutto con le migrazioni degli anni '50, ma fortunatamente alcuni di essi stanno tornando a vivere grazie alle intelligenti ristrutturazioni operate da coraggiosi appassionati. Le origini di Settecerri risalgono intorno al 1500 e il toponimo ricorda le sette grandi Querce che circondavano il primo borgo mentre l'abitato attuale si trova a 960 metri di quota nella bellissima posizione panoramica da cui si può ammirare il panorama in ogni direzione con i pendii circostanti popolati da lussureggianti boschi di castagni e querce.

Ascoli Piceno è famosa nel mondo oltre che per le notevoli bellezze architettoniche anche per il prodotto culinario a cui ha dato il nome: l'Oliva all'Ascolana, ottenuta farcendo e friggendo la cultivar "Ascolana Tenera". Per la loro bontà e ricercatezza venivano "esportate" a Roma e apprezzate nei secoli dai monaci benedettini fino a Sisto V per arrivare a personaggi come Garibaldi e Rossini. La preparazione prevede prima un bagno per eliminarne l'amarezza, quindi la denocciolazione e infine il riempimento con la tradizionale ricetta. Il Festival Ascoliva la celebra con produttori che organizzano degustazioni con dibattiti, spettacoli e laboratori e la Notte Bianca nella bella ambientazione di Piazza Arringo.

  • vista della Montagna dei Fiori da Settecerri vista della Montagna dei Fiori da Settecerri
  • Settecerri: chiesa di san Martino Settecerri: chiesa di san Martino
  • panorama da Settecerri sul Fosso del Pantano panorama da Settecerri sul Fosso del Pantano
  • Piazza Arringo di Ascoli Piceno Piazza Arringo di Ascoli Piceno
  • Battistero di san Giovanni in Piazza Arringo Battistero di san Giovanni in Piazza Arringo
  • Ascoli Piceno: il Caffè storico Meletti Ascoli Piceno: il Caffè storico Meletti
  • Piazza del Popolo in Ascoli Piceno Piazza del Popolo in Ascoli Piceno
lunedì 14 Riserva Naturale Regionale della Sentina

Riserva Naturale Regionale della Sentina

Riserva Naturale Regionale della Sentina
  • Superficie: 174,33 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: san Benedetto del Tronto
  • Provv.ti istitutivi: DCR 156 del 14 dicembre 2004
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Sentina e 17ª V'vtella a Castorano

  • il simbolo della V'vtella di Castorano il simbolo della V'vtella di Castorano
  • tronchi in spiaggia alla Sentina tronchi in spiaggia alla Sentina

La particolare conformazione orografica delle Marche fatta prevalentemente di colline che arrivano fino al mare ha spinto l'antropizzazione lungo le coste dove si concentrano vie di comunicazione e centri abitati che si sono sostituiti all'ambiente originario lasciando solo pochissime zone "intatte". La Sentina è un'area costiera di quasi 175 ettari tutelata come Riserva dal 2004 per l'importanza di rappresentare gli ormai rari ambienti retro dunali e zone umide con le relative specie vegetali oltre che essere luogo scelto dall'avifauna, sia migratoria che stanziale, tra cui il Cavaliere d'Italia preso come simbolo dell'Area Protetta. Per tali caratteristiche la Sentina è stata anche dichiarata una Important Bird Area.

Castorano, piccolo borgo nell'area della Valle del Tronto in cui si produce il Rosso Piceno Superiore, è il paese natale del francescano Carlo Orazi missionario in Cina dal 1700 al 1733 e autore dell'importante dizionario latino-italiano-cinese. La sera del 14 agosto organizza la Festa più bella che c'è: la V'vtella; termine dialettale che indica la "bevutella", il ristoro per i contadini durante la mietitura consistente in un fagotto con dentro acqua e limone, biscotti e vino cotto. La rievocazione si apre con la sfilata dei carri accompagnati dai figuranti in costume in rappresentanza delle contrade, ognuno con un prodotto tipico offerto a tutti i visitatori e prosegue poi con canti e balli fino allo "sdiù" (colazione) l'alba del giorno dopo.

  • Sentina: sentiero nella Riserva Sentina: sentiero nella Riserva
  • vegetazione litoranea della Sentina vegetazione litoranea della Sentina
  • la Torre del Porto del 1543 della Sentina la Torre del Porto del 1543 della Sentina
  • carro della V'vtella di Castorano carro della V'vtella di Castorano
  • V'vtella: i figuranti al seguito dei carri V'vtella: i figuranti al seguito dei carri
  • sfilata durante la V'vtella di Castorano sfilata durante la V'vtella di Castorano
  • V'vtella: festa per le vie di Castorano V'vtella: festa per le vie di Castorano
martedì 15 Monte Ascensione

Monte Ascensione

Monte Ascensione
  • Superficie: 444,00 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: Ascoli Piceno, Rotella
  • Provv.ti istitutivi: DGR 24 marzo 1997
  • Aree Floristiche Protette:
    Sono disciplinate dalla Legge Regionale del 1974 e rappresentano un primo esempio, in anticipo sui tempi, di ciò che nel 1991 venne regolamentato con Parchi e Riserve. All'epoca la regione Marche, unica in Italia, scelse di tutelare delle zone piuttosto che specie floreali. Attualmente l'inventario delle AFP ne elenca 109 individuate con 3 diverse Delibere.

Sentiero della Lama del Monte Ascensione e visita del santuario di Montemisio

  • la vetta del Monte Ascensione visto da Ascoli Piceno la vetta del Monte Ascensione visto da Ascoli Piceno
  • panorama su Ascoli Piceno e l'Ascensione dal Colle san Marco panorama su Ascoli Piceno e l'Ascensione dal Colle san Marco

Intorno al Monte Ascensione ruotano molte storie, leggende e credenze popolari tra cui quella per cui almeno una volta occorre salirvi a piedi altrimenti toccherà poi farlo in un'altra vita ma nel corpo di una chiocciola, compito che per "usanza" viene svolto il giorno dell'Ascensione con il pellegrinaggio fino all'oratorio dedicato all'Ascensione di Gesù e all'assunzione della Madonna. La chiesa risale al 1300 quando il predicatore laico Domenico Savi, detto Meco del Sacco, la eresse con i suoi seguaci Sacconi (o Pinzoccheri) dando vita, insieme ai monaci agostiniani di Ascoli Piceno, alla festa con la processione della statua della Madonna con il Bambino da Polesio alla vetta insieme agli antichi riti popolari.

Alcuni monaci Farfensi costruirono su un vecchio tempio pagano intitolato alla dea Greca della caccia Artemide, la chiesa dedicata prima alla Vergine della Cintura e in seguito alla Madonna della Tempera per pregare e avere l'acqua per i campi fino all'attuale Madonna della Consolazione col santuario di Montemisio tradizionalmente festeggiato il 15 di agosto. Situato nelle vicinanze di Capradosso è un incantevole luogo di pace e silenzio immerso nella natura in cui abita una piccola comunità che ne cura il grazioso giardino con gli animali. Davanti alla chiesa un "gigante" occupa gran parte della vista per le dimensioni di tronco e chioma: la Roverella monumentale la cui età è stimata in diversi secoli.

  • la Rupe di santa Polisia sul Monte Ascensione la Rupe di santa Polisia sul Monte Ascensione
  • Monte Ascensione: chiesa della Madonna dell'Ascensione Monte Ascensione: chiesa della Madonna dell'Ascensione
  • vista del Monte Ascensione e la città di Ascoli Piceno dall'Eremo di san Marco vista del Monte Ascensione e la città di Ascoli Piceno dall'Eremo di san Marco
  • il santuario della Madonna della Consolazione di Montemisio il santuario della Madonna della Consolazione di Montemisio
  • Montemisio: interno del santuario Montemisio: interno del santuario
  • un Pavone nel giardino del santuario di Montemisio un Pavone nel giardino del santuario di Montemisio
  • Montemisio: la grande Roverella monumentale del santuario Montemisio: la grande Roverella monumentale del santuario
sabato 19 Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini
  • Superficie: 71.437,00 ettari
  • Regioni: Marche - Umbria
  • Comuni: Acquacanina, Amandola, Arquata del Tronto, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Fiastra, Fiordimonte, Montefortino, Montegallo, Montemonaco, Norcia, Pieve Torina, Pievebovigliana, Preci, san Ginesio, Ussita, Visso
  • Provv.ti istitutivi: DPR 6 agosto 1993
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Grande Anello dei Sibillini: 2ª Tappa da Cupi a Fiastra e 17ª Mostra del Pecorino a Cupi

  • 'affaccio' su Cupi "affaccio" su Cupi
  • mucche al pascolo sul Monte Banditella mucche al pascolo sul Monte Banditella

Il GAS è un trekking ad anello realizzato dal Parco che ne abbraccia l'intero "perimetro" per una lunghezza totale di 120 Km da percorrere in 9 tappe. Lo si può affrontare partendo da uno qualsiasi dei punti di sosta previsti indifferentemente in senso orario o antiorario e quote da 560 a 1800 metri. La seconda tappa inizia da Cupi, non lontano dal Santuario di Macereto, per dirigersi alla località i Fienili e dopo aver attraversato le Vallicelle sale verso il Monte Val di Fibbia per il Pian del Capriolo. Qui inizia la discesa lungo il Monte Coglia fino alla Fonte del Pozzo con la straordinaria vista panoramica sul Lago di Fiastra che si raggiunge col sentiero che attraverso le Coste Coldefora arriva a Trebbio.

Il paesino di Cupi ha origini che risalgono al 1400 quando divenne sede della Guaita dell'ormai abbandonato Macereto crescendo in abitanti e case anche per la bella e panoramica posizione sulla Valle del Serrone. Delle cinque chiese rimane oggi quella romanica del Redentore e Maria costruita in pietra locale con un crocifisso ligneo del XVII secolo portato in processione nella festa di agosto. L'economia era basata sulla pastorizia transumante tra Sibillini e Maremma che obbligava i "cupatti" a lunghe assenze da casa e la cui memoria è tenuta viva nel Museo che ne raccoglie le testimonianze negli attrezzi usati per ottenere la lana e il rinomato "Formaggio Vissano" insieme alla tradizionale Mostra del Pecorino di Cupi.

  • il santuario di Macereto dall'alto il santuario di Macereto dall'alto
  • la G stilizzata del GAS la G stilizzata del GAS
  • segnali col logo del Parco dei Sibillini segnali col logo del Parco dei Sibillini
  • fioritura lungo le Vallicelle fioritura lungo le Vallicelle
  • il Rifugio Trocca sul Monte Coglia il Rifugio Trocca sul Monte Coglia
  • vista del Lago di Fiastra dal Monte Coglia vista del Lago di Fiastra dal Monte Coglia
  • il castello dei Magalotti a Fiastra il castello dei Magalotti a Fiastra
domenica 20 Parco Regionale di Colfiorito

Parco Regionale di Colfiorito

Parco Regionale di Colfiorito
  • Superficie: 338,00 ettari
  • Regioni: Umbria
  • Comuni: Foligno
  • Provv.ti istitutivi: LR 9 del 3 marzo 1995
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Itinerario della Pineta e 40ª Sagra della Patata Rossa a Colfiorito

  • l'Altopiano di Colfiorito l'Altopiano di Colfiorito
  • vento tra le spighe nei campi di Colfiorito vento tra le spighe nei campi di Colfiorito

L'Altopiano di Colfiorito è il valico tra Marche e Umbria sulla cui conca un tempo si estendevano sette laghi poi prosciugati per il carsismo mentre quello più ad est "artificialmente" con la Botte da Varano, l'ardito condotto idraulico realizzato tra 1458 e 1464 dal Signore di Camerino. La Palude è ciò che rimane degli antichi bacini ed oltre che ospitare una torbiera ha una grande importanza naturalistica per l'avifauna che la frequenta e per la flora ripariale che la abita, L'anello della Pineta inizia dalle case di Colfiorito e sale verso il Monte dentro al bel bosco di Pini neri tipici di molte zone dell'Umbria e permette di ammirare l'estensione della Palude dall'alto per rientrare nella zona degli inghiottitoi.

Il clima rigido dell'Altopiano ha condizionato l'agricoltura verso prodotti che si adattassero, come la Patata Rossa che ne costituisce la principale fonte di reddito e nel 1998 è stata riconosciuta come IGP. Si tratta della varietà olandese "Desireé" caratterizzata dalla buccia rossa con polpa gialla e forma allungata che venne introdotta nel 1963 rivelandosi subito molto adatta alla coltivazione locale e i contadini la vendono in sacchi lungo la strada sul principio dei Km zero. In agosto è protagonista della storica Sagra che per oltre dieci giorni permette di degustarla negli stands gastronomici in vari menu tra cui le tipiche "ciambelle dolci di patate" o gli "gnocchi" insieme alla mostra-mercato, convegni, workshop e spettacoli.

  • sentiero nel Parco Regionale di Colfiorito sentiero nel Parco Regionale di Colfiorito
  • il Molinaccio con le Ninfee nella Palude di Colfiorito il Molinaccio con le Ninfee nella Palude di Colfiorito
  • rotoballe nei campi di Colfiorito rotoballe nei campi di Colfiorito
  • Colfiorito: vista verso la Palude Colfiorito: vista verso la Palude
  • la Fioritura estiva di Colfiorito la Fioritura estiva di Colfiorito
  • campi di Patate Rosse a Colfiorito campi di Patate Rosse a Colfiorito
  • la Palude di Colfiorito la Palude di Colfiorito
sabato 26 Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi

Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi

Parco Naturale Regionale della Gola della Rossa e di Frasassi
  • Superficie: 10.026,00 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: Arcevia, Cerreto d'Esi, Fabriano, Genga, Serra san Quirico
  • Provv.ti istitutivi: LR 57 del 2 settembre 1997
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Eremo di Grottafucile e 16° Palio dei Campanari nel Castello di Precicchie

  • il Castello di Precicchie il Castello di Precicchie
  • facciata con l'antico ingresso all'Eremo di Grottafucile facciata con l'antico ingresso all'Eremo di Grottafucile

Nel 1227 san Silvestro Guzzolini lasciò la sua Osimo e concluse il suo pellegrinaggio per monti nella Gola della Rossa dove scelse un'antica cava a 380 metri di quota su un versante del Monte Revellone in cui condurre vita eremitica nella natura. Costruito con pietre e massi di calcare l'eremo prese il nome di Grottafucile e nel tempo si aggregarono altri monaci a vivere nelle "nicchie" della roccia ampliandosi fino a divenire un monastero dedicato a santa Maria da cui nacque l'ordine benedettino dei Silvestrini. Tra i lavori necessari a renderlo abitabile fu scavata nella roccia una cisterna per l'acqua e la leggenda racconta che san Silvestro la trasformò in vino per ricompensare la faticosa opera degli operai.

Precicchie è l'antico castello fortificato risalente almeno al XII secolo eretto dai conti Attone a scopo difensivo per la determinante posizione tra Fabriano, san Severino Marche e Jesi passato poi ai Rovellone. Il Palio dei Campanari è la festa di 3 giorni insieme alla Madonna delle Grazie che rievoca l'evento del 1254 quando il signore Bernabeo volle porre fine alle dispute tra i castelli di Apiro, Castelletta, Grotte, Porcarella, san Giovanni d’Avoltore e sant’Urbano con festeggiamenti e gare. Il Palio è la sfida a "suonare" melodicamente e armonicamente il bronzo delle 3 campane della chiesa parrocchiale dal Doppiettatore alle Martelline e dallo Stenditore al Campanone, tradizionalmente mandato alto "a bicchiere".

  • Eremo di Grottafucile: lapide dedicata a san Silvestro da Osimo Eremo di Grottafucile: lapide dedicata a san Silvestro da Osimo
  • le 'nicchie' usate dai Monaci nell'Eremo di Grottafucile le "nicchie" usate dai Monaci nell'Eremo di Grottafucile
  • vista del Monte Revellone dall'Eremo di Grottafucile vista del Monte Revellone dall'Eremo di Grottafucile
  • Precicchie: parrocchiale di santa Maria delle Grazie Precicchie: parrocchiale di santa Maria delle Grazie
  • le viette del Castello di Precicchie le viette del Castello di Precicchie
  • Torrione con porta d'ingresso a Precicche Torrione con porta d'ingresso a Precicche
  • Precicchie con il Monte Revellone sullo sfondo Precicchie con il Monte Revellone sullo sfondo
domenica 27 Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini
  • Superficie: 71.437,00 ettari
  • Regioni: Marche - Umbria
  • Comuni: Acquacanina, Amandola, Arquata del Tronto, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Fiastra, Fiordimonte, Montefortino, Montegallo, Montemonaco, Norcia, Pieve Torina, Pievebovigliana, Preci, san Ginesio, Ussita, Visso
  • Provv.ti istitutivi: DPR 6 agosto 1993
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121ª Processione delle Canestrelle ad Amandola e Monte Castel Manardo

  • Piazza Risorgimento di Amandola addobbata in grano per la Processione delle Canestrelle Piazza Risorgimento di Amandola addobbata in grano per la Processione delle Canestrelle
  • spighe di grano sull'antico carro per le Canestrelle spighe di grano sull'antico carro per le Canestrelle

La Processione delle Canestrelle è una ricorrenza folkloristica di origine pagana che celebrava offerte agli Dei e ad Amandola iniziò nel 1897 in segno di gratitudine per il raccolto svolgendosi verso fine agosto quando i lavori nei campi diminuiscono e i contadini sono più liberi. Le "Canestrelle" sono cesti di paglia riempiti di grano e ornati con fiocchi che le donne del paese vestite in costumi tipici locali portano in processione in equilibrio sulla testa fino al santuario del beato Antonio Migliorati. Il paese viene addobbato in tema con decorazioni artistiche realizzate con spighe di grano e in piazza si allestisce l'esposizione di vecchi attrezzi usati per la mietitura e la trebbiatura insieme alla sfilata dei trattori storici.

Da Campolungo si sale al Monte Amandola con un sentiero che obliqua per il versante est arrivando alla croce posta a 1706 metri dove si ha un panorama sulle colline Marchigiane disseminate di borghi e solcate da valli fino al mare. Seguendo la linea di cresta si arriva al Monte Castel Manardo il cui nome è riferito ai signori di Sarnano nel cui territorio si trova la cima e che vi avevano un castello in epoca medievale. Il pendio meridionale è indicato nelle carte come "Pescolla", molto simile alla vicina "Pescolletta", termine dialettale che indica una pozzanghera o un piccolo acquitrino, evidentemente ad indicare gli avvallamenti e le doline in cui effettivamente si accumula acqua meteorica che preludono quindi al carsismo.

  • Canestrelle ad Amandola: addobbi in grano su Porta san Giacomo Canestrelle ad Amandola: addobbi in grano su Porta san Giacomo
  • il corteo delle Canestrelle in partenza dal santuario il corteo delle Canestrelle in partenza dal santuario
  • la Processione delle Canestrelle di Amandola la Processione delle Canestrelle di Amandola
  • offerta delle Canestrelle al santuario del beato Antonio offerta delle Canestrelle al santuario del beato Antonio
  • Monte Amandola: la croce sulla vetta Monte Amandola: la croce sulla vetta
  • panorama verso sud dai prati del Monte Amandola panorama verso sud dai prati del Monte Amandola
  • le colline Marchigiane dal Monte Amandola le colline Marchigiane dal Monte Amandola