Escursioni e Visite Guidate

Calendario 2017

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sabato 2 Parco Naturale Regionale del Conero

Parco Naturale Regionale del Conero

Parco Naturale Regionale del Conero
  • Superficie: 6.011,00 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: Ancona, Camerano, Numana, Sirolo
  • Provv.ti istitutivi: LR 21 del 23 aprile 1987
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Grotta del Mortarolo e 22ª Festa del Rosso Conero a Camerano

  • la Festa del Rosso Conero a Camerano la Festa del Rosso Conero a Camerano
  • il panorama verso sud dal Monte Conero il panorama verso sud dal Monte Conero

Nel bianco calcare del Conero si aprono svariate cavità, alcune carsiche e altre artificiali, le prime usate in passato come romitori dai monaci che vi abitavano in dipendenza dell'Abbazia di san Pietro. Si ha notizia di sei eremi sparsi per il Monte, ma oggi solo di tre se ne conosce l'ubicazione: uno si trova nel versante occidentale, l'eremo di san Benedetto nella Riserva Integrale del Parco e la Grotta del Mortarolo che guarda il mare verso sud-est in posizione e ambiente perfetti per condurre una vita di preghiera e ritiro. I monaci provvedevano al sostentamento mediante piccoli orti antistanti il riparo il cui nome una leggenda vuole sia legato alle pietre che anche se mosse, "magicamente" tornerebbero sempre a posto.

Conosciuto per le sue Grotte, Camerano è uno dei quattro Comuni del Parco del Conero nelle cui campagne si produce l'ottimo vino Rosso Conero che si ottiene dall'uva Montepulciano autoctona delle Marche insieme ad una piccola parte di Sangiovese; il particolare e favorevole microclima del versante occidentale del monte contribuisce alla sua qualità che nel 1990 ha ottenuto il riconoscimento di DOC e nel 2004 pure quello di DOCG Riserva. Elogiato per la sua bontà già da Plinio il Vecchio, ad esso ha dedicato alcuni versi anche il conterraneo Giacomo Lepoardi. Nel mese della vendemmia il paese lo celebra con un fine settimana di Festa in cui le Cantine espongono in abbinamento ai prodotti tipici e la gara di "pigiatura".

  • Parco del Conero: interno della Grotta del Mortarolo Parco del Conero: interno della Grotta del Mortarolo
  • Grotta del Mortarolo: le 'feritoie' ricavate nel calcare del Conero Grotta del Mortarolo: le "feritoie" ricavate nel calcare del Conero
  • Monte Conero: panorama sulla spiaggia delle Due Sorelle dal Passo della Croce Monte Conero: panorama sulla spiaggia delle Due Sorelle dal Passo della Croce
  • bottiglie del vino Rosso Conero in esposizione nella Festa di Camerano bottiglie del vino Rosso Conero in esposizione nella Festa di Camerano
  • Camerano: il monumento a Carlo Maratta Camerano: il monumento a Carlo Maratta
  • Festa del Rosso Conero di Camerano: degustazione negli stand Festa del Rosso Conero di Camerano: degustazione negli stand
  • Piazza Roma di Camerano durante la Festa del Rosso Conero Piazza Roma di Camerano durante la Festa del Rosso Conero
domenica 3 La Forchetta

La Forchetta

La Forchetta
  • Superficie: 8,894 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: Serra sant'Abbondio
  • Provv.ti istitutivi: DGR 24 marzo 1997
  • Aree Floristiche Protette:
    Sono disciplinate dalla Legge Regionale del 1974 e rappresentano un primo esempio, in anticipo sui tempi, di ciò che nel 1991 venne regolamentato con Parchi e Riserve. All'epoca la regione Marche, unica in Italia, scelse di tutelare delle zone piuttosto che specie floreali. Attualmente l'inventario delle AFP ne elenca 109 individuate con 3 diverse Delibere.

Monastero di Fonte Avellana e 31° Palio della Rocca a Serra sant'Abbondio

  • panorama del Monastero di Fonte Avellana panorama del Monastero di Fonte Avellana
  • Corso Dante Alighieri di Serra sant'Abbondio Corso Dante Alighieri di Serra sant'Abbondio

Leggenda vuole che nel 980 il beato Lodolfo da Gubbio vagando per boschi cercando un luogo in cui isolarsi dal mondo e addormentatosi sotto un Nocciolo (corylus avellana) vicino una sorgente ebbe ispirazione per fondare l'eremo di Fonte Avellana che nel tempo crebbe, soprattutto con l'opera del priore san Pier Damiani, fino a divenire un'abbazia citata da Dante (che ne è stato ospite) nel XXI Canto del Paradiso. Dedicato alla santa Croce è tra i più importanti luoghi religiosi delle Marche in cui sono vissuti 76 beati e santi e la posizione immersa nella valle "dominata" dal Monte Catria ne fa luogo ideale per la vita monastica a cui oggi si dedica la congregazione dei camaldolesi dalla bianca veste.

Serra sant'Abbondio prende il nome dall'antica "serra", luogo chiuso al cui interno era la chiesa dedicata a sant'Abbondio in dipendenza di Fonte Avellana, per poi essere elevato a Comune nel XIII secolo da Gubbio sfruttando la posizione di controllo sulla più diretta via di collegamento tra Marche ed Umbria. In settembre si festeggia il patrono con una rievocazione che celebra l'importante fase storica tra il 1476 e il 1486 in cui si costruì la Rocca relativa al governo del duca Federico di Montefeltro e gli Statuti di Castello del 1508. Il Palio va al vincitore tra i tre castelli e tre borghi che disputano la Corsa delle Oche da Porta santa al Palazzo Comunale incitando le "bianche oche" ma senza mai toccarle o superarle.

  • Serra sant'Abbondio: le case 'addobbate' con le insegne dei tre Castelli e tre Borghi per il Palio della Rocca Serra sant'Abbondio: le case "addobbate" con le insegne dei tre Castelli e tre Borghi per il Palio della Rocca
  • Porta di Macione del XIII secolo di Serra sant'Abbondio Porta di Macione del XIII secolo di Serra sant'Abbondio
  • la Porta santa di Serra sant'Abbondio con la linea di partenza della Corsa delle Oche la Porta santa di Serra sant'Abbondio con la linea di partenza della Corsa delle Oche
  • Monastero di Fonte Avellana: ingresso Monastero di Fonte Avellana: ingresso
  • i versi del XXI Canto del Paradiso di Dante Alighieri a Fonte Avellana i versi del XXI Canto del Paradiso di Dante Alighieri a Fonte Avellana
  • Fonte Avellana: vista verso il Monte Catria dal Monastero Fonte Avellana: vista verso il Monte Catria dal Monastero
  • la cripta della chiesa della santa Croce di Fonte Avellana la cripta della chiesa della santa Croce di Fonte Avellana
sabato 9 Parco Naturale Regionale del Conero

Parco Naturale Regionale del Conero

Parco Naturale Regionale del Conero
  • Superficie: 6.011,00 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: Ancona, Camerano, Numana, Sirolo
  • Provv.ti istitutivi: LR 21 del 23 aprile 1987
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Eremo di san Benedetto e 31ª Fiera del Colombaccio ad Offagna

  • l'ingresso alla Rocca di Offagna l'ingresso alla Rocca di Offagna
  • le spiagge del Conero dalla Riserva Integrale le spiagge del Conero dalla Riserva Integrale

Il Parco del Conero tutela il versante a mare dell'anticlinale come Riserva Integrale per l'elevata importanza che la natura riveste in tale area consentendone la visita solo accompagnati da Guide Abilitate. La zona è attraversata da antichi sentieri un tempo usati dai Monaci che abitavano l'Eremo di san Benedetto, la cavità carsica in eccezionale posizione panoramica sul mare che si apre nel fianco della montagna. Nel modesto ripiano adiacente coltivavano "minuscoli orti" conservando una scorta d'acqua nella cisterna scavata nella roccia per dedicarsi alla preghiera e alla meditazione immersi nel solitario e selvaggio luogo con l'immensità del mare "contemplabile" dalla bianca Pietra dell'Abate.

Offagna è il delizioso borgo medievale sulle colline anconetane dove spicca a oltre 300 metri di altitudine la bellissima Rocca costruita tra il 1454 e il 1456 come difesa da Osimo quando il paese era un "Castello" di Ancona, oggi teatro delle celebri Feste Medievali e sede del Museo, che ha contribuito al paese il riconoscimento della doppia certificazione di Bandiera Arancione e Borgo più Bello d'Italia. In settembre si tiene la Fiera del Colombaccio con le origini nell'antica Fiera del Bestiame di metà '900 che si svolgeva sul "Monte della Fiera" e oggi è un'importante vetrina locale di prodotti tipici del territorio insieme all'esposizione e vendita di animali e loro esibizioni tra cui i Cani antidroga e quelli di centri cinefili.

  • l'Eremo di san Benedetto nella Riserva Integrale del Monte Conero l'Eremo di san Benedetto nella Riserva Integrale del Monte Conero
  • Eremo di san Benedetto del Conero: l'altare ricavato dal calcare Eremo di san Benedetto del Conero: l'altare ricavato dal calcare
  • costruzioni ad arco nell'Eremo di san Benedetto nella Riserva Integrale del Parco del Conero costruzioni ad arco nell'Eremo di san Benedetto nella Riserva Integrale del Parco del Conero
  • la Rocca di Offagna la Rocca di Offagna
  • Offagna: le mura della Rocca Offagna: le mura della Rocca
  • Torre della Rocca a Offagna Torre della Rocca a Offagna
  • i Merli sulla sommità della Rocca di Offagna i Merli sulla sommità della Rocca di Offagna
domenica 10 Gola di Gorgo a Cerbara

Gola di Gorgo a Cerbara

Gola di Gorgo a Cerbara
  • Superficie: 88,703 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: Piobbico, Urbania
  • Provv.ti istitutivi: DGR 24 marzo 1997
  • Aree Floristiche Protette:
    Sono disciplinate dalla Legge Regionale del 1974 e rappresentano un primo esempio, in anticipo sui tempi, di ciò che nel 1991 venne regolamentato con Parchi e Riserve. All'epoca la regione Marche, unica in Italia, scelse di tutelare delle zone piuttosto che specie floreali. Attualmente l'inventario delle AFP ne elenca 109 individuate con 3 diverse Delibere.

Villa Montiego e 39° Festival dei Brutti a Piobbico

  • Piobbico e il fiume Candigliano Piobbico e il fiume Candigliano
  • Sede dell'Associazione Nazionale dei Brutti di Piobbico Sede dell'Associazione Nazionale dei Brutti di Piobbico

Il piccolissimo abitato di Villa Montiego si raggiunge col sentiero che da Piobbico passa sulla scaglia rossa dell'omonimo Monte incontrando dapprima la circolare Torre di Guardia dei germanici Brancaleoni, i signori che nel XIII secolo eressero l'imponente Castello, e quindi attraversa i rimboschimenti di Pini Neri operati nel '17-'18 dai prigionieri austro-ungarici. Il villaggio, composto da abitazioni realizzate con la bianca maiolica della vicina Balza della Penna, si spopolò tra il '60 e il '70 ma fortunatamente delle religiose lo hanno scelto come "residenza estiva" portando a nuova vita le case, la chiesa di santa Maria Assunta, il lavatoio con la fontana e il piccolo cimitero evitandone così la rovina.

Piobbico si trova sulla confluenza delle acque sulfuree, fluorate e minerali di santa Maria del torrente Biscubio nel fiume Candigliano e prende il nome dai territori romani non centuriati "Ager Publicus". Nel 1879 il paese dovette affrontare il problema di maritare finalmente ben 128 zitelle divenendo così la capitale dei brutti che ha portato nel 1960 alla fondazione dell'Associazione Nazionale dei Brutti il cui scopo è soprattutto di respingere più la bruttezza dell'animo che quella fisica ed essere quindi contro l'appariscente bellezza solo esteriore. Il Festival dei Brutti li celebra in settembre in abbinamento alla sagra della Polenta alla Carbonara, l'antico piatto povero dei legnaioli oggi condito con i Sufrangoli.

  • le case di Piobbico sul fiume Candigliano le case di Piobbico sul fiume Candigliano
  • il Castello Brancaleoni di Piobbico il Castello Brancaleoni di Piobbico
  • cortile interno del Castello Brancaleoni cortile interno del Castello Brancaleoni
  • portale d'ingresso del Castello di Piobbico portale d'ingresso del Castello di Piobbico
  • Castello Brancaleoni: la torre dell'orologio Castello Brancaleoni: la torre dell'orologio
  • panorama dei monti intorno Piobbico panorama dei monti intorno Piobbico
  • il territorio nell'area di Piobbico il territorio nell'area di Piobbico
sabato 16 Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini
  • Superficie: 71.437,00 ettari
  • Regioni: Marche - Umbria
  • Comuni: Acquacanina, Amandola, Arquata del Tronto, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Fiastra, Fiordimonte, Montefortino, Montegallo, Montemonaco, Norcia, Pieve Torina, Pievebovigliana, Preci, san Ginesio, Ussita, Visso
  • Provv.ti istitutivi: DPR 6 agosto 1993
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Monte Sibilla e visita di Montemonaco

  • versante nord della Sibilla versante nord della Sibilla
  • sentiero per la vetta del Monte Sibilla sentiero per la vetta del Monte Sibilla

La Montagna della Sibilla con la sua Grotta rappresenta il "baricentro mistico" di questi magici luoghi che per la loro fama attiravano in un lontano passato visitatori disposti a percorrere lunghe distanze e affrontare ardue salite per recarsi a compiere riti e sortilegi. La Grotta della Sibilla, misterioso ingresso al regno incantato dell'Oracolo in grado di rivelare il futuro, si raggiunge superando la verticale fascia rocciosa che "gira" intorno alla cima cingendola come una regale corona a simboleggiare la sua importanza e sapienza. Per giungere in vetta si ripercorre il panoramico sentiero che la leggenda racconta tracciato dalle Fate che di notte scendevano a valle per incontrare gli uomini e danzare fino all'alba.

I monaci benedettini che nell'VIII secolo fondarono il primo nucleo dell'abitato divenuto successivamente castello, ne lasciarono l'impronta nel nome dando vita a Montemonaco, il paese punto di riferimento per i tanti "viaggiatori" diretti alla Sibilla o al Lago di Pilato; la posizione e l'aiuto dei locali era infatti prezioso per completare l'ultima parte del loro viaggio. Le testimonianze di quell'epoca sono oggi raccolte nel Museo della Sibilla che ne ricostruisce la storia e l'ambientazione, tra cui la Pergamena del 1452 che assolve da scomunica l'intera comunità per aver disobbedito all'inquisizione e l'enigmatica Gran Pietra trovata al Lago di Pilato: il masso inciso con strani e indecifrati "simboli".

  • ingresso per la Grotta della Sibilla ingresso per la Grotta della Sibilla
  • la 'Corona' della Sibilla la "Corona" della Sibilla
  • il Monte Sibilla da Montemonaco il Monte Sibilla da Montemonaco
  • panorama su Montemonaco dall'alto panorama su Montemonaco dall'alto
  • il Museo della Sibilla a Villa Curi il Museo della Sibilla a Villa Curi
  • la pergamena del 1452 nel Museo della Sibilla di Montemonaco la pergamena del 1452 nel Museo della Sibilla di Montemonaco
  • i misteriosi 'segni' sulla Gran Pietra conservata al Museo della Sibilla i misteriosi "segni" sulla Gran Pietra conservata al Museo della Sibilla
domenica 17 Riserva Naturale Regionale del Monte san Vicino e del Monte Canfaito

Riserva Naturale Regionale del Monte san Vicino e del Monte Canfaito

Riserva Naturale Regionale del Monte san Vicino e del Monte Canfaito
  • Superficie: 1.452,13 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: Apiro, Gagliole, Matelica, san Severino Marche
  • Provv.ti istitutivi: DCR 138 del 1 dicembre 2009
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Bocca de Pecu per Sasso Forato e 79ª Festa dell'Uva a Cerreto d'Esi

  • vista della Valle di Matelica da Aie di Macciano vista della Valle di Matelica da Aie di Macciano
  • la carrareccia verso Sasso Forato la carrareccia verso Sasso Forato

Il Monte san Vicino ha una particolare ed isolata forma "conica" che lo rende visibile da ogni parte delle Marche elevandosi dall'adiacente altopiano di Canfaito mentre i pendii sono solcati da incisioni scavate dall'acqua che scendono a valle confluendo nei fiumi. Una di queste ha dato origine nella sua parte alta al curioso fenomeno del Sasso Forato, una sorta di "traforo naturale" nella roccia che occorre attraversare per scendere lungo la valle che più in basso conduce alla sorgente dell'Acqua dell'Olmo dove si trova il monumentale Salice Bianco. Continuando la discesa verso la Valle di Jana si transita per Bocca de Pecu, una forra che nonostante sia abbastanza incisa si percorre a piedi risalendone i salti.

Cerreto d'Esi venne fondato durante le invasioni Longobarde dagli abitanti in fuga da Tuficum la cui struttura si fortificò assumendo la forma di Castello e nel tempo divenne il quartier generale di Belisario mantenendola fino ad oggi con la Torre Civica che prende il suo nome. Antiche carte del XVI secolo attestano la facoltà di "emanare" Leggi che la cittadina ebbe durante il Medioevo. L'economia locale è basata sulla produzione del rinomato vino bianco Verdicchio a cui in settembre si dedica la storica Festa dell'Uva che lo celebra nelle cantine in cui degustarlo oltre alla "Enoteca per Conoscere", spettacoli, mercati, mostre e una pittoresca sfilata di trattori nella zona dei vigneti in onore di santa Eurosia.

  • l'entrata al Sasso Forato l'entrata al Sasso Forato
  • l'uscita da Sasso Forato l'uscita da Sasso Forato
  • il Monumentale Salice Bianco all'Acqua dell'Olmo il Monumentale Salice Bianco all'Acqua dell'Olmo
  • entrata a Bocca de Pecu entrata a Bocca de Pecu
  • panorama di Cerreto d'Esi panorama di Cerreto d'Esi
  • Cerreto d'Esi Cerreto d'Esi
  • la Torre Civica 'Belisario' la Torre Civica "Belisario"
sabato 23 Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini

Parco Nazionale dei Monti Sibillini
  • Superficie: 71.437,00 ettari
  • Regioni: Marche - Umbria
  • Comuni: Acquacanina, Amandola, Arquata del Tronto, Bolognola, Castelsantangelo sul Nera, Cessapalombo, Fiastra, Fiordimonte, Montefortino, Montegallo, Montemonaco, Norcia, Pieve Torina, Pievebovigliana, Preci, san Ginesio, Ussita, Visso
  • Provv.ti istitutivi: DPR 6 agosto 1993
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Balzo Rosso e 46ª Sagra della Cucciola a Montefortino

  • santuario Madonna dell'Ambro santuario Madonna dell'Ambro
  • cascata torrente Ambro cascata torrente Ambro

Il Balzo Rosso è la parte sud-est del Monte Amandola e deve il suo nome alla caratteristica colorazione rossastra delle rocce che differisce dal calcare del gruppo in cui si trova e il nome "Balza" indica una parete di montagna particolarmente ripida e scoscesa che scende verso il fondovalle. Osservandolo dal Monte Priora si nota chiaramente l'azione di sovrascorrimento per le spinte da ovest verso est che lo ha fatto ripiegare sugli strati sottostanti. Lo si può visitare con un comodo e panoramico sentiero che ne percorre per intero la base arrivando a toccare la sua rossa pietra. D'estate vi si può percepire l'azione convettiva generata dalla notevole escursione termica causata dal suo colore.

Montefortino è un piccolo borgo nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini arroccato su un colle con la tipica struttura a vie concentriche che seguono le curve di livello. Sulla sommità vi è il parco e la chiesa di san Francesco con all'interno una tela di Simone de Magistris, nel Palazzo Leopardi (appartenuto a un ramo della famiglia recanatese) sono ospitati i Musei, tra cui la prima pinacoteca pubblica delle Marche, intitolata a Fortunato Duranti, conosciuta come il "Piccolo Louvre dei Sibillini". Da oltre quaranta anni a inizio settembre si svolge la tradizionale Sagra della Cucciola, piatto tipico della zona dal sapore e condimenti decisi, proposto in diversi menu che richiamano molti appassionati.

  • panorama da Balzo Rosso panorama da Balzo Rosso
  • garofano al Balzo Rosso garofano al Balzo Rosso
  • Balzo Rosso Balzo Rosso
  • il Balzo Rosso dal basso il Balzo Rosso dal basso
  • parete del Balzo Rosso parete del Balzo Rosso
  • alla base del Balzo Rosso alla base del Balzo Rosso
  • farfalla al Balzo Rosso farfalla al Balzo Rosso
domenica 24 Riserva Naturale Statale della Montagna di Torricchio

Riserva Naturale Statale della Montagna di Torricchio

Riserva Naturale Statale della Montagna di Torricchio
  • Superficie: 317,12 ettari
  • Regioni: Marche
  • Comuni: Monte Cavallo, Pieve Torina
  • Provv.ti istitutivi: DMA 7 aprile 1977
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Montagna di Torricchio e 39ª Sagra dell'Acquaticcio a Belforte del Chienti

  • il Palazzo Comunale di Belforte del Chienti il Palazzo Comunale di Belforte del Chienti
  • la Vallata per la Riserva di Torricchio la Vallata per la Riserva di Torricchio

La riserva statale Montagna di Torricchio è stata la prima Area Protetta delle Marche istituita nel 1977 dopo che il marchese Mario Incisa della Rocchetta, all'epoca presidente del WWF Italia, la donò all'Università di Camerino che la gestisce in regime di Riserva Integrale. È infatti una delle pochissime in cui è vietata ogni attività antropica e la visita è consentita solo a fini di studio o per scopi di ricerca scientifica. In una delle strade interpoderali che la attraversano è allestito il Sentiero Natura in cui sono dislocati i cartelli esplicativi che ne illustrano i punti di interesse iniziando dalla gola "le Porte" passando per una pinturetta eretta come ex voto fino al pianoro del casale Piscini realizzato nel 1874 dai pastori.

Settembre è il mese della Vendemmia e la cultura contadina sempre attenta a preservare le risorse della Terra badava a non sprecare niente utilizzando anche i prodotti di scarto come le vinacce ingegnandosi già dal '400 a produrci l'Acquaticcio. Queste, complete dei vinaccioli, si lasciavano a fermentare con acqua nel tino ottenendone un "mezzo vino" dolce e gradevole e dalla bassa gradazione alcolica da allungare con il vino dell'ultima torchiatura in rapporto di 2:1, per l'uso domestico e offrire a parenti ed amici entro i primi tre giorni perché non si conserva. Borgo santa Maria di Belforte del Chienti ne rievoca l'antica tradizione della pigiatura insieme alla sfilata dei cavalli e la benedizione dei mezzi agricoli.

  • Monte Cetrognola Monte Cetrognola
  • il Casale Piscini nella Riserva Statale della Montagna di Torricchio il Casale Piscini nella Riserva Statale della Montagna di Torricchio
  • il Casale Piscini e il Monte Fema il Casale Piscini e il Monte Fema
  • l'Acquaticcio della Sagra di Belforte del Chienti l'Acquaticcio della Sagra di Belforte del Chienti
  • Sagra dell'Acquaticcio di Belforte del Chienti: la sfilata dei trattori Sagra dell'Acquaticcio di Belforte del Chienti: la sfilata dei trattori
  • l'esibizione dei cavalli nella Sagra dell'Acquaticcio a Belforte del Chienti l'esibizione dei cavalli nella Sagra dell'Acquaticcio a Belforte del Chienti
  • Belforte del Chienti: i canti popolari per la Sagra dell'Acquaticcio Belforte del Chienti: i canti popolari per la Sagra dell'Acquaticcio
sabato 30

Grotta di santa Lucia e 35ª Mostra Mercato del Tartufo ad Apecchio

  • panorama di Apecchio panorama di Apecchio
  • il Monte Nerone da Apecchio il Monte Nerone da Apecchio

Il gruppo del Nerone è stato in passato scelto come dimora da molti religiosi che in vari punti del monte vi hanno ricavato "rocciosi" eremi in cui condurre vita ascetica immersi nella natura e in meditativa contemplazione degli sconfinati panorami. Risalendo il Fosso del Trogolone nel punto in cui l'acqua forma una sequenza di piccole cascate si giunge in breve tempo alla Grotta di santa Lucia, un ambiente ricavato tra XII e XIII secolo chiudendo con pietre la cavità formata dagli strati di rocce inclinate del Monte Carpineto con l'apertura rivolta a est. La santa è raffigurata nell'affresco che decora il piccolo altare e chiude la parte più profonda dell'ipogeo usato poi anche come rifugio da legnaioli e pastori.

Apecchio sorge a 500 metri di quota nel punto in cui il fosso Menatoio confluisce nel torrente Biscubio in una zona particolarmente ricca di buona acqua che sgorga anche da sorgenti sulfuree e oligominerali, condizione che favorisce la produzione di un'ottima birra. I sotterranei del palazzo Ubaldini ospitano il Museo dei Fossili e dei Minerali del Monte Nerone, tra i maggiori d'Europa, e nella vicina Colombara il Mappamondo in legno da Guinness della Pace. L'incontaminata e "generosa" natura produce prelibati frutti del bosco, su tutti il Tartufo a cui viene dedicata la Mostra Mercato e degustabile anche nelle cantine storiche del paese adibite a locande medievali e nella Via dei Sapori con il mercatino.

  • Fiordaliso Fiordaliso
  • il Mappamondo della Pace nella frazione Colombara il Mappamondo della Pace nella frazione Colombara
  • Ponte Medievale a 'schiena d'asino' di Apecchio Ponte Medievale a "schiena d'asino" di Apecchio
  • Apecchio: porticato Apecchio: porticato
  • il 'Campanone' di Apecchio il "Campanone" di Apecchio
  • Apecchio: Viale di Velluto Apecchio: Viale di Velluto
  • Tartufi Tartufi